Un ricordo di Paolo Karim Amirfeiz

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Karim ci ha lasciati: il suo lungo viaggio in questo mondo è finito.  Oggi potremmo pensare che lo aveva previsto, quando, lo scorso anno, si era impegnato a scrivere e a far pubblicare la sua autobiografia (“Un lungo viaggio: Teheran, Firenze e Genova”).  A me fu chiesto di curarne la presentazione agli amici più stretti, sia a Firenze, sia a Capraia, cosa che accolsi con piacere e che mi offrì l’occasione non tanto di conoscere per primo gli avvenimenti che hanno caratterizzato la sua vita, quanto piuttosto di penetrare più a fondo nel suo mondo interiore.
Ed è così che, frugando nella memoria, ho pensato di riproporre, per quegli stessi amici, almeno un po’ di quello che mi venne di dire allora e che penso possa ora servire per rendere più nitido il suo ricordo.
Stimolato forse dalla passione che Karim dice di aver nutrito per il romanzo “Sinuhe l’egiziano “, ho definito e definisco ancora questa sua autobiografia ”una piccola piramide”, una piccola piramide costruita, però, non con i macigni della vanagloria, ma con i più modesti mattoni dei ricordi di una vita spesa per il lavoro e per gli affetti familiari.  Sì: sono convinto che l’ambizione di Karim fosse solo quella di lasciare un ricordo di sé ai suoi parenti, ai suoi amici e, soprattutto, ai suoi nipoti, come una sorta di guida per affrontare la vita con il suo stesso impegno, con la sua stessa maturità e, in particolare, con la sua stessa modestia.  Non a caso, del suo successo, Karim ha generosamente attribuito gran parte del merito a due donne: prima sua madre Pouran, poi a sua moglie Bruna.
Sua madre che lo aveva educato e che forse, convinta per sua cultura dell’esistenza di un destino predeterminato (“quadar”), ne aveva previsto le doti come evidenzia il nome da lei per lui prescelto: Karim, il 43esimo dei 99 nomi noti di Allah e che significa “il generoso”.
Sua moglie Bruna che si sarebbe “degnata” – come lui stesso non esita a scrivere – di accettarlo prima come compagno di studi, poi come amico e, poi, infine, come marito, aprendogli così la strada per una comune carriera di successo nel campo dell’architettura e, quindi per prestigiose relazioni nella società civile e imprenditoriale del suo paese adottivo.
Successo e relazioni che nulla hanno modificato della sua personalità, rimasta quella di un uomo profondo e impegnato sì, ma buono e semplice, come hanno evidenziato la sua disponibilità all’amicizia, il calore dei suoi rapporti umani, la sua lontananza da ogni albagia, il suo amore per la vita di campagna, il gusto di coltivare un orto, di fare di un isola a suo tempo semiabbandonata e diruta come Capraia il suo prediletto luogo di vacanza. Non ha stupito, così, il suo accostarsi, nel periodo degli anni della maturità, alla nostra religione, ad un Dio solo amore, come quello che ci ha proposto il Cristo, fino a divenire per battesimo “Paolo”, “Paolo Karim, “Paolo… il generoso”.  Generoso e sensibile sì, come rivela uno dei brani del poeta Saadi che credo non a caso abbia scelto per corredare la sua autobiografia:

Son membra di un corpo solo i figli di Adamo,
Da un’unica essenza quel giorno creati.
E se uno tra essi a sventura conduce il destino,
per le altre membra non resta riparo.
A te che per l’altrui sciagura non provi dolore,
non può essere dato nome di Uomo.

Superfluo dire che ci mancherà.  Il tempo passa, del nostro gruppo di amici che come lui hanno scelto Capraia come luogo del cuore, altri sono scomparsi, tutti inevitabilmente scompariremo.  Non di tutti, forse, resterà un ricordo così intenso, non di tutti, forse, resterà una rimpianto altrettanto profondo.
Folco Giusti

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Per una storia dell’emigrazione capraiese: il grande esodo verso la Corsica

J. Luffman, 1800

J. Luffmann – Corsica – 1800

Quando nel 1767 i Corsi di Pasquale Paoli occupano Capraia, per gli abitanti dell’isola inizia una nuova storia.

L’occupazione corsa non dura a lungo: Pasquale Paoli nel maggio del 1769 viene sconfitto dai Francesi a Ponte Novu e anche Capraia cade in loro mani. Con il trattato di Versailles, del 15 maggio 1768, tra la Francia e la Repubblica di Genova, che sancisce di fatto il passaggio della Corsica sotto la Francia, Capraia viene restituita alla Repubblica. La restituzione avviene soltanto nel 1771. Tra il 1767 e il 1771 si interrompono i contatti dell’isola con Genova.

Viene così a mancare il lucroso traffico marittimo e commerciale che aveva permesso alla marineria capraiese di svilupparsi e di apportare grandi benefici economici alla popolazione con la creazione di numerosi posti di lavoro.

Ma anche il ritorno di Capraia sotto la Repubblica non risolve i problemi dei Capraiesi perché vengono a mancare i traffici sulle rotte Corsica – Genova, Corsica – Riviere Liguri, e Corsica – Toscana, principalmente con il porto di Livorno. Qualche capraiese trova lavoro sui postali francesi che collegano la Corsica con la Francia, principalmente Marsiglia. Il porto di Bastia una delle basi di approdo dei Capraiesi perde importanza a beneficio di quello di Aiaccio, che per la sua posizione di fronte alla costa francese, diventa lentamente la città più importante della Corsica. Altri Capraiesi si spostano con le loro famiglie in Sardegna ed in modo particolare nell’isola de La Maddalena.

Ma questi flussi migratori sono piuttosto ridotti finché nell’ultimo decennio del secolo, con lo scoppio della Rivoluzione francese, il Tirreno settentrionale diviene uno dei teatri delle guerre navali tra la Francia e l’Inghilterra, degli spostamenti di eserciti nelle regioni bagnate da quel mare, della caduta della repubblica di Genova, e del nascere della nuova Repubblica Ligure. Capraia suo malgrado si trova in mezzo a questi avvenimenti e dopo una prima occupazione dell’isola da parte delle truppe inglesi di Nelson nel 1796, vede dopo pochi anni, nel 1801 anni l’occupazione francese e nel 1802 il passaggio dell’isola alla Francia per volere di Napoleone Bonaparte. Nel 1805 Capraia viene annessa al Dipartimento del Golo con capitale Bastia. A partire da questa data inizia il grande esodo dei Capraiesi, ormai francesi, verso la Corsica, dove sperano di trovare un lavoro: non pochi marinai, ma intere famiglie emigrano e si insediano in modo permanente nella nuova patria. A Capraia manca il lavoro: le imbarcazioni immatricolate nel porto di Capraia sono ancora molto numerose, ma poche di esse escono in navigazione per mancanza di traffici e di commerci. Diversi marinai trovano più proficuo arruolarsi nel battaglione cannonieri guardacoste 101bis che ha sede a Bastia

Questa emigrazione riguarda tutte le famiglie capraiesi: dalle più grandi ed antiche che risalgono al Cinquecento, a quello che si sono insediate a Capraia nel Settecento, e che probabilmente originano da famiglie corse che sono arrivate nell’isola quando, nel 1747, parte della popolazione di Bastia fu evacuata, durante l’assedio della città.

L’inserimento dei nuovi arrivati in Corsica non deve essere stato facile. Per buona parte di quelli fra di loro che sono esperti marinai e che hanno ricevuto una patente marittima dalle autorità francesi, non è difficile trovare un lavoro sulle Imbarcazioni francesi. Gli altri devono accontentarsi di lavorare nel commercio, piccoli negozi di calzolaio e macellaio a Bastia, venditori ambulanti nei paesini dell’interno, o semplici lavoranti in campagna retribuiti con un basso salario giornaliero. L’ottanta per cento circa degli emigrati si ferma a Bastia, dove tra l’altro vi sono più opportunità di trovare un lavoro (nel 1806 la città conta circa 8000 abitanti) e il suo porto è, nel primo periodo dell’emigrazione, rimane il più importante dell’isola. Tra l’altro per i capraiesi che si installano a Bastia è più facile mantenere rapporti con i compaesani emigrati: numerosi i matrimoni tra compaesani e tra i loro figli, le testimonianze di nascite, matrimoni e morti.

Dopo l’abdicazione di Napoleone, il 4 aprile 1814, e il ritorno al potere dei Borboni con Luigi XVIII, mentre a Vienna viene ridisegnata le mappa politica dell’Europa, ancora una volta Capraia e i suoi abitanti, compresi quelli che ormai da tempo si sono insediati in Corsica, subiscono una nuova svolta: Capraia ritorna ad essere italiana e viene assegnata al regno di Sardegna.

Il 17 ottobre 1814 Luigi XVIII promulga una legge sulla naturalizzazione degli abitanti dei territori che sono stati uniti alla Francia a partire dal 1791. La legge prevede che tutti gli abitanti di questi territori che in virtù di queste annessioni risiedono ancora su territorio propriamente  francese abbiano diritto ad ottenere la naturalizzazione se hanno risieduto in Francia da almeno dieci anni e dall’età di vent’un anni. Questa legge costringe i Capraiesi già emigrati a nascondersi ufficialmente tanto che pochi di essi sono rintracciabili nel censimento del 1818 che si tiene in tutti i comuni della Corsica. Le maggiori difficoltà le incontrano i marinai capraiesi che si sono stabiliti in Corsica: per loro, nonostante la riconosciuta esperienza marinara, diviene impossibile trovare imbarco sulle navi francesi, specialmente per l’ostilità dei marinai corsi che si vedono portare via posti di lavoro. In molti fanno la domanda di naturalizzazione ma sono pochi ad ottenerla, la maggior parte ottiene un permesso di domicilio che consente loro di rimanere in Francia e muoversi sul territorio francese.

Nonostante la Corsica faccia parte di una nazione estera l’esodo da Capraia verso la Corsica continua e tende a rallentare solamente dopo il 1830.

Abitanti e FuochiA tutt’oggi siamo riusciti a individuare 475 persone, nate a Capraia che si sono insediate in Corsica a partire dal 1767 fino agli anni ’30 dell’Ottocento. Però si può stimare, con buona approssimazione che esse siano state tra le 500 e 600. Questi numeri giustificano il rapido calo della popolazione in questo periodo anche se le fonti statistiche da cui abbiamo ricavato i dati non sono certo tra le più accurate.

Quelli che non trovano lavoro a Bastia o non si adattano alla vita cittadina si stabiliscono essenzialmente nella Corsica settentrionale (al di qua dei monti) che forse conoscevano già negli anni precedenti per esservisi recati per i loro commerci.

Bastia e Capocorso

Bastia e il Capocorso

La vita nei paesini dell’interno è facilitata per quanti non si sono adattati alla lingua francese che, come dimostrano i registri comunali, si è imposta a Bastia già alla fine del Settecento, mentre nei villaggi l’italiano rimane di uso comune, anche nei registri comunali, fino ad oltre la metà dell’Ottocento. Una delle regioni di insediamento è il Capocorso, nei villaggi di Tomino, Meria, e Cagnano, posti sulle prime pendici dei monti che degradano verso il mare e da dove in lontananza si scorge Capraia. Quasi tutti questi villaggi hanno uno sbocco sul mare. Una regione non ricca ma che produce vino in quantità e che per la sua morfologia è molto simile a Capraia. I porti di questa regione sono stati sempre frequentati dalle imbarcazioni capraiesi a partire dai primi decenni del Settecento dove si rifornivano di vino.

La Balagna con il suo centro principale in Calvi è un’altra regione dove si insediano i capraiesi emigrati. Molti sono i villaggi interessati, oltre a Calvi: L’Ile Rousse e Algaiola sul mare, e poi i villaggi sui declivi che scendono dal massiccio del Capocorso, Monticello, Santa Reparata di Balagna, Cateri, Montegrosso, Calenzana, Zilia, Speloncato, e Belgodere.

Balagna

Balagna

Una regione essenzialmente agricola ma che con i porti di Calvi, Algaiola e L’Ile Rousse ha anche una notevole attività marittima. I bastimenti capraiesi la hanno frequentata, in modo particolare, nei loro traffici verso Genova ma anche per quelli tra i porti della Corsica nella prima metà del Settecento. Dopo la caduta di Capraia nelle mani dei Corsi, tra il 1767 e il 1769, molti marinai capraiesi sono stati arruolati nella marina corsa di Pasquale Paoli che aveva la su a base a L’Ile Rousse.

La terza regione di insediamento dei Capraiesi è la vasta zona a sud di Bastia che sale verso le montagne del centro della Corsica: la Casinca nei villaggi di Prunelli di Casinca, Vescovato, Venzolasca, Penta di Casinca, Loreto di Casinca; la Castagniccia nei villaggi di Silvareccio e Lano; il distretto di Corte nel villaggio di Moltifao.

Castagniccia

Casinca, Catagniccia, Corte

 

Ajaccio

Aiaccio

I Capraiesi emigrati in Corsica, che siamo riusciti a recensire ad oggi, si sono installati essenzialmente nell’Alta Corsica, con l’eccezione di un piccolo nucleo famigliare che si installa a Sant’Andrea di Orcino nei pressi di Aiaccio e qualche sporadico matrimonio di capraiesi/e con abitanti di Aiaccio.

 

 

 

Le famiglie capraiesi nel periodo dell’emigrazione in Corsica

 

Agostini: a Capraia anche Austini: famiglia insediatasi a Capraia intorno alla metà del Settecento

Angeleri: proviene da Calvi a inizio Ottocento

Artisi: una famiglia insediatasi a Capraia nella seconda metà del Settecento

Barbazza: a Capraia anche Barbassa: Dominico Barbassa abitante a Capraia nel 1559

Bargone: nel 1556, il bottaro Batta Bargone, della guarnigione genovese dell’isola, è da diversi anni a Capraia dove era giunto con la famiglia. È un falegname esperto anche nella riparazione degli affusti dei cannoni. Più tardi arrivò anche un fratello. Domenico e Andrea Bargone, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci. Una delle più grandi famiglie dell’isola con molti rami.

Bernardini: Bernardino q, Michel’Angelo, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Biaggini a Capraia Biagini: famiglia installatasi a Capria nei primi anni del Settecento

Bugatti: famiglia insediatasi a Capraia alla fine del Settecento

Cassinelli in Corsica anche Cascinelli: Luca Casinelli, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Chiama: Bernardo, Simone, e Bartolomeo Chiama, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Colombani: Jeronimo Collombana, nel 1556, è uno degli abitanti di Capraia. Tomeo Colombano, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Compiano: Stefano e Domenico Compiano, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Costa: famiglia insediatasi a Capraia nella prima metà del Settecento

Costanza o Costanzo: Paolo di Costanzo è pescatore a Capraia nel 1575. Paolo Costanzo, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Cuneo o Cunio: Piero q. Coniio sottoscrive nel 1540 l’atto di vassallaggio al Banco di S. Giorgio. Simone, Giuseppe e Domenico Cuneo, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.  I Cuneo sovente sono eletti Padri del Comune. Una delle grandi famiglie di Capraia con diversi rami.

Danove anche Da Nove fino ai primi anni dell’Ottocento: Il tamburino Bernardo Danove è a Capraia dal 1541. Nel mese di gennaio del 1542 ritorna a Genova. Probabilmente si è innamorato di una donna di Capraia, ritorna nell’isola e la sposa; Pietro Francesco da Nove, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.  I Danove sovente sono eletti Padri del Comune.

De Franceschi: famiglia installatasi a Capria intorno alla metà del Settecento

Dominici: famiglia originaria di Sisco. Un Dominici si insedia a Capraia verso la fine del Settecento

Dussol: il primo Dussol arrivato a Capraia è Giacomo, francese nata nel 1725, sergente del reggimento Sarzana. Nel 1796 comanda il distaccamento della Torre del Porto.

Fasci anche Fascie: famiglia insediatasi a Capraia nella prima metà del Settecento

Ferrandi o Ferandi: Gio Ferandi, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Filippi o De Filippi: famiglia presente a Capraia a partire dalla seconda metà del Settecento

Gallettini o Gallettino: Giacomo Gallettino, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Garbano: famiglia presente a Capraia nella seconda metà del Settecento

Gentili: famiglia originaria di S Fiorenzo, presente a Capraia a fine Settecento

Gesta: famiglia originaria dell’Algaiola, presente a Capraia dalla metà del Settecento

Giorgi: presente a Capraia a fine Settecento

Giovannetti: famiglia presente a Capraia nella prima metà del Settecento

Gregory o Gregorio: Gio e Damiano di Gregorio, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Grimaldi: Pietr’Antono Grimaldo, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Lai: Famiglia presente a Capraia nella seconda metà del Settecento

Lamberti: Lorenzo Lamberto è uno stipendiato abitante della guarnigione nel 1569

Lucari o Luchari o Luccari: il primo Luccari a Capraia è Pietro, genovese, probabilmente è un soldato della guarnigione genovese.

Morgana: Damiano, Bartolomeo, e Domenico Morgana, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Olivieri anche Oliveri: Rifaciolo q. Oliveri e Joanni q. Oliveri, nel 1540 sottoscrivono l’atto di vassallaggio di Capraia al Banco di S. Giorgio. Lorenzo e Domenico Olivero, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Oliveto: Nicoloso e Geronimo Oliveto, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Paoletti: famiglia presente a Capraia dalla metà del Settecento

Paoli: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Princivalle o Princivale: questo nome compare diverse volte tra i sottoscrittori dell’atto di vassallaggio degli abitanti di Capraia al banco di San Giorgio del 1506. Nel 1540 Theramo Princivale è uno dei sottoscrittori dell’atto di vassallaggio al Banco di S. Giorgio. Bartomeo e Giacinto Princivalle, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci Una delle famiglie più numerose dell’isola, marinai e pescatori.

Raffi: famiglia presente a Capraia negli ultimi decenni del Settecento

Ramarone: Antonio Ramarione è un abitante stipendiato nel 1559. Antonio Ramarone, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Rinesi: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Roverano: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Sabatini o Sabatino a Capraia anche Sabbadini o Sabatino: Filippo e Giacomo Sabbadino, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci

Santone anche Santoni: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Sarzana o Zarzana: Angiolo Maria Zarzana, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Sesini: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Solari o Solaro: i l soldato Rafaelino del Solaro risulta presente nell’isola già nel 1544, quando cattura un turco sbarcato nell’isola e per il suo valore viene premiato con una ricompensa di Lire 12 e gli viene affidata la custodia della porta della Fortezza. Nel 1544-1545 è uno dei tre Padri del Comune. Probabilmente sposa una donna di Capraia. Giustiniano, Domenico, Gio, e Pasqualino Solaro, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci. I Solari più volte sono stati eletti Padri del Comune.

Subrero o Sobrero: Stefano e Gio Subrero, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Sussone: Mannello q. Joanni anzi q. Suzone sottoscrive l’atto di vassallaggio di Capraia al Banco di S. Giorgio del 1540; Gio Sussone, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Tarascone: Nicroso Tarascone è uno dei sottoscrittori dell’atto di Vassallaggio degli abitanti di Capraia al Banco di San Giorgio nel 1506; Antonio Tarascone nel 1623 ottiene l’appalto per costruire nel Forte la Casa del capitano e commissario. Bastiano e Antonio Tarascone, pescatori, partecipano nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Tardi: famiglia presente a Capraia dalla prima metà del Settecento

Tomei o Tomeo: Anton Giacomo Tomeo, pescatore, partecipa nel 1657 al consorzio per l’appalto della gabella dei pesci.

Trama: Trama Costantino di Francesco (nativo di Capri) sposa a Capraia Benedetti Maria Lucia q. Antonio nel 1763

Valery o Valeri: Valeri Ambrogio di Valerio, di Brando, sposa a Capraia   Gregory Maria Caterina q. Gio Leonardo nel 1796

 Capraiesi emigrati in Corsica – Secoli XVIII-XIX

  1. Agostini Agostino

Nato a Capraia il 15 febbraio 1771 da Agostini Giovanni e Chiara Solari. Marinaio iscritto nei ruoli di capraia, celibe abita in località Cricco. Il 21/11/1803 sposa a Capraia Sussone Cattarina. Il 10/3/1804 imbarca a Capraia sulla gondola L’Annunciazione, padrone Sussone Stefano. Il 4/1/1819 muore a Bastia la figlia Marie Antoine di mesi 2. Il 11/2/1824 è presente a Bastia alle nozze della figlia Agostini Chiara. Marinaio muore a Bastia il 30/8/1826, testimoni Solari Giuseppe marinaio di anni 35, abitante au Vieux Marchè. e Raffi Giuseppe Maria marinaio di anni 24 abitante a Saint Charles.

  1. Agostini Chiara

Nata a Capraia il 13/10/1804 da Agostini Agostino e Sussone Caterina. Il 11/2/1824 sposa a Bastia, presente e consenziente il padre e la madre defunta, Rinesi Antonio Maria nativo di Capraia. Muore a Bastia, rue de la Marine, il 26/8/1877.

  1. Agostini Giuseppe

Nato a Capraia circa 1746 da Agostini Giovanni Battista. Il 29/11/1767 sposa a Capraia Lamberti Maria Giuseppa di Giuseppe. Il 29/10/1810, marinaio, muore vedovo a Bastia, dove abita.

  1. Agostini Giuseppe

Nato a Capraia il 18/10/1803 da Agostini Leonardo e Chiama Angela Maria. Il 26/2/1832, commerciante dimorante a Bastia, sposa la capraiese Dussol Francesca, donna di casa di anni 23. Muore a Capraia il 23/8/1850.

  1. Agostini Giuseppe

Nato a Capraia il 10/5/1788 da Agostini Giuseppe e Colombani Giovanna. Il 10/8/1822, marinaio, sposa a Bastia, in assenza dei genitori defunti, la capraiese Olivieri Maria. Muore a Bastia il 3/10/1822.

  1. Agostini Leonardo

Nato a Capraia il 15/7/1778 da Agostini Giuseppe di Leonardo e da Colombani Giovanna di Giuseppe. Sposato a Capraia con Chiama Angela Maria. Marinaio nei ruoli di Capraia. A Capraia abita in località Poggiolo. Dal 1805 comanda il postale tra l’isola d’Elba e Piombino. Vive a Bastia dal 1812 dove il 5 gennaio richiede al sindaco il domicilio politico. Presenta la richiesta naturalizzazione il 26/3/1817, per poter continuare a navigare sui bastimenti francesi. Ottiene il permesso di domicilio con tutti i diritti civili il 23/7/1817.[1]

  1. Angeleri Barbara

Nata a Capraia il 12/8/1797 da Angeleri Giovanni Maria di Paolo, originario di Calvi, e da Cuneo Maria Francesca q. Giuseppe. Il 25/7/1819 sposa a Calvi Alfonsi Davide, il padre è presente mentre la madre è deceduta.

  1. Angeleri Giovanni

Nato a Capraia il 22/9/1808 da Angeleri Giovanni Maria di Paolo, originario di Calvi, e da Cuneo Maria Francesca q. Giuseppe. Il 14/2/1831 sposa a Calvi Massimi Bianca. Muore a Calvi il 10/10/1869.

  1. Angeleri Maria Giuseppina

Nata a Capraia circa 1800 da Angeleri Giovanni Maria di Paolo, originario di Calvi, e da Cuneo Maria Francesca q. Giuseppe. Muore a Calvi vedova il 11/5/1879.

  1. Artisi (Anton) Giuseppe

Nato a Capraia il 2/4/1792 da Artisi Francesco di Anton Giuseppe e da Santone Maria Agostina di Giovanni. Il 13/7/1815 marinaio, testimonia a Bastia la morte di Dominici Jean, figlio di Dominici Pierre di Sisco e della capraiese Raffo Maria Caterina.

  1. Artisi Pier’Antonio (Pietro)

Nato a Capraia il 27/12/1791 da Artisi Antonio di Gio Rocco e da Olivieri Giuseppa q. Gio Francesco. Il 28/5/1812, marinaio imbarcato sullo sciabecco di Sua Maestà La Syrene muore all’ospedale militare di Bastia.

  1. Barbazza Maria Agostina

Nata a Capraia il 15/5/1759 da Barbazza Andrea q. Giovanni e Lamberti Maria di Antonio. Sposata con Grimaldi Stefano. Il 2/6/1789 nasce a Capraia la figlia Grimaldi Maria. Il 23/2/1795 nasce a Capraia la figlia Grimaldi Margarita. Il 3/5/1800 nasce a Capraia il figlio Grimaldi Stefano. Muore a Bastia, rue Saint Charles il 21/10/1822.

  1. Bargone Agostino

Nato a Capraia il 18/12/1790 da Bargone Stefano e Maddalena Cuneo. Il 15/1/1821 sposa a Capraia la capraiese Paoletti Caterina di Bartolomeo. Marinaio, muore a Bastia, rue Saint Charles, il 12/9/1832, testimoni Sabatini Antonio, marinaio di anni 24, e Sabatini Giuseppe, calzolaio di anni 24, entrambi di Capraia.

  1. Bargone Angela Maria

Nata a Capraia il 7/9/1766 da Bargone Giovanni Leonardo q. Giuseppe Maria e Bargone Anna Maria di Giuseppe Maria. Sposata con Princivalle Giuseppe Maria, marinaio nativo di Capraia. Muore a Bastia il 6/7/1811, testimone Tardi Domenico, di anni 56 marinaio nativo di Capraia e domiciliato a Bastia.

  1. Bargone Anna Maria

Nata a Capraia nel 1751. Moglie di Bargone Domenico, marinaio, Muore a Bastia dove dimora il 15/10/1811, il marito è assente. Fa la dichiarazione Cuneo Giuseppe di anni 60, marinaio.

  1. Bargone Antonio Domenico

Nato a Capraia il 22/3/1768 da Gian Leonardo Bargone di Giuseppe Maria e Cuneo Francesca di Andrea. Il 15/6/1793 sposa a Capraia Sesini Maria di Andrea. Abita in località il Bagno. Nel 1803-1804 è iscritto nel registro dei marinai di Capraia. Il 28/9/1796 nasce a Capraia il figlio Bargone Gio Leonardo. Il 6/10/1811, marinaio di 42 anni dimorante a Bastia, è testimone alle nozze di Princivalle Giuseppe Maria con Suzzone Giovanna.

  1. Bargone Barbara

 Nata a Capraia circa 1766.  Il 12/8/1779 sposa a Capraia Chiama Bartolomeo di Giuseppe. A Capraia nascono i figli Chiama Paolo Maria, Chiama Giovanna e Chiama Nicola. Risiede a Zilia dal 1826 secondo la dichiarazione del figlio Nicola. Muore a Zilia il 10/10/1840.

  1. Bargone Domenico

Nato a Capraia il 16/6/1761 da Bargone Giacomo q. Domenico e Lamberti Maria q. Giovanni Lorenzo. La prima moglie Catterina Campi muore a Capraia. Il 12/1/1805 (21 frimaio anno XI), capitano di bastimento e dimorante a Bastia di passaggio, sposa in seconde nozze Olivieri Maria Catterina nata a Sestri Levante ma dimorante da diversi anni a Bastia. Il 4/4/1816, marinaio, presenta una prima domanda di naturalizzazione che rinnova il 15/2/1819.[2]

  1. Bargone Domenico

Nato a Capraia il 15/9/1748 da Bargone Paolo q, Domenico e da Oliveri Caterina di Gio Lorenzo. Mercante, sposato con Vicagnani Maria nativa di Portofino. Il 27/4/1819 muore a Bastia la moglie di anni 60 circa, testimone il capraiese Gregory Giovanni di anni 70. Il 2/10/1830 entra nell’ospizio di Bastia e vi muore il 10/10/1830.

  1. Bargone Francesca

Nata a Capraia nel 1813, ma battezzata il 12/3/1816, dal q. Bargone Anton Giuseppe e dalla q. Cuneo Caterina. Sposata con Morgana Giuseppe. Il 18/2/1840 risiede a Moltifao con il marito e gli nasce il figlio Morgana Giovanni Antonio. Nel 1907, alla morte del figlio a Capraia, vedova, risiede a San Francisco.

  1. Bargone Francesca

Nata a Capraia. L’8/9/1796 sposa a Capraia Sussone Agostino. Il 13/3/1820 muore a Bastia il figlio Antoine Joseph di anni 5.

  1. Bargone Francesca Maria

Nata a Capraia il 6/2/1801 da Bargone Domenico e Romarone Angelina Maria. Il 24/5/1837, domiciliata a Bastia sposa, presenti i genitori, Giovannetti Pasquale nativo di Capraia.

  1. Bargone Giuseppe Maria

Nato a Capraia il 14/11/1786 da Bargone Domenico q. Giuseppe Maria e da Romarone Angelica Maria di Gregorio. Il 6/7/1815, marinaio, sposa a Bastia dove abita, Grimaldi Margherita, nata a Capraia il 23/2/1795, figlia del fu Grimaldi Stefano q. Girolamo e di Solari Maria Giustina, abitante a Murato. Sono testimoni del matrimonio i marinai capraiesi Danove Giuseppe di anni quaranta, Colombani Giovanni Tommaso di anni 42, Olivieri Antonio Giuseppe di anni 42. Il 2/7/1826 nasce il figlio Pierre Dominique. Sono testimoni Princivalle Giuseppe di anni 53 e Princivalle Giuseppe di anni 24, entrambi marinai dimoranti a Bastia, e Olivieri Domenico marinaio, cognato del padre assente. L’11 agosto 1824 muore a Bastia la figlia Angelique Marie Antoinette di 14 mesi. Il 9/10/1826, marinaio, è testimone a Bastia alle nozze di Danove Domenico. Il 2/11/1833 vedovo e nostromo sul bastimento a vapore della corrispondenza della Corsica, sposa ad Aiaccio Bastelica Marie Dominique Il 14/12/1850 marinaio fuori servizio, registrato al dipartimento marittimo di Aiaccio, fuochista a bordo del piroscafo Il Telegrafo, muore a Livorno nell’ospedale civile.

  1. Bargone Maria Caterina

Nata a Capraia il 18/12/1769, figlia di Bargone Domenico Bartolomeo q. Gio Leonardo e di Roverano Maria di Michele. Sposata con Cuneo Girolamo. L’8/3/1805 nasce a Capraia il figlio Cuneo Girolamo. Secondo il Censimento del 1818 abitano in Bastia (Terra Nuova), Cuneo Girolamo ha 55 anni ed è marinaio mentre la moglie ha 47 anni, non hanno figli conviventi. Muore a Bastia il 13/12/1821, dichiara la morte il marito.

  1. Bargone Maria Felice

Nata a Capraia il 1° marzo 1778 da Bargone Domenico Bartolomeo e Roverano Maria di Michele. Muore a Bastia il 10 maggio 1817.

  1. Bargone Maria Girolama

Nata a Capraia da Bargone Nicolò e Compiano Caterina. Il 5/10/1807 sposa a Capraia Sabatini Giovanni Battista. Il 22/1/1814 nasce a Capraia la figlia Sabbatini Maria Agostina. Il 1/6/1822 nasce a Bastia la figlia Marie Antoinette che ivi muore il 12/9/1824 in rue Saint Charles.

  1. Bargone Maria Giuseppa

Nata a Capraia il 27/10/1745 da Bargone Giuseppe Maria q. Angelo Domenico e Princivalle Maria Maddalena q. Angelo Padouano. Il 13/10/1773 sposa a Capraia Subrero Giuseppe Maria. Madre di Subrero Nicola (30/11/1776), Subrero Giuseppe (26/3/1784), Subrero Maria Agostina (5/9/1786), Subrero Maddalena (22/5/1792). Muore a Bastia il 3/3/1830.

  1. Bargone Maria Maddalena

Nata a Capraia circa 1778 da Bargone Gio Leonardo. Sposata con Olivieri Antonio Giuseppe. Il 14/10/1804 nasce a Capraia il figlio Olivieri Michele. Il 10/8/1822, naturalizzata francese, è presente alle nozze della figlia Olivieri Maria. Muore a Bastia il 13/2/1862 in piazza San Nicola dove dimora.

  1. Benedetti Maria

Nata a Capraia circa 1769 da Benedetti Antonio Domenico e da Bargone Maria Antonietta. Il 27/11/1798 sposa a Capraia Bugatti Paolo. Il 14/10/1803 nasce a Capraia la figlia Bugatti Maria. Muore vedova a Bastia rue du Mole, il 17/7/1836.

  1. Bernardini Agostino

Nato a Capraia il 21/8/1792 figlio maggiore di Bernardini Paolo e Sobrero Margherita. Il 15/6/1837, marinaio domiciliato a Bastia, sposa Paoli Paolina Maria. Entrambi i genitori sono defunti. Sono testimoni Raffi Giuseppe Maria capitano marittimo di anni 32 e Princivalle Giuseppe marinaio di 63 anni, dimorante a Bastia.

  1. Bernardini Angela Maria

Nata a Capraia. Sposata con Rinesi Antonio. Il 20/9/1826 muore a Bastia il figlio Rinesi Joseph di anni 13.

  1. Bernardini Benedetta

Nata a Capraia. Il 20/9/1826 a Bastia denuncia la morte del nipote Rinesi Giuseppe.

  1. Bernardini Bernardo (Bernardino)

Nato a Capraia il 15/7/1763 da Bernardini Domenico q. Bernardo e Lamberti Angela Maria q. Alessandro. Il 30/6/1786 sposa a Capraia Rinese Maria Francesca di Giuseppe. Il 20/9/1803 nasce a Capraia la figlia Maria.

  1. Bernardini Bernardino

Nato a Capraia il 24/9/1799 da Bernardini Paolo e Sobrero Margherita. Il 20/10/1824, marinaio residente a Bastia naturalizzato francese, sposa la capraiese Colombani Maria Giuseppa. Il padre è defunto mentre la madre è presente al matrimonio. Sono testimoni Suzzoni Pietro Giovanni di anni 53 marinaio, Giovannetti Pasquale di anni 38 padrone marittimo e parente della sposa, Cuneo Simone di anni 38 marinaio, Cuneo Giacomo di anni 40 marinaio, tutti e quattro nativi di Capraia naturalizzati francesi e domiciliati a Bastia. Il 30/9/1828 muore a Bastia, rue du Marchè, la figlia Marie Jeanne Dominique di mesi 10, testimoni Sabatini Antonio, padrone marittimo di anni 38 e Giovanetti Pasquale, padrone marittttimo di anni 76. Il 18/3/1834 muore la figlia Claire Marie di anni 7, testimone Sabatini Giuseppe, calzolaio di anni 24. Il 30/9/1838 muore la figlia Marie Jeanne Dominique di 10 mesi in rue du Viex Marché, testimoni Sabatini Antonio, padrone marittimo di anni, e Giovannetti Pasquale, padrone marittimo di anni 76. Muore a Bastia il 23 aprile 1879.

  1. Bernardini Caterina

Nata a Capraia il 27/10/1764 da Bernardini Giuliano q. Antonio e De Paoli Maria Agostina q. Francesco. Il 22/4/1807 sposa a Bastia, presente la madre e il padre defunto, Marescaux Ferdinand Joseph Henry, gendarme di 34 anni.

  1. Bernardini Elisabetta

Nata a Capraia il 6/7/1760 da Bernardini Giovanni Domenico q. Bernardino e di Lamberti Angela Maria q. Alessandro. Muore, vedova domiciliata a Bastia, il 26/1/1808.

  1. Bernardini Elisabetta

Nata a Capraia il 29/6/1788 da Bernardini Paolo q. Bernardino e Subrero Margherita q. Agostino. Il 3/1/1816, dimorante e domiciliata a Bastia, sposa Biaggini Angelo, il padre è defunto mentre la madre è presente al matrimonio.

  1. Bernardini Gio Domenico

Nato a Capraia il 22/3/1791 da Bernardini Bernardino di Gio Domenico e Rinesi Giovanna di Giuseppe. Muore a Cateri, celibe, il 21/7/1818. Il padre è già morto mentre la madre, vivente, è domiciliata in Bastia.

  1. Bernardini Margherita

Nata a Capraia il 30/3/1768 da Bernardini Giuliano e De Paoli Maria Agostina q. Francesco. Sposa in prime nozze Journée Claude, gendarme a cavallo, che muore a Corte il 16/6/1807. Il 16/9/1807 sposa a Bastia Jovigoyen Pierre, gendarme a cavallo.

  1. Bernardini Maria Agostina

Nata a Capraia il 16/3/1738 da Bernardini Francesco q. Paolo q. Francesco e Giovannetti Margherita q. Gio. Sposata con Bernardini Giuliano. Muore a Bastia il 7/6/1827, domiciliata e dimorante in rue dit la Grand Rue.

  1. Bernardini Maria Domenica

Nata a Capraia il 21/7/1804 da Bernardini Paolo e Morgana Maria Orsola q. Gio Batta. Sposata con Filippi Paolo di Capraia. Il 18/8/1832 nasce a Bastia, rue de la Colonetta il figlio Antonio. Il 7/12/1840 nasce a Bastia, rue St, Joseph, la figlia Maria Padovana.

  1. Bernardini Maria Giuseppina

Nata a Capraia il 8/10/1793 da Bernardini Bernardino di Giovanni Domenico e Rinese Giovanna. Il 27/10/1821 sposa a Bastia, il padre defunto la madre presente, Martini Bartolomeo, calzolaio nativo di Portoferraio di anni 34. Testimone Princivalle Giuseppe marinaio di anni 48. Gli sposi e la madre della sposa dichiarano di non saper scrivere. Muore a bastia

  1. Bernardini (Maria) Maddalena

Nata a Capraia il 12/7/1799 da Bernardini Paolo e Morgana Maria Orsola. Il 6/3/1819 sposa a Bastia, presenti il padre Bernardini Paolo, marinaio e la madre Morgana Maria Orsola entrambi abitanti a Bastia, Ferrari Jean Baptiste, mulattiere, nato a Bastia nel 1793. Il 19/12/1822 nasce a Bastia il figlio Ferrari Francois. Il 17/8/1844, vedova è presente alle nozze del figlio a Bastia.

  1. Bernardini Paolo Bartolomeo

Nato a Capraia il 27/5/1772 da Bernardini Gio Domenico di Gio Tomaso e Cassinelli Maddalena q. Bartolomeo. Il 16/10/1796 sposa a Capraia Morgana Maria Orsola di Gio Batta. Presenta domanda di naturalizzazione il 13/7/1816. Marinaio. Ottiene il permesso di domicilio il 23/10/1816.[3] Muore a Bastia, rue Colonetta, vedovo, il 16/1/1844.

  1. Bernardini Simone

  Nato a Capraia. Sposato con Solari Margherita.

  1. Biaggini Angelo

Nato a Capria il 4/5/1788 da Biagini Gio Giacomo q. Angelo e Sussone Maria Giuseppina q. Angelo Francesco. Il 3/1/1816, marinaio domiciliato a Bastia dal 1804, sposa la capraiese Bernardini Elisabetta. Il padre è defunto, consente al matrimonio Subrero Giuseppe di anni 60, zio germano dello sposo. Sono testimoni Princivalle Stefano di anni 34 commerciante, Lamberti Stefano di anni 30 commerciante, Rinesi Benedetto di anni 50 padrone marittimo, tutti di Capraia e dimoranti a Bastia. Il 13/8/1816 presenta domanda di domicilio. Marinaio. Ottiene il permesso di domicilio il 25/12/1816.[4]

  1. Bugatti Maria

Nata a Capraia il 14/10/1803 da Bugatti Paolo e da Benedetti Maria. Il 22/8/1827 sposa a Vescovato Albertini Giovan Giuseppe coltivatore, il padre defunto e la madre consenziente.

  1. Bugatti Paolo

Nato a Capraia. Il 27/11/1798 sposa a Capraia Benedetti Maria di Antonio Domenico. Muore prima del 1827.

  1. Cassinelli Agata

Nata a Capraia il 7/3/1795 da Cassinelli Matteo e da Costa Elisabetta. Il 10/8/1824 sposa a Santa Reparata di Balagna Liccia Domenico, guardia campestre. Il padre della sposa, marinaio, la madre giornaliera dimora a Santa Reparata.  Muore il 1/9/1864, giornaliera, a Santa Reparata di Balagna

  1. Cassinelli Caterina

Nata a Capraia circa 1819 da Cassinelli Domenico e da Sabatini Maria. Il 14/8/1844, sarta, sposa all’Algaiola, i genitori defunti, Laurent Luigi. Muore all’Algaiola il 7/12/1889.

  1. Cassinelli Domenico

Nato a Capraia da Cassinelli Matteo e da Solari Francesca Maria. Sposato con Sabatini Maria. Il 29/5/1818 nasce all’Algajola la figlia Francesca Maria. Il 12/31822 nasce all’Algajola il figlio Leonardo. Muore all’Algaiola il 23/5/1833, dichiarazione del figlio Cassinelli Matteo.

  1. Cassinelli Emanuele

Nato a Capraia circa 1799 da Cassinelli Matteo e Costa Elisabetta. Il 4/3/1830, giornaliero, sposa a Santa Reparata di Balagna Olivi Maria Francesca. I genitori dello sposo sono defunti. Muore a Santa Reparata di Balagna il 9/11/1831.

  1. Cassinelli Giovan Battista

Nato a Capraia il 11/5/1808 da Cassinelli Domenico e Solari Francesca Maria. Secondo il Censimento del 1848 risiede all’Algajola.

  1. Cassinelli Matteo

Nato a Capraia il 23/2/1805 (4 ventoso anno 13) da Cassinelli Domenico e Sabatini Maria.  Il 30/9/1837, calzolaio, sposa all’Algaiola Amadei Nunzia Maria, il padre defunto e la madre vivente Nel 1833 risiede all’Algaiola.

  1. Chiama Angela Francesca

Nata a Capraia il 29/6/1766 da Chiama Giuseppe q. Bartolomeo e Susini Maria q. Bartolomeo. Sposa in Capraia, il 30/3/1788, Danove Giuseppe Andrea morto a Capraia? nel dicembre 1814. Il 4/7/1827 sposa a Bastia il vedovo SpitsMillert Sebastian.

  1. Chiama Antonio Giuseppe

Nato a Capraia il 19/5/1779 da Chiama Benedetto e Bargone Maria Antonia q. capitan Giuseppe. Sposato con Sussone Gerolama. Nel 1803-1804 è iscritto nel ruolo dei marinai di Capraia. L’8 maggio 1804 è imbarcato sulla gondola La Vergine di Lavasina, padrone Bargone Domenico. Marinaio, muore a Bastia il 13/11/1823.

  1. Chiama Antonio Maria

Nato a Capraia il 15/8/1757 figlio di Chiama Leonardo e di Rosa Berti di Anton Maria di Bastia. Il 18/11/1807, marinaio, sposa a Bastia Lorenzi Ange nativa di Bastia di anni 26, i genitori dello sposo sono morti. La prima moglie Lorenzi Ange muore il 14/3/1809. Il figlio Leonardo di sette giorni muore il 18/3/1809, il padre assente.  Il 27/10/1810, padrone marittimo, sposa in seconde nozze a Bastia, dove risiede, Poggi Marie Ange. È testimone per lo sposo Lamberti Geronimo, padrone marittimo di Capraia di anni 54 domiciliato a Bastia. Muore a Bastia il 19/10/1821. Il 12/8/1837 muore a Bastia, rue du Vieux Marché la moglie Poggi Marie Ange.

  1. Chiama Bartolomeo

Nato a Capraia il 29/4/1755 da Chiama Giuseppe di Benedetto e da … Giovanna. Sposato con Bargone Barbara.

  1. Chiama Caterina

Nata a Capraia il 28/4/1781 da Chiama Antonio di Bartolomeo e da Danove Angela di Angelo. Il 17/10/1800 sposa a Capraia Sabatini Giuseppe Maria di Gio Domenico. Il 22/6/1820 gli muore a Bastia il figlio di mesi 1 e dieci giorni, testimoni Solari Giuseppe marinaio, e Solari Giuseppe padrone marittimo di Capraia.

  1. Chiama Francesco

Nasce a Capraia il 5/12/1775 da Chiama Francesco di Giuseppe e da Lamberti Maria Agostina di Giuseppe. Il 24/10/1802 sposa a Capraia Gallettini Margherita di Domenico. Nel 1810-1812 comanda la gondola L’Assunzione e nel 1813 il leudo S. Giuseppe. Il 25/6/1817 dichiara al Comune di Bastia di voler prendere domicilio politico, con la moglie e i suoi due figli (uno Chiama Francesco nato a Capraia il 17/7/1807), in quella citta, dichiarazione che ripete lo stesso giorno e il 12/7/1817. Il 23/7/1817 da Bastia scrive al Ministero di Giustizia di Parigi per chiedere la naturalizzazione. Il 20/8/1818 ottiene il permesso di domicilio.[5]

  1. Chiama Francesco

Nasce a Capraia il 17/7/1807 da Chiama Francesco di Giuseppe e da Gallettini Margherita di Domenico. Il 25/6/1817 è a Bastia con i genitori che dichiarano di voler prendere il domicilio politico in quella città.

  1. Chiama Giovanna

Nata a Capraia circa 1792 da Chiama Bartolomeo e da Bargone Barbara. Il 13/11/1824 sposa a Zilia Marchetti Giovanni. Il padre è defunto. Abitano a Zilia da più di sei anni.

  1. Chiama Giovanna

Nata a Capraia nel 1779 da Chiama Benedetto. Il 28/9/1796 sposa a Capraia Dussol Francesco (Francois) di Giacomo. A Capraia nascono i figli Dussol Rosa (21/4/1798), Dussol Benedetto (1800), Dussol Maria Antonia (1807), Dussol Giuseppa (1808), e Dussol Giovanna (1810). Il 27/4/1819 muore a Bastia, dove dimora, il marito Dussol Francesco, capitano a mezzo servizio, di anni 42, nato ad Annevert (sic). Il 3/7/1819 a Bastia, dove abita, è presente al matrimonio della figlia Dussol Rosa. Muore a Bastia a Saint Charles il 6/4/1829.

  1. Chiama Giuseppe

Nato a Capraia il 13/3/1744 da Chiama Francesco di Antonio e da Lamberti Batistina di Gio Lorenzo. Sposato con Olivieri Maria Agostina. Marinaio, muore a Bastia dove dimora il 2/5/1809. Sono testimoni Subrero Giuseppe di anni 50 mercante in Bastia e Suzzone Simone di anni 58 nativo di Capraia.

  1. Chiama Maria Domenica

Nata a Capraia circa 1814. Sposata con Morgana Giovanni. Muore a Loreto di Casinca il 15/3/1864.

  1. Chiama Maria Girolama

Nata a Capraia il 24/9/1756 da Chiama Francesco e da Chiama Maria Batistina. Sposata con Suzzone Stefano. Il 6/10/1811 si sposa a Bastia la figlia Suzzone Giovanna nata a Capraia il 21/4/1783. Muore vedova a Bastia, rue du Pontetto, il 10/5/1828.

  1. Chiama Nicola

Nato a Capraia circa 1804 da Chiama Bartolomeo e da Bargone Barbara. Il 22/2/1846, lavorante e dimorante a Cassano, sposa a Lunghignano Marchetti Maria Francesca, i genitori sono defunti e risiedevano a Capraia. Muore il 14/4/1876.

  1. Chiama Paolo

Nato a Capraia il 23/10/1784 da Chiama Simone e Sabadini Maria q. Paolo. Marinaio. Il 15/7/1804 sposa a Capraia Olivieri Caterina di Antonio. Il 23/7/1808 muore a Bastia il figlio Simone di mesi 4, padre marinaio dimorante al Neuf Marchè. Sono testimoni Bargone Domenico, di anni 60 giudice di pace a Capraia momentaneamente a Bastia, e Cuneo Giuseppe di anni 60 negoziante. Il 16/9/1815 nasce a Bastia la figlia Maria, assente il padre. L’infante viene presentato da Olivieri Antonio di Capraia, commerciante, abitante a Bastia, che non sa scrivere né firmare.

  1. Chiama Simone

Nato a Capraia il 12/8/1787 da Gio Leonardo di Simone e da Lamberti Caterina q. Principio. Sposato con Roverano Maria Agostina. Marinaio dimorante a Bastia, il 21/11/1815 nascono i figli Raphael e Joseph. Chiama Raffaele muore a Bastia il 24/8/1816, dichiarazione fatta da Subrero Giuseppe, mercante di anni 65 e Princivalle Stefano commerciante di anni 41. Il 31/1/1821 muore la figlia Marie Antoinette di mesi 1, testimoni Suzzoni Pietro Giovanni, marinaio, e Agostini Giuseppe, mercante.

  1. Colombani Angelo

Nato a Capraia 2/9/1776 da Colombano Domenico q. Antonio e da Oliveri Caterina q. Antonio. Sposato con Sabatini Maria. Il 15/11/1809, marinaio, è testimone della morte di Solari Maria. Il 19/9/1825 muore il figlio Antoine Joseph di giorni 18.

  1. Colombani Caterina

Nata a Capraia circa 1767. Il 12/11/1792 sposa a Bastia Agostini Charles Joseph di Croce di Ampugnano. Il 31/1/1808 nasce a Bastia la figlia Marie.

  1. Colombani Giovanni Tommaso

Nato a Capraia il 10/9/1771 da Colombano Domenico di Nicroso e da Bernardini Maria Giuseppa di Gio Tomaso. Il 26/7/1799 sposa a Capraia Santone Chiara Maria di Giuseppe Maria di Anton Giuseppe e di Gregorj Angela Maria q. Gio Leonardo. Il 10/8/1800 nasce a Capraia la figlia Colombani Maria Giuseppa. Il 9/9/1801 nasce a Capraia il figlio Colombani Domenico. Il 10/8/1806 nasce a Capraia la figlia Colombani Maria Giuseppa. Il 4/11/1809 dichiara al Comune di Bastia di essere marinaio e di voler prendere domicilio in quella città. Il 4/12/1812 muore a Bastia il figlio Dominique di 3 mesi, dichiarazione di morte fatta dal capraiese Raffo Giovanni Battista, padrone marittimo. di anni 50 e dimorante a Bastia. Il 29/12/1814 muore a Bastia la moglie Santone Chiara Maria.  Si sposa in seconde nozze con Santone Maria Caterina a Capraia? Nel 1815, marinaio, è testimone a Bastia alle nozze di Bargone Giuseppe Maria e Grimaldi Margherita. Il 18/5/1816 e il 6/8/1816 si presenta nuovamente al Comune di Bastia per dichiarare di voler risiedere in quella città. Il 6/8/1816 scrive al Ministero di Giustizia di Parigi per richiedere la naturalizzazione che gli è necessaria per continuare a navigare sui vascelli francesi.  Il 20/11/1816 gli viene concesso il permesso di domicilio a Bastia. Il 24/10/1827 gli muore a Bastia, rue du Pontetto, il figlio Colombani Ange di giorni 8. Il 5/1/1830 gli muore alla Fontanicchia il figlio Ange Michel di anni 1 e mesi 6. Il 11/10/1836, marinaio, è testimone a Bastia della nascita di Cuneo Marie Josephine[6]Muore il 24/1/1855 a Bastia, rue Pontetto.

  1. Colombani Maria Giuseppa

Nata a Capraia il 11/6/1806 (10/8/1806) da Colombani Giovanni Tommaso e Santone Chiara Maria. Il 20/10/1824, naturalizzata francese, sposa a Bastia Bernardini Bernardino, il padre è presente alle nozze e la madre è defunta. Muore a Bastia il 17/5/1870 in rue St. Francois.

  1. Colombani Maria Nicoletta

Nata a Capraia nel 1749. Muore, miserabile, all’ospizio civile di Bastia il 30/10/1808.

  1. Compiano Francesco

Nato a Capraia nel 1784 da Compiano Giovan Leonardo e — Lucrezia. Il 28/12/1803 (6 nivoso anno XII), molinaro dimorante a Bastia, sposa a Bastia la cittadina Maria di anni 24 nata a Bastia da genitori incerti e abitante come serva in casa del cittadino Petruccioni Bartolomeo in caruggio Spinola. Il padre è marinaio.

  1. Compiano Leonardo

Nato a Capraia circa 1789. Muore a Bastia, di professione falegname, all’ospizio civile il 17/8/1819.

  1. Costa Elisabetta

Nata a Capraia circa 1772 da Costa Domenico e — Maria Antonia. Muore a L’Ile Rousse il 3/3/1827.

  1. Costa Filippo

Nato a Capraia il 2/4/1768 da Costa Emanuele q. Domenico e Costa Lucia q. Filippo. All’età di anni 18 (1786 circa) si iscrive nei ruoli della marina francese a Bastia per la quale naviga per circa 15 anni. Il 16/8/1800 sposa a Capraia Tarascone Geronima di Girolamo che muore Capraia il 4/6/1808. Dal 31/7/1803 al 1806 fa parte della Compagnia Franca di Capraia e poi fino al 1810 fa parte della Compagnia dei cannonieri guardacoste a Bastia.  Il 30/8/1810 sposa a Bastia Sisco Marie Antonia, bastiese, di anni 19. Il 25/11/1811 nasce a Bastia il figlio Antoine. Il 7/1/1812 si imbarca sullo sciabecco La Fortune della Marina Francese come marinaio a 30 franchi/mese e vi rimane fino al 22/1/1813. A partire dal mese di ottobre,1830 per sei anni è imbarcato nella Marina Militare Francese. Imbarcato sulla fregata La Didon partecipa alla presa di Algeri. L’11/9/1837 dichiara al Comune di Bastia di voler stabilire definitivamente il suo domicilio in Francia. Muore a Bastia, rue du Zephir, il 21/4/1848.[7]

  1. Costa Giovanni Battista

Nato a Capraia il 30/10/1776 da Costa Angelo q. Francesco e da Morgana Maria Barbera q. Damiano. Marinaio, il 8/5/1823 è testimone a Bastia della morte di Olivieri Antonio.

  1. Costa Giovanni Domenico

Nato a Capraia il 4/10/1802 da Costa Domenico q. Emanuele e Bargone Maria Rosa q. Gio Domenico. Il 2/2/1831, marinaio domiciliato a Bastia, sposa a Bastia la capraiese Giovannetti Maria Antonietta, il padre è defunto mentre la madre è presente al matrimonio. Testimoni Princivalle Giuseppe marinaio di anni 61 e Danove Domenico di 25.

  1. Costa Lucia

Nata a Capraia nel 1799 da Costa Domenico e da Olivieri Maria Rosa. Il 10/4/1820 sposa a Bastia Dellacasa Antonio nativo di Genova ma abitante a Bastia, presente la madre, il padre defunto. Muore a Bastia il 3/9/1821.

  1. Costa Maria Antonia

Nata a Capraia il 10/10/1791 da Costa Domenico di Emanuele e da Subrero Maria Rosa di Gio Domenico. Il 23/4/1816, domestica, sposa a Bastia, il padre marinaio defunto e la madre presente, il bastiese Giannettini Jean Antoine lavorante.

  1. Costanza Pietro Antonio

Nato a Capraia circa 1755 da Costanza Domenico q. Pietro Antonio e da Gregorj Maria q. Giuseppe. Il 20/4/1800 sposa a Bastia, dove risiede da venticinque anni la bastiese Maria Marinetti. Marinaio.

  1. Cuneo Andrea

Nato a Capraia il 17/1/1804 da Cuneo Domenico e Cuneo Angela Maria. Domiciliato a Bastia dal 1816, commerciante. Il 24/11/1827 sposa a Bastia, con il consenso scritto della madre probabilmente a Capraia, Sabatini Maria, capraiese, naturalizzata francese; sono testimoni Trama Costanzo di anni 30, marinaio, e Cuneo Francesco commerciante di anni 29, fratello dello sposo, tutti e due dimoranti e domiciliati a Bastia. Il 24/1/1830 nasce a Bastia in Rue St. Charles Cuneo Dominique loro figlio, sono testimoni Bargone Agostino commerciante di anni 40, e Agostini Giuseppe, marinaio di anni 25. Il 7/6/1831 muore il figlio Dominique testimoni Sabatini Gian Domenico, marinaio di anni 23, e Sabatini Giuseppe, calzolaio, entrambi domiciliati a Bastia. Il 21/1/1833 nasce a Bastia la figlia Lucie. Il 11/10/1836 nasce a Bastia la figlia Marie Josephine, sono testimoni Giovannetti Pasquale capitano marittimo di anni 65 e Colombani Giovanni Tommaso marinaio di anni 61. Commerciante, muore a Vescovato il 9/2/1865.

  1. Cuneo Angela Maria

Nata a Capraia circa 1758 da Cuneo Andrea. Sposata con Cuneo Domenico di Giuseppe. Il 17/4/1798 nasce a Capraia il figlio Cuneo Francesco. Il 17/1/1804 nasce a Capraia il figlio Cuneo Andrea. Il 1/11/1806 nasce a Capraia la figlia Cuneo Maria Giuseppa. Secondo il Censimento 1818 di Bastia è vedova e ha due figli di 15 e 13 anni, giornalieri, e tre figlie di 20,18, e 7 anni. Muore a Bastia nel 1827.

  1. Cuneo Bartolomeo

Nasce a Capraia il 14/2/1753 da Cuneo Andrea di Giuseppe e Sesini Maria Caterina di Bartolomeo. Sposato con Roverano Paola Maria. Nel 1804 emigra in Corsica con tutta la famiglia e si stabilisce a Penta di Casinca. Il 29/5/1817, marinaio, si presenta alla Mairie di Bastia per chiedere il domicilio politico per sé e per la sua famiglia composta dal figlio Cuneo Michele di anni 26 e dalla figlia Cuneo Maria di anni 22 che vivono con lui. Richiesta che rinnova il 6/6 e il 22/8/1817. Il 7/4/1819 presenta domanda di naturalizzazione al Ministero di Giustizia dichiarando di risiedere in Corsica da più di 15 anni; il curatore della gente di mare di Bastia, il 17/8/1819, certifica che risiede a Bastia da 3 anni con i suoi tre figli di cui due sono sposati e una figlia vive con il padre. Muore a Bastia il 21/2/1829, testimone Cuneo Francesco commerciante di anni 31.[8]

  1. Cuneo Caterina

Nata il 9/5/1791 da Cuneo Emanuele q. Simone e Franceschi Maria Francesca q. Giuseppe. Domiciliata a Bastia dal 1818. Il 9/3/1825 sposa a Bastia Grimaldi Giovanni Battista.

  1. Cuneo Chiara Francesca

Nata a Capraia il 20/4/1789 da Cuneo Francesco di Giuseppe e da Princivalle Chiara q. Giuseppe. Moglie di Danove Stefano. Il 20/8/1824 muore a Bastia il figlio Dominique di giorni 11.

  1. Cuneo Domenico

Nasce a Capraia il 20/2/1760 figlio di Cuneo Andrea e Sesini Maria Caterina q. Bartolomeo. Sposato con Simone Caterina. Il 20/4/1774 si imbarca come mozzo sul battello di posta francese Saint Jean Baptiste a 12 franchi mese. L’1/8/1780 è promosso marinaio a 30 franchi/mese. Naviga sul Saint Jean Baptiste fino al 16/2 /1788, per poi passare sul battello di posta Marbeuf dal quale sbarca il 27/1/1790. Il 27/4/1809 il Ministero della Marina Francese certifica che ha il diritto di comandare i battelli di commercio per il piccolo cabotaggio (Maitre au petit cabotage) e anche i battelli (vascelli, fregate e altri) al servizio dell’Imperatore. Nel 1809 viene catturato da un corsaro. Nel 1813 rientra da una prigione di Malta. Presenta domanda di naturalizzazione il 20/10/1819. La naturalizzazione gli viene concessa il 27/11/1819.[9]

  1. Cuneo Domenico

Nato a Capraia il 22/4/1753 da Cunio Stefano di Domenico q. Gio Simone e da Bargone Maria di Giuseppe Maria. Sposato con Cuneo Angela Maria. Negoziante e abitante in rue Saint Charles a Bastia muore il 29/1/1818 testimoni Dussol Francesco, capitano a mezzo servizio di anni 36, e Olivieri Antonio Giuseppe padrone marittimo di anni 49.

  1. Cuneo Domenico

Nato a Capraia il 14/7/1797 da Cuneo Paolo e Gallettini Maria Francesca. Secondo il Censimento del 1818 risiede a Cateri, celibe di anni 20, negoziante. Il 24/2/1821, marinaio, sposa a Bastia la capraiese Lamberti Maria Francesca. Il padre è defunto. Sono testimoni Cuneo Gaspare di anni 36 commerciante cugino dello sposo, Solari Giuseppe commerciante di anni 54, domiciliati e dimoranti a Bastia. Il 3/5/1824 muore a Bastia il figlio Dominique di 6 giorni testimone Princivalle Giuseppe di anni 52.

  1. Cuneo Elisabetta

Nata a Capraia il 20/3/1798 da Cuneo Stefano e da Cuneo Giovanna. Giornaliera, il 30/6/1819 a Santa Reparata di Balagna sposa Cruciani Stefano, il padre defunto, entrambi i genitori dimoranti a Capraia, la madre dal consenso per dichiarazione davanti al curato di Capraia. Muore, vedova, il 10/8/1855 a Santa Reparata di Balagna

  1. Cuneo Francesca

Nata a Capraia nel 1804 da Cuneo Simone q. Domenico e Roverano Giovanna di Nicolò.  Il 9/1/1842 dà alla luce un figlio naturale di nome Cuneo Simone che viene presentato alla registrazione della nascita da Cuneo Giovanna.

  1. Cuneo Francesco

Nato a Capraia il 17/4/1798 da Cuneo Domenico di Giuseppe e Cuneo Angela Maria q. Andrea. Sposato con Lamberti Maria? Il 24/11/1827, commerciante dimorante e domiciliato a Bastia, è testimone delle nozze del fratello Cuneo Andrea. Il 21/2/1829 è testimone della morte di Cuneo Bartolomeo. Muore, negoziante e proprietario, il 8/10/1888 a Silvareccio.

  1. Cuneo Francesco Antonio

Nato a Capraia il 8/9/1791 da Cunio Domenico di Stefano e di Federici Francesca di Gaspero. Il 24/4/1824, commerciante dimorante e domiciliato a Bastia rue du Mole è testimone del matrimonio di Lai Maria Felicia sua parente.

  1. Cuneo Gasparo

Nato a Capraia il 7/4/1783 da Cunio Domenico di Domenico di Stefano e da Federici Maria Francesca di Gaspero. Il 24/2/1821, commerciante dimorante e domiciliato a Bastia è testimone alle nozze del cugino Cuneo Domenico. Il 24/4/1824, commerciante dimorante e domiciliato a Bastia è testimone del matrimonio di Lai Maria Felicia sua parente

  1. Cuneo Gaspare

Nato a Capraia il 21/6/1845 da Cuneo Gaspare, capitano marittimo domiciliato a Capraia, e Princivalle Giuseppina, non sposata nata e residente a Bastia. Il 27/12/1871, commerciante, sposa a Bastia Anna Galibardi nata e residente a Bastia.

  1. Cuneo (Cunio) Gaspare Domenico

Nasce a Capraia il 4/4/1775 da Cuneo Domenico e Federici Maria Francesca di Gasparo (fratello di Cuneo Giuseppe Maria e Cuneo Gasparo). Succede al padre nella carica di preposto all’iscrizione marittima a Capraia. La domanda di naturalizzazione a Bastia porta la data del 30/5/1816, registrato come marinaio.[10] Ottiene la nazionalità il 2/10/1816.

  1. Cuneo Giacomo

Nato a Capraia il 27/7/1783 da Cuneo Giuseppe di Andrea e da Bargone Paola di Giacomo. Nel 1803-1804 è iscritto nel registro dei marinai di Capraia. Il 17/1/1809 sposa a Capraia Filippi Maria Orsola di Stefano. Il 9/3/1810 nasce a Bastia, assente il padre, la figlia Paola, testimoni Princivalle Stefano, mercante di anni 29 e Sabadini Giuseppe Maria marinaio di anni 36, entrambi di Capraia. Il 11/4/1810 muore a Bastia la figlia Cuneo Paola di un mese, testimone del decesso Romarone Gregorio, mercante, e Sabatini Leonardo, mercante, entrambi nativi di Capraia. Il 11/2/1824, marinaio dimorante a Bastia è testimone delle nozze di Rinesi Antonio Maria. Il 20/10/1824, marinaio naturalizzato francese domiciliato a Bastia, è testimone delle nozze di Bernardini Bernardino e Colombani Maria Giuseppina. Il 12/11/1825, marinaio abitante in rue du Vieux Marchè, Bastia, è testimone della morte di Lamberti Paola Maria.

  1. Cuneo Giovanna

Moglie di Sussone Stefano. Il 9/8/1819 è presente alle nozze del figlio Sussone Pasquale.

  1. Cuneo Giovanni Matteo

Nato a Capraia nel 1794 da Cuneo Nicolò e —Francesca. Il 7/6/1822 sposa, a Calenzana, Grugnirdi Maria Pacifica vedova Fraticelli. Il padre è defunto e la madre è assente.

  1. Cuneo Girolamo

Nato a Capraia il 22/8/1759 da Cuneo Giuliano e Francesca, sposato con Bargone Maria Caterina. Marinaio, messo fuori servizio il 25/11/1809. Si trasferisce a Bastia con la moglie. Secondo il censimento del 1818 abitano in Bastia (Terra Nuova): Cuneo Girolamo ha 55 anni ed è marinaio mentre la moglie ha 47 anni, non hanno figli conviventi.

  1. Cuneo Giuliano

Nato a Capraia il 27/6/1753 da Cuneo Simone di Domenico e Morgana Francesca di Stefano Emanuello. Il 15/8/1782 sposa a Capraia Ramarone Giovanna Caterina.  Marinaio di Capraia messo fuori servizio tra il 1802-1803. Nel 1814, padrone marittimo, dimora a Bastia dove si sposa il figlio Cuneo Simone.  Non è presente al matrimonio ma lascia lettera di consenso.

  1. Cuneo Giuseppe

Nato a Capraia il 9/9/1749 da Cunio Andrea di Giuseppe e da Sesino Maria Caterina di Bartolomeo (fratello di Cuneo Domenico). A partire dal 1764 naviga sui battelli postali francesi che fanno servizio tra la Corsica e la Francia. Il 18/10/1790 il direttore generale dei bastimenti postali tra la Corsica e la Francia certifica che Cuneo Giuseppe ha navigato sui battelli di Posta come marinaio prima e poi padrone nocchiero per anni 17 con zelo, intelligenza e fedeltà. Il 13/8/1816, marinaio, presenta domanda di naturalizzazione per potere continuare a navigare sui bastimenti francesi. Il 9/11/1817 ottiene il permesso di domicilio in Francia.

  1. Cuneo Giuseppe

Nato a Capraia. Il 15/11/1809, marinaio, è testimone a Bastia della morte di Solari Maria.

  1. Cuneo Giuseppe Maria

Nato a Capraia il 30/12/1781 da Domenico e da Federici Maria Francesca. Sposa Biagini Maria Agostina. Il 27/4/1809 il Ministero della Marina francese lo autorizza a comandare tutti i battelli per il piccolo cabotaggio e di essere riconosciuto come mastro al piccolo cabotaggio nelle squadre navali, vascelli, fregate ed altro al servizio dell’imperatore. Comanda il bovo Carolina nel 1811. Il 28/7/1811 dichiara al Comune di Bastia di voler prendere il domicilio politico in quella città; il 22/3/1816 rinnova la dichiarazione. Il 6/10/1811 è testimone alle nozze di Princivalle Giuseppe Maria e di Suzzone Giovanna dichiarando di essere proprietario. Il 4/8/1814 gli viene affidato da L. Sapey di Bastia il comando di uno dei battelli della posta tra la Corsica ed Antibe. Il 28/5/1816 fa domanda di naturalizzazione a Bastia dichiarando che suo padre Cuneo Domenico è stato agente consolare di Francia a Capraia dal 1794, il quale per le sue funzioni a rinunciato alla cittadinanza del Repubblica Ligure e ha ottenuto quella francese. Il 16/10/1816 gli viene concesso il domicilio in Francia con decreto reale. Il 19/3/1820, negoziante, testimonia a Bastia la morte di Sussone Maria Stefania.

  1. Cuneo Giuseppe Maria

Nato a Capraia nel 1788. Il 24/2/1821, commerciante dimorante e domiciliato a Bastia, è testimone delle nozze di Cuneo Domenico suo parente.

  1. Cuneo Giustino

Nato a Capraia circa 1801. Muore all’ospizio civile di Bastia il 7/8/1835 dove è stato ricoverato il 4 agosto.

  1. Cuneo Gregorio

Nasce a Capraia il 13/12/1787 da Cunio Giuliano q. Simone e da Romarone Giovanna Caterina di Gregorio. Sposa a Capraia il 12/11/1808 Lamberti Maria Battina. Muore a Bastia il 18/11/1827.

  1. Cuneo Maddalena

Nata a Capraia nel 1767 da Cuneo Stefano e Bargone Maria. Sposata con Danove Giuseppe. Il 25/2/1827 muore in Bastia, rue Saint Charles.

  1. Cuneo Maddalena

Nata a Capraia nel 1793 da Cuneo Bartolomeo e Cuneo Maria Giuseppina. Nubile, muore a Bastia il 18/4/1838. Alla morte serviva in casa Patrimonio alla Fontanecchia.

  1. Cuneo Maddalena

Nata a Capraia da Cuneo Andrea.  IL 9/8/1788 sposa a Capraia Sesini Giovanni Girolamo di Andrea.  Il 5/3/1812 muore a Bastia il figlio Sesini Andrea di anni 10, nato a Capraia.

  1. Cuneo Maria

Nata a Capraia nel 1789 da Cuneo Anton Gio. Il 14/4/1799 sposa a Capraia Lamberti Gian Domenico q. Francesco Maria. A Capraia nascono i figli Lamberti Francesco Maria e Lamberti Gian Antonio. Il 15/8/1819, abitante e dimorante all’Isola Rossa, muore la figlia Caterina di anni cinque. Muore a Belgodere il 19/7/1841.

  1. Cuneo Maria

Nasce a Capraia il 15/3/1806 da Cuneo Domenico e da Sussone Caterina, Il 5/4/1826 sposa a Bastia Salvolini Michel Vincent nativo di Roma. I genitori della sposa sono presenti. Testimoni Princivalle Giuseppe q. Giuseppe di 53 anni, Lamberti Antonio di anni 54, e Cuneo Simone di anni 41, tutti marinai e domiciliati a Bastia.

  1. Cuneo Maria

Nasce nel maggio 1797 a Capraia figlia di Cuneo Bartolomeo e di Roverani Paola. Il 12/4/1828 sposa a Bastia Filippi Stefano di Capraia. Nel 1829 abita con il marito a Bastia in Rue du Vieux Marché. Il 20/4/1829 nasce il figlio Cuneo Antonio. È testimone Sussone Pietro Giovanni marinaio di 59 anni e Santone Giuliano marinaio di 42 anni. Muore a Valona Orneto il 17/1/1856.

  1. Cuneo Maria Caterina

Nasce a Capraia il 6/5/1770 da Cuneo Domenico di Simone e da Lamberti Francesca q. Angelo. Sposa Susini Francesco di Capraia. Muore a Bastia dove abita in Rue la Colonella il 31/8/1832, vedova di Susini Francesco. La dichiarazione di morte è fatta da Filippi Paolo, marinaio di 26 anni, e Sabatini Antonio, marinaio di 24 anni, entrambi di Capraia e abitanti a Bastia.

  1. Cuneo Maria Caterina

Nata a Capraia il 13/10/1787 da Cuneo Domenico di Andrea e da Sussone Caterina di Domenico. Sposata con Sabatini Giuseppe. Nel 1844 vive a Meria con il marito e la figlia Sabatini Angelica Maria.

  1. Cuneo Maria Domenica

Nata a Capraia il 31/8/1779 da Cuneo Gio Tomaso di Domenico e da Subrero Geromima di Agostino. Il 13/4/1799 sposa a Capraia Princivalle Michele q. Gio Batta. Il 24/1/1824 è presente a Bastia alle nozze della figlia Princivalle Maria.

  1. Cuneo Maria Francesca

Nasce a Capraia. Il 7/6/1831 dà luce a Bastia, dove abita in Rue dit du Pontetto, a una figlia naturale a cui dà il nome di Cuneo Marie Antoinette e che viene riconosciuta dal padre Dominique Antoine Ciattini, cannoniere dei veterani di Bastia il 31/5/1856.

  1. Cuneo Maria Francesca

Nata a Capraia da Cuneo Giuseppe. Sposa a Capraia Angeleri Giovanni. Muore a Calvi 11/11/1812.

  1. Cuneo Maria Giovanna

Nata a Capraia nel 1782 circa. Moglie di Cuneo Simone. Muore a Bastia, rue Napoleon, giornaliera e vedova, il 21/4/1852.

  1. Cuneo Matteo

Nato a Capraia nel 1792 da Cuneo Paolo e Gallettini Maria Francesca? Secondo il Censimento del 1818 risiede a Cateri, celibe di anni 26 e mercante.

  1. Cuneo (Cunio) Michele

Nato a Capraia il 29/1/1795 da Cuneo Bartolomeo q. Michele e Roverano Paola Maria di Michele. Sposato con Morgana Maria. Il 18/4/1830 danno alla luce a Bastia, dove risiedono in Rue St. Charles, la figlia Paula Marie, testimoni residenti a Bastia Princivalle Giuseppe, marinaio di anni 60, e Filippi Stefano di anni 32 commerciante. Il 25/9/1831 danno alla luce a Bastia, il padre commerciante, dove risiedono in Rue St. Charles, il figlio Barthelemy testimone Cuneo Andrea, cugino germano del padre, di anni 26, commerciante ed abitante a Bastia. Il figlio Barthelemy muore il 27/6/1832, testimoni Sabatini Paolo commerciante assistito da Sabatini Giuseppe calzolaio. Il 22/1/1846, vedovo e rivenditore, sposa in seconde nozze, a Penta di Casinca, Corbuccia Barbara. Muore a Penta di Casinca il 1/2/1875.

  1. Cuneo Nicola

Nato a Capraia il 17/5/1778 da Cuneo Domenico q. Gio Batta e da Cuneo Paola Francesca. Sposa Gallettini Elisabetta di Capraia. Il 20/1/1815 nasce a Bastia il figlio Antonio, assente il padre, che viene presentato da Olivieri Antonio di Capraia di anni 50 abitante a Bastia che non sa firmare.

  1. Cuneo Simone

Nato a Capraia il 18/2/1793 da Cunio Giuliano e Romarone Giovanna Caterina. Il 23/8/1814 sposa a Bastia Subrero Maddalena, nata a Capraia il 22/5/1792 ma naturalizzata francese; il padre Cuneo Giuliano, dimorante in Bastia non è presente ma ha dato il suo consenso per iscritto il 16/8/1814; sono testimoni Danove Giuseppe di Capraia, padrone marittimo di 39 anni, abitante a Bastia, e Olivieri Antonio Giuseppe di Capraia, di 40 anni, marinaio abitante a Bastia che non sa scrivere e firmare. Presenta una prima domanda di domicilio a Bastia il 27/9/1815. Il 31/1/1816 rinnova la domanda. Presenta una terza domanda di domicilio a Bastia il 15/2/1817. Ottiene il domicilio il 23/7/1817. Marinaio di professione.[11]Secondo il Censimento del 1818 risiede a Bastia (Terra Nuova) ha anni 30, è marinaio, è sposato con Subrero Maddalena di anni 24 ed ha un figlio di 2 anni e una figlia di un anno. Il figlio Antoine Joseph nasce il 20/2/1816 a Bastia, il padre è marinaio, testimone Chiama Paolo di anni 30 marinaio. Il 13/8/1818 nasce a Bastia la figlia Jeanne Catherine, il padre si dichiara mercante, è testimone Cuneo Francesco di 26 anni (fratello di Simone?). Il 29/1/1822 nasce il figlio Francois Marie, testimone Princivalle Giuseppe marinaio dimorante a Bastia. Il 27/3/1822 muore il figlio Francois Marie di due mesi.

  1. Danove Domenico

Nato a Capraia il 28/7/1795 da Danove Giuseppe e Cuneo Maddalena di Stefano. Il 2/10/1823, marinaio immatricolato nella marina di Bastia naturalizzato francese, sposa presenti il padre e la madre, la capraiese Giovannetti Angela Maria. Testimone Bargone Giuseppe Maria, marinaio di anni 35.[12] Il 21/11/1833 nasce a Bastia il figlio Gregoire in rue Saint Charles, testimoni il nonno Giovannetti Pasquale e Princivalle Giuseppe, marinaio di anni 62. Gregoire muore il 22/11/1833 testimoni il nonno Giovannetti Pasquale di anni 72 e Tardi Antonio, commerciante di 55 anni. Marinaio di 3a classe imbarcato sul mistico commerciale Le Pipi, Dipartimento di Bastia, comandato dal mastro di equipaggio Guaitella Gaetan, muore a bordo del vascello ancorato nella rada di San Cipriano nei pressi di Bonifacio il 7/10/1844.

  1. Danove Domenico

Nato a Capraia il 8/4/1804 da Danove Giuseppe e Cuneo Maddalena. Il 9/10/1826, marinaio naturalizzato francese, sposa a Bastia, dove è domiciliato, Princivalle Maria Maddalena figlia di Giuseppe Princivalle nata il 24/2/1803 e di Sussone Maria Domenica. La madre è presente il padre assente. Testimone alle nozze Bargone Giuseppe Maria, marinaio di anni 40, dimorante e domiciliato a Bastia.

  1. Danove Giuseppe

Nato a Capraia il 27/12/1773 da Danove Domenico e da Maria Colombani, sposato con Cuneo Maddalena. Marinaio nel 1808-1809, nel 1810 comanda la gondola San Leonardo, dal 1811 al 1813 comanda il leudo S. Antonio. Il 23/8/1814 è testimone a Bastia delle nozze di Cuneo Simone e Subrero Maddalena, padrone marittimo di 39 anni, abitante a Bastia. Il 13/7/1816 dichiara al Comune di Bastia di voler fissare il suo domicilio politico in quella città con la sua famiglia composta dalla moglie e dai suoi 4 figli Domenico di anni 22 che fa la stessa dichiarazione, Stefano, Giuseppe, e Domenico. La dichiarazione viene ripetuta il 20/7/1816 e il 2/6/1817. Il 3/6/1817 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione per sé e la sua famiglia dichiarando di risiedere a Bastia da più di 9 anni, di aver sempre navigato su bastimenti francesi, come il figlio maggiore, che ha anche comandato dopo aver ricevuto il brevetto di Mastro al piccolo cabotaggio. La naturalizzazione che gli viene accordata il 29/10/1817. Si dichiara mastro di piccolo cabotaggio.[13]

  1. Danove Stefano

Nato a Capraia il 7/4/1797 da Danove Giuseppe e Cuneo Maddalena di Stefano. Sposato con Cuneo Chiara Francesca. Marinaio, il 20/8/1824, gli muore a Bastia il figlio Dominique di giorni 11, testimoni lo zio Cuneo Francesco commerciante di anni 25 abitante in rue Saint Charles, e Trama Costanzo di anni 27 marinaio abitante rue du Vieux Marchè.[14]

  1. De Franceschi Francesco Maria

Nato a Capraia nel 1776 da De Franceschi Francesco. Il 20/11/1803 sposa a Capraia Chiama Angela Maria di Benedetto. Il 28/8/1812, marinaio, dichiara a Bastia la morte di Solari Lucia sua parente.

  1. De Franceschi Giacomo

Nato a Capraia il 3/7/1805 da De Franceschi Giuseppe e da Bargone Maria Giuseppa vedova Vigna.

 Il 19/6/1843 sposa a Tomino Rancelli Maria Domenica. Muore, commerciante, a Tomino il 30/9/1885

  1. De Franceschi Giuseppe

Nato a Capraia nel 1776. Il 16/2/1805 sposa a Capraia Bargone Maria Gironima. Marinaio, muore a Bastia il 30/6/1810, mentre la moglie dimora a Capraia. Sono testimoni della morte Princivalle Giacomo, padrone marittimo di 34 anni, e Gallettini Angelo, marinaio di anni 40, entrambi di Capraia.

  1. De Franceschi Maria Giovanna

Nata a Capraia nel 1762? Sposata con Giovannetti Sebastiano. Secondo il Censimento del 1818 vive a Ile Rousse, vedova di Giovannetti Sebastiano marinaio con tre figli maschi rispettivamente di anni 29, 19 e 15, e con tre figlie rispettivamente di anni 27, 25, e 11; una figlia risiede a Bastia, e i tre figli sono fuori territorio. Muore a l’Ile Rousse il’11/10/1820.

  1. Dominici Maria Maddalena

Nata a Capraia il 16/1/1796 da Dominici Pietro (di Sisco) e Lai Maria Caterina di Gaetano. Il 24/4/1821 sposa a Bastia, presenti i genitori, Rogliano Joseph Marie. Muore a Bastia

  1. Dussol Benedetto

Nato a Capraia il 10/5/1800 da Dussol Francesco di Giacomo e da Chiama Giovanna di Benedetto. Il 12/2/1822 sposa a Brando Marianni Marie Dominique. Muore a Bastia, rue dell’Intendance, brigadiere di Dogana in pensione, il 7/6/1865.

  1. Dussol Francesca

Nata a Capraia il 8/9/1809 da Dussol Francesco e Chiama Giovanna. Il 26/2/1832, donna di casa dimorante a Bastia, sposa il capraiese Agostini Giuseppe.

  1. Dussol Francesco

Nato a Annevert o Genova nel 1787 o 1778. Figlio di Dussol Giacomo. Il 28/9/1796 sposa a Capraia Chiama Giovanna di Benedetto. Capitano a mezza paga il 30/1/1818 è testimone della morte di Cuneo Domenico. Muore a Bastia il 27/4/1819.

  1. Dussol Maria Antonietta

Nata a Capraia il 10/8/1807 da Dussol Francesco e Chiama Giovanna. Il 24/8/1822, a Bastia dove è domiciliata, sposa, il padre defunto e la madre presente, Nicoli Antoine, doganiere reale di anni 34. Testimonio Olivieri Antonio Giuseppe marinaio di anni 48.

  1. Dussol Maria Giuseppina

Nata a Capraia il 10/8/1807 da Dussol Francesco e Chiama Giovanna. Il 31/1/1830 a Bastia sposa Valerj Joseph, calzolaio nato e domiciliato a Bastia. Testimoni alle nozze Raffi Giuseppe Maria, capitano marittimo di anni 25, e Agostini Giuseppe, marinaio di anni 25, abitanti e domiciliati in Bastia.

  1. Dussol Rosa

Nata a Capraia il 20/4/1798 da Dussol Francesco e Chiama Giovanna. Il 3/7/1819 sposa a Bastia dove abita, il padre capitano in pensione defunto e la madre presente, Galtè Joseph, doganiere, nato a Mont-Lovis, dipartimento dei Pirenei Orientali di anni 27, testimone Gallettini Domenico, negoziante di anni 29.

  1. Fasci Domenico

Nato a Capraia il 23/5/1789 da Fascie Domenico di Francesco e da Colombani Maria Giuseppa. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, venditore ambulante, testimonia la nascita di Tardi Silvestre.

  1. Fasci Francesco Maria

Nato a Capraia il 6/11/1753 dal fu Francesco Maria q. Gio Domenico e da Agostini Maria Maddalena q. Giuseppe Leonardo. Sposato con Bargone Francesca. Il 6/1/1807, commerciante, muore a Bastia in rue de la Punta, testimoni i capraiesi Sabatini Leonardo, marinaio di anni 27, e Cuneo Giovan Battista, padrone di anni 55.

  1. Fasci Giuseppe Maria.

Nato a Capraia il 29/1/1797 da Fasci Francesco Maria e da Ferrandi Francesca. Il 23/4/1820 marinaio, sposa a Bastia Giannò (Giannoni) Claire. I genitori del marito sono morti a Bastia. Muore a Bastia il 13/8/1880.

  1. Ferrandi Domenico

Nato a Capraia nel 1774? da Ferrandi Giuseppe e — Maria. Il 16/4/1835, marinaio, muore a Bastia, testimone Giovannetti Pasquale capitano marittimo di anni 75.

  1. Ferrandi Francesca

Nata a Capraia. Sposata con Fasci Francesco Maria. Muore a Bastia prima del 1820.

  1. Ferrandi Maria

Nata a Capraia circa 1772 da Ferrandi Pasqualino fu Damiano e da Ramarone Maria di Gregorio. Sposata con il capraiese Garbano Antonio. Alla morte del marito, il 12/8/1807 sposa in seconde nozze a Bastia Canessa Antonio originario di La Spezia.

  1. Ferrandi Maria Stefana

Nata a Capraia. Sposata con Sussone Pietro Giovanni. Il 12/1/1830, naturalizzata francese, è presente in Bastia alle nozze del figlio Sussone Giovanni Leonardo.

  1. Filippi Antonio

Nato a Capraia il 8/5/1778 da Filippi Paolo di Filippo e da Subrero Maria Francesca q. Antonio. Nel Censimento del 1818, negoziante, risiede a Cateri con la moglie Sesini Maria Padovana e i figli il primo Filippi Paolo nato a Capraia il 29/4/1805, il secondo Filippi Francesco nato a Capraia il 8/10/1809, il terzo Filippi Filippo nato a Cateri il 4/7/1818.

  1. Filippi Antonio.

Nato a Capraia il 2/9/1749 da Filippi Stefano e da – Maria Francesca. Il dossier di naturalizzazione viene aperto il 5/6/1817, dichiarato marinaio.[15]

  1. Filippi Francesco

Nato a Capraia il 21/9/1809 da Filippi Antonio e Sesini Maria Padovana. Secondo il Censimento del 1818 risiede a Cateri con i genitori.

  1. Filippi Maria Giuseppa

  Nata a Capraia il 29/7/1779 da Filippi Antonio q. Stefano e da Biagini Maria Giuseppa di Antonio.  Il 2/9/1799   sposa a Capraia Sussone Leonardo. Il 18/2/1810 nasce a Capraia il figlio Sussone Nicola. Il 9/10/1811 gli   muore a Bastia il figlio Sussone Nicola di mesi 21.

  1. Filippi Maria Antonietta

Nata a Capraia il 3/8/1795 da Filippi Antonio e Biaggini Maria Giuseppina. Il 11/8/1825, domiciliata a Bastia, sposa Trama Costanzo nativo di Capraia.

  1. Filippi Maria Orsola

Nata a Capraia il 29/7/1784 da Filippi Giuseppe q. Filippo e da Oliveto Maria Caterina q. Gio Domenico. Il 17/1/1809 sposa a Capraia Cuneo Giacomo. Il 4/11/1830 muore a Bastia, rue Colonella, dove abita e risiede.

  1. Filippi Paolo

Nato a Capraia il 29/4/1805 da Filippi Antonio e Sesini Maria Padovana. Secondo il Censimento del 1818 risiede a Cateri con i genitori. Sposa Bernardini Maria Domenica. Il 18/8/1832 nasce a Bastia, rue de la Colonetta il figlio Antonio. Nel 1832, marinaio, risiede a Bastia e testimonia la morte di Cuneo Maria Caterina. Il 7/12/1840 nasce a Bastia, rue St, Joseph, Filippi Maria Padovana. Il padre è mulattiere.

  1. Filippi Stefano

Nato a Capraia il 4/7/1796 figlio di Filippi Antonio e Biagini Maria Giuseppina. Il 12/4/1828 sposa Cuneo Maria a Bastia, sono testimoni Cuneo Andrea commerciante di anni 24 e Cuneo Francesco commerciante di anni 30. Nel 1829 abita con la moglie a Bastia in Rue du Vieux Marché, commerciante. Il 20/4/1829 nasce il figlio Filippi Antoine. È testimone Sussone Pietro Giovanni marinaio di 59 anni e Santone Giuliano marinaio di 42 anni. Secondo il censimento del 1846 risiede a Velone Orneto, mercante di anni 48, con la moglie Maria di anni 46, e i figli Antoine di anni 16 (21/4/1829), Joseph di anni 14 (20/9/1831), Marie Josephine di anni 7. Muore a Valona Orneto il 8/2/1854.

  1. Gallettini Agostino

Nato a Capraia nel 1755. Sposato con Mattei Mariange nativa di Astima cantone di Pietrabugno. Marinaio domiciliato in Bastia, rue de la Citadelle, muore il 8/4/1808.

  1. Gallettini Angelo

Nato a Capraia il 17/11/1770 da Gallettini Antonio q. Grimaldo e da Tarascone Giovanna di Angelo. Il 30/6/1810, marinaio, testimonia la morte di De Franceschi Giuseppe a Bastia.

  1. Gallettini Carlo

Nato a Capraia il 2/3/1786 da Gallettini Gio Grimaldo di Carlo e da Rinesi Maddalena di Gio. Sposato con Solari Maria Giuseppa. Muore a Loreto di Casinca il 1/1/1868.

  1. Gallettini Domenico

Nato a Capraia nel 1794 da Gallettini Domenico e Sussone Francesca Maria. Il 3/7/1819, negoziante a Bastia, è testimone alle nozze di Dussol Rosa. Commerciante, il 11/5/1820 sposa a Bastia Ricciardi Maria Geltrude originaria di Macerata.

  1. Gallettini Giovanni

Nato a Capraia il 14/5/1834 da Gallettini Carlo e da Solari Maria Giuseppa Il 19/11/1856, sarto, sposa a Loreto di Casinca Turrini Angela.

  1. Gallettini Giuseppe

Nato a Capraia il 4/5/1839 da Gallettini Carlo e da Solari Maria Giuseppa. Il 22/4/1864 sposa a Loreto di Casinca Solari Nunzia Maria, che muore il 15/4/1869. Il 11/10/1871 sposa in seconde nozze, a Loreto di Casinca, Mattei Angela Maria.

  1. Gallettini Nicola

Nato a Capraia il 22/3/1780 da Gallettini Domenico di Nicola e da Sussone Francesca Maria. Il 22/4/1809 sposa a Capraia Bargone Maria Antonia. Il 5/8/1813, commerciante, dichiara al comune di Bastia di voler stabilire il suo domicilio in quella città, dichiarazione che rinnova il 15/2/1816. Il 3/4/1816 presenta la domanda di naturalizzazione al Procuratore del Re a Bastia che trasmette la domanda al Ministero di Giustizia a Parigi. Il 2/5/1816 il Ministero di Giustizia chiede al prefetto della Corsica informazioni su Gallettini Nicola. Il 9/6/1816 il Prefetto risponde che Gallettini Nicola gode di buona reputazione. Nel marzo del 1817 sollecita dal Ministero di Giustizia una risposta alla sua domanda. Il 2/7/1817 gli viene accordato il permesso di domicilio in Francia. Secondo il Censimento del 1818 risiede a Bastia (Terra Nuova) ha anni 37, è negoziante, è sposato con Bargone Maria Antonietta di anni 36, ha un figlio di anni 8 e una figlia di anni 5. Il 27/8/1818, commerciante abitante e domiciliato a Bastia, è testimonio alle nozze di Tomei Maria.

  1. Gallettini Pietro Antonio

Nato a Capraia il 3/9/1786 da Gallettini Domenico di Nicola e da Sussone Francesca Maria. Il 5/4/1817, marinaio dichiara al Comune di Bastia di stabilire il suo domicilio politico in quella città, dichiarazione che rinnova il 12 e il 25 dello stesso mese. Il 16/5/1817 la sua domanda di naturalizzazione viene inviata a Parigi specificando che gli serve per poter continuare a navigare nella marina francese. Il 31/5/1820 il Ministero di Giustizia sollecita una risposta dal Ministero della Marina alla richiesta di informazione sul Gallettini. L’8 /7/1820 il Ministero della Marina risponde che il Gallettini gode di ottima reputazione secondo un rapporto dell’Intendente della Marina di Tolone dell’11/4/1817 (grande disguido). Il 9/10/1820 gli viene accordata la naturalizzazione.

  1. Garbano Anton Giuseppe

Nato a Capraia il 19/7/1783 da Garbano Paolo e da Sussone Maria Francesca q. Stefano. Il 13/3/1805, marinaio, sposa a Bastia Pianelli Maria Domenica. Imbarcato sul vascello Neptune, muore all’Ospedale Aterazanas di Barcellona, il 17/11/1813, a causa di ferite.

  1. Garbano Caterina

Nata a Capraia circa 1779 da Garbano Paolo e Sussone Maria Francesca. Il 11/9/1796 sposa a Bastia Gianno Domenico, pescatore di Procida.

  1. Garbano Paolo

Nato a Capraia. Sposato con Sussone Maria Francesca. Il 13/3/1805, pescatore, è presente con la moglie al matrimonio del figlio Garbano Anton Giuseppe a Bastia.

  1. Gentili Maria Antonietta

Nata a Capraia circa 1767. Sposata con Raffi Giovan Battista. Levatrice, muore a Bastia il 29/9/1847.

  1. Gesta Domenico

Nato a Capraia circa 1754 da Gesta Gio Batta e Musso Catarina Cecilia. Il 28/1/1782 sposa nella chiesa di San Giovanni in Terravecchia a Bastia Firpo Maria Caterina.

  1. Gesta Francesco

Nato a Capraia circa 1759 da Gesta Gio Batta e Musso Catarina Cecilia. Il 31/3/1801, mercante vedovo di Guegnier Maria, sposa a Bastia Niccolini Maria Maddalena.

  1. Giorgi Lucia

Nata a Capraia nel 1797. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, giornaliera, testimonia la nascita di Tardi Silvestre.

  1. Giovannetti Andrea

Nato a Capraia il 17/9/1800 da Giovannetti Pasquale e Sussone Maria Stefania. Il 30/6/1827, marinaio in Bastia naturalizzato francese, sposa la capraiese Olivieri Maria Domenica. Il padre, padrone marittimo, è presente alle nozze. Sono testimoni Suzzoni Pietro Giovanni, marinaio di anni 56, e Trama Costanzo, marinaio di anni trenta, parente della sposa, entrambi domiciliati e dimoranti in Bastia. Il 20/4/1844, marinaio, sposa in seconde nozze a Bastia la capraiese Sabatini Angelica Maria. Muore a Bastia, rue des Zephirs, il 21/5/1848, testimone della morte Costa Giovanni Domenico, marinaio di anni 48.

  1. Giovannetti Angela Maria

Nata a Capraia l’8/6/1782 da Giovannetti Pasquale e Sussone Maria Stefania. Il 2/10/1823, naturalizzata francese, presente il padre e la madre defunta, sposa Danove Domenico. Il 21/11/1833 nasce a Bastia il figlio Gregoire, testimone il nonno Giovannetti Pasquale. Muore a Bastia, dove dimora in rue Saint Charles, il 21/3/1837, testimone Cuneo Andrea marinaio di anni 37, dimorante e domiciliato a Bastia.

  1. Giovannetti Angela Maria

Nata a Capraia il 28/4/1798 da Giovannetti Sebastiano e Costa Giovanna. Il 21/5/1831 sposa, all’Isola Rossa, Carpaneto Francesco di Speloncato.

  1. Giovannetti Bastiano (Sebastiano)

Nato a Capraia il 6/9/1801 da Giovannetti Sebastiano q. Stefano e da De Franceschi Giovanna. Il 23/9/1823, marinaio, sposa a L’Ile Rousse Costa Maria Francesca. Sposa in seconde nozze Fratacci Caterina. Muore a L’Ile Rousse il 24/12/1882.

  1. Giovannetti Caterina

Nata a Capraia il 11/1/1784 da Giovannetti Sebastiano e da De Franceschi Giovanna. Il 28/12/1827, giornaliera, sposa a L’Ile Rousse Costa Giovan Battista, marinaio e vedovo, nato a San Michele di Pagana. Muore a L’Ile Rousse il 10/1/1855.

  1. Giovannetti Elisabetta

Nata a Capraia circa 1759 da Giovannetti Pietro Antonio e — Margherita. Sposata in prime nozze con Lai Domenico. Sposata in seconde nozze con Giovannetti Domenico. Muore a Bastia il 2/7/1854 a Bastia, donna di casa vedova, in rue Pontetto.

  1. Giovannetti Francesca

Nata a Capraia il 10/11/1809 (27/11/1809) da Giovannetti Pasquale e da Sussone Maria Stefania. Il 27/12/1860 sposa a Bastia Citti Dominique André. I genitori sono defunti.

  1. Giovannetti Gregorio

Nato a Capraia il 5/8/1803 da Giovannetti Pasquale e Sussone Maria Stefania.

  1. Giovannetti Maria Antonietta

Nata a Capraia il 23/9/1810 (26/4/1805) da Giovannetti Pasquale e Sussone Maria Stefania. Il 2/2/1832 domiciliata a Bastia, sposa alla presenza del padre mentre la madre è defunta, il capraiese Costa Giovanni Domenico. Muore a Bastia rue Saint Charles, il 28/2/1863. Donna di casa.

  1. Giovannetti Maria Domenica

Nata a Capraia il 25/8/1782 da Giovannetti Pietro Antonio di Nicola e da Tardi Margherita q. Domenico. Il 11/3/1837 fa registrare a Bastia la morte del fratello Giovannetti Nicola.

  1. Giovannetti Maria Elisabetta

Nata a Capraia da Giovannetti Pietro Antonio. Sposata con Lai Domenico. Madre di Lai Maria Felice e Lai Maria Elisabetta. Muore a Bastia il 2/7/1854.

  1. Giovannetti Maria Giuseppa

Nata a Capraia circa 1793 da Giovannetti Bastiano e da Olivieri Giovanna. Il 10/9/1820 sposa a Venzolasca Togneri Bartolomeo Stefano Nicolao. Muore a Venzolasca il 27/9/1845.

  1. Giovannetti Michele

Nato a Capraia circa 1797 da Giovannetti Sebastiano e da — Maria Francesca. Sposato con Grevasi Marie Nonciade. Muore a Speloncato il 21/12/1875.

  1. Giovannetti Nicola

Nato a Capraia il 5/12/1786 da Giovannetti Pietro Antonio e Tardi Margherita. Dimorante a Bastia. Il 29/5/1823, capo timoniere (chef conducteur) della marina, muore nell’isola di Cuba. L’atto di morte viene trascritto a Bastia il 11/3/1837 su richiesta della sorella Giovannetti Maria Domenica, casalinga dimorante a Bastia, che non sa scrivere.

  1. Giovannetti Pasquale

Nato a Capraia il 19/5/1765 da Giovannetti Stefano e Cuneo Angela Maria. Sposato a Capraia con Sussone Maria Stefania. Il 22/6/1816 fissa il suo domicilio politico a Bastia. Il 23/7/1816 chiede al Ministero di Giustizia di essere naturalizzato, specificando di essere marinaio e di avere tre figli Pasquale di anni 19, Andrea di anni 15 e Gregorio di anni 9. Ottiene il permesso di domicilio il 25/12/1816. Il 18/3/1820, padrone marittimo, gli muore a Bastia la moglie Suzzone Maria Stefania. Il 11/2/1824 padrone marittimo, è testimone a Bastia delle nozze di Rinesi Antonio Maria. Il 20/10/1824, padrone marittimo naturalizzato francese domiciliato a Bastia, è testimone delle nozze di Bernardini Bernardino e Colombani Maria Giuseppina. Il 30/9/1828, padrone marittimo di anni 76, testimonia a Bastia la morte di Bernardini Marie Jeanne Dominique, figlia di Bernardini Bernardino. Il 21/11/1833 è testimone a Bastia della nascita del nipote Danove Gregoire figlio di Giovannetti Angela Maria e Danove Domenico. Il 11/10/1836, padrone marittimo è testimone a Bastia della nascita di Cuneo Marie Josephine.[16] Muore a Bastia rue St. Charles il 1/10/1842, testimoni Olivieri Antonio Giuseppe di 70 anni e Morgana Giuseppe di anni 27 commerciante.

  1. Giovannetti Pasquale

Nato a Capraia l’8/8/1796 da Giovanetti Pasquale e Sussone Maria Stefania. Il 24/5/1837, marinaio domiciliato a Bastia, sposa, presente il padre e defunta la madre, Bargone Maria Francesca, nata a Capraia.

  1. Giovannetti Pietro Antonio

Nato a Capraia il 29/7/1859 da Giovannetti Antonio e da Costa Francesca. Marinaio il 17/11/1885 sposa a Bastia Mortea Marie Jeanne. Il padre, marinaio, è morto a Bastia, la madre, residente a Bastia è presente.

  1. Giovannetti Sebastiano

Nato a Capraia. Sposato con Franceschi Maria Giovanna. Secondo il Censimento del 1818 dell’Ile Rousse risulta deceduto a quella data, marinaio con tre figli maschi rispettivamente di anni 29, 19 e 15 (Giovannetti Bastiano), e con tre figlie rispettivamente di anni 27, 25, e 11; una figlia risiede a Bastia, e i tre figli sono fuori territorio.

  1. Giovannetti Stefano

Nato a Capraia il 27/12/1856 da Giovannetti Antonio e Costa Francesca. Marinaio il 12/11/1887 sposa a Bastia Benedetti Eugenie Cesanne. Il padre, marinaio, è morto a Bastia, e la madre, residente a Bastia è presente.

  1. Gregory Angela Francesca

Nata a Capraia il 19/6/1805 da Gregory Stefano e da Ghio Giovanna di Angelo. Orfana di padre muore a Bastia il 24/9/1816.

  1. Gregory Apollonia

Nata a Capraia il 28/1/1791 da Gregorj Pietro q. Stefano e da Oliveri Maria Battina di Stefano. Sposata con Agostini Charles Mathieu. Il 12/8/1822 muore a Bastia il figlio Nicodeme di anni 4.

  1. Gregory Giovanni

Nato a Capraia il 31/1/1750 da Gregory Giuseppe q. Bernardino e da Sussone Maria Francesca di Pietro Gio. Il 14/11/1811, marinaio dimorante a Bastia testimonia la morte di Princivalle Maddalena. Il 26/4/1819 testimonia la morte di Vicagnani Maria.

  1. Gregory Maria

Nata a Capraia il 6/4/1793 da Gregory Giuseppe e Sesino Maria Stefania. Il 24/9/1820 sposa a Prunelli di Casacconi Rezzi Agostino. Muore a Prunelli di Casaccone il 27/2/1854

  1. Gregory Maria

Nata a Capraia. Il 27/2/1818 muore a Bastia, a la Punta de la Pesa, la figlia naturale Elisabeth di mesi due.

  1. Gregory Maria Apollonia

Nata a Capraia il 30/5/1784 da Gregory Giuseppe q. Stefano e da Sesino Maria Stefania q. Antonio. Il 30/10/1815 sposa Agostini Carlo Matteo a Prunelli di Casacconi.

  1. Gregory Maria Caterina

Nata a Capraia il 23/3/1763 da Gregory Giovanni Leonardo q. Giovanni Domenico e da Sarzana Angela di Giovanni Domenico. Sposata con Valery Ambroise. Il 24/2/1817 assiste a Bastia alle nozze della figlia Valerj Maria Domenica Bernardina.

  1. Gregory Stefano

Nato a Capraia il 10/10/1766 da Gregory Giovanni Leonardo q. Giovanni Domenico e da Sarzana Angela di Domenico. Il 5/8/1815, marinaio, muore all’ospizio civile di Bastia.

  1. Grimaldi Giovanni

Nato a Capraia. Sposato con Lamberti Maria Antonietta. Il 10/7/1819, marinaio abitante a Bastia, gli muore il figlio Grimaldi Jean di mesi 7. Il 9/8/182 nascono a Bastia i gemelli Domenico e Cristoforo. Il 15/7/1821 muore il figlio Cristofaro di mesi 6. Muore prima del 1850.

  Grimaldi Giovanni Battista

Nato a Capraia il 9/12/1764 da Grimaldi Bartolomeo q. Antonio e da Agostini Caterina q. Giovanni. Il 25/4/1808 riceve dal Ministero della Marina Francese l’autorizzazione a comandare imbarcazioni commerciali al piccolo cabotaggio e di poter essere imbarcato come Mastro al piccolo cabotaggio nelle squadre, vascelli, fregate ed altro al servizio dell’imperatore. Il 10/7/1815, capitano marittimo e commerciante, dichiara al Comune di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in quella città insieme alla sua famiglia. Nel dicembre dello stesso anno invia al Ministero di Giustizia, tramite il Procuratore del Re a Bastia, la domanda di naturalizzazione per poter continuare a navigare sui bastimenti francesi. Il 25/4/1816 gli viene concesso il domicilio in Francia.[17]

  1. Grimaldi Giovanni Battista

Nato a Capraia il 5/8/1795 da Grimaldi Giovanni e Rainboldi Maria Benedetta di Bastia. Il 19/5/1825, naturalizzato francese e abitante a Bastia, marinaio, sposa a Bastia Cuneo Caterina, residente a Bastia da sette anni. I genitori dello sposo sono presenti al matrimonio, testimonio Agostini Pasquale marinaio di anni 34. Muore a Bastia, rue des Jesuites, il 5/3/1843.

  1. Grimaldi Margherita

Nata a Capraia il 23/2/1795 da Grimaldi Stefano q. Girolamo e da Solari Maria Agostina q. Andrea. Il 6/7/1815 sposa a Bastia, Bargone Giuseppe Maria, presente la madre, che abita a Murato, il padre defunto. Muore a Bastia il 22/7/1833 all’età di anni 34 circa.

  1. Grimaldi Maria

Nata a Capraia il 2/6/1789 da Grimaldi Stefano q. Girolamo e Barbazza Maria Agostina di Andrea. Il 15/11/1824, sposa a Bastia Olivieri Domenico, nativo di Capraia.

  1. Grimaldi Stefano

Nato a Capraia il 17/3/1757 da Grimaldi Girolamo e — Margarita. Sposato con Barbazza Maria Agostina.  A Capraia nascono i figli Grimaldi Maria (2/6/1789), Grimaldi Margherita (23/2/1795), e Grimaldi Stefano (3/5/1800). È defunto quando il 21/10/1822 muore a Bastia, rue Saint Charles, la moglie, testimone Bargone Giuseppe Maria marinaio di anni 35 abitante in rue Saint Charles.

  1. Lai Maria Elisabetta

Nata a Capraia il 16/6/1806 da Lai Domenico e Giovannetti Maria Elisabetta. Il 24/2/1830 sposa a Bastia, il padre defunto e la madre presente, Princivalle Salvatore nativo di Capraia.

  1. Lai Maria Caterina

Nasce a Capraia da Lai Gaetano. Sposa a Capraia Dominici Pietro di Sisco. Il 24/11/1821 è presente a Bastia alle nozze della figlia Dominici Maria Maddalena.

  1. Lai Maria Felice

Nata a Capraia il 20/4/1797 da Lai Domenico di Antonio e Giovannetti Elisabetta di Pier’Antonio. Il 27/4/1824 sposa a Bastia dove è domiciliata da 12 anni, Paoli Philippe di Castineta (Rostino). La madre è presente al matrimonio. Testimoni Cuneo Gaspare commerciante di anni 38, Cuneo Francesco Antonio commerciante di anni 31, entrambi parenti della sposa, Suzzoni Pietro Giovanni marinaio di anni 52 e Sabatini Giovanni Battista marinaio di anni 53, entrambi conoscenti dello sposo, tutti dimoranti e domiciliati a Bastia.

  1. Lamberti Angelica Maria

Nata a Capraia nel 1813 da Lamberti Giovanni Agostino e Sabatini Maria. Muore a Bastia il 8/1/1830

  1. Lamberti Angela Francesca

Nata a Capraia il 14/4/1798 (24/8/1797) da Lamberti Principio di Gio e da Solari Maria Caterina q. Gio Girolamo. Il 29/6/1816 sposa a Bastia il bastiese Rossi Sebastiano lavorante; il padre della sposa, marinaio, è defunto mentre la madre è presente. Testimoni Subrero Giuseppe, negoziante di anni 60 e Girolamo Ramarone commerciante di anni 34, entrambi domiciliati in Bastia. Muore a Bastia il 13/12/1845 in rue Colle.

  1. Lamberti Antonio

Nato a Capraia il 28/4/1768 da Lamberti Andrea Leonardo q. Emanuelle e da Sarzana Francesca q. Angelo Maria. Il 15/11/1796 sposa a Capraia Sesini Maria Giuseppa di Gio Francesco. Il 30/5/1817 dichiara al Comune di Bastia di voler prendere domicilio in quella città. Rinnova la dichiarazione il 9/7 e il 17/7/ dello stesso anno. Il 23/9/1817 scrive al Ministro della Giustizia per chiedere la naturalizzazione dicendo di aver navigato sui bastimenti commerciali francesi per 16 anni e di risiedere in Bastia da oltre 11 anni e che desidera continuare a navigare nella Marina Francese per sovvenire ai bisogni della sua famiglia, cosa che gli è impedita per mancanza della naturalizzazione. Secondo una lettera del 15/1/1818 dell’intendente di Marina di Tolone non risulta che il Lamberti sia mai stato iscritto nei ruoli della Marina Francese. Il 25/2/1818 gli viene concesso il domicilio in Francia. Il 24/2/1821 è presente a Bastia alle nozze della figlia Lamberti Maria Francesca.[18]

  1. Lamberti Bernardino

  Nato a Capraia. Sposato con Rinesi Francesca. Marinaio, muore prima del1809.

  1. Lamberti Elisabetta

Nata a Capraia nel 1800? da Lamberti Angelo e — Maria Giuseppina. Muore a Bastia, serva abitante in rue Saint Angelo, il 10/5/1846.

  1. Lamberti Francesco detto Pernicedo

Nato a Capraia il 9/12/1729 da Lamberti Principio di Lorenzo e da Sarzana Maria q. Gio. Abitante a Bastia, muore nell’ospizio di Bastia il 9/4/1809.

  1. Lamberti Francesco

Nato a Capraia nel 1769. Sposato con Solari Maria Caterina. Di professione giornaliero. Il 16/2/1814 nasce a Bastia la figlia Louise Nonce Marie.

  1. Lamberti Francesco Maria

Nato a Capraia il 24/4/1800 da Lamberti Gian Domenico e da Cuneo Maria. Il 17/4/1843, rivenditore, sposa a Belgodere, presente il padre, Morgana Maria Caterina di Capraia. Muore vedovo a Belgodere il 4/9/1872.

  1. Lamberti Gian (o Gio) Domenico

 Nato a Capraia nel 1776.  Il 14/4/1799 sposa a Capraia Cuneo Maria q. Anton Gio. Il 15/8/1819, abitante e dimorante all’Isola Rossa, marinaio, dichiara la morte della propria figlia Catterina di anni cinque. Il 22/10/1832 è presente a Belgodere al matrimonio del figlio Antonio. Muore a Belgodere il 25/3/1845 all’età di anni 79 negoziante.

  1. Lamberti Giovanna

Nata a Capraia. Sposa a Capraia il 12/7/1803 (26/1/1809), Sabatini Giovanni Domenico di Giuseppe. Il 29/12/1833 è presente a Bastia alle nozze del figlio Sabatini Giuseppe.

  1. Lamberti Giovanna

Nata a Capraia il 13/11/1773 da Lamberti Domenico q. Padovano e da Solari Maddalena q. Domenico. Il 19/10/1789 sposa a Capraia Lamberti Francesco Maria. Il 5/6/1826, vedova, è presente a Bastia alle nozze della figlia Lamberti Maddalena.

  1. Lamberti Giovanni Agostino?

Nato a Capraia. Sposato con Sabatini Maria. L’8/1/1830 muore a Bastia la figlia Lamberti Angelica Maria di anni 17, orfana di padre, testimoni Sabatini Giuseppe, calzolaio cugino della defunta di anni 22 e Agostini Giuseppe marinaio di anni 25.

  1. Lamberti Giovanni Antonio

Nato a Capraia da Lamberti Gian Domenico e da Cuneo Maria. Il 22/10/1832 sposa a Belgodere Marchetti Maria Lucia di Belgodere, presenti i genitori

  1. Lamberti Girolamo (Geronimo)

Nato a Capraia il 2/9/1755 da Lamberti Gio e da Lamberti Maria.  il 13 febbraio 1790 sposa Alessandri Maria Pasquina di Bastia nella parrocchia di San Giovanni Battista. Il 9/3/1804 (18 ventoso anno XII) nasce a Bastia il figlio Simone Giovanni. Nel 1810 risiede a Bastia ed è testimone alle nozze di Chiama Antonio. Padrone marittimo, muore in Bastia, rue Saint Jean, il 13/8/1823. La moglie muore a Bastia, rue Saint Jean, il 14/5/1848.

  1. Lamberti Lorenzo

Nato a Capraia il 29/4/1774 da Lamberti Francesco di Principio, marinaio e da Tardi Maria Geronima. Il 23/4/1818, marinaio, sposa a Bastia Lagomaggiore Maria originaria di Genova. Il padre e la madre sono morti a Bastia.

  1. Lamberti Lucia

Nata a Capraia nel 1766 da Lamberti Antonio e — Maria. Il 13/8/1799 sposa a Capraia Sabbatini (Sabadini) Paolo di Gio Leonardo. Il 24/11/1827 presenzia a Bastia alle nozze della figlia Sabbatini Maria con Cuneo Andrea. Muore a Bastia il 27/9/1836 in rue del Pontetto.

  1. Lamberti Maddalena

Nata a Capraia il 9/11/1798 da Lamberti Francesco Maria e Lamberti Giovanna, Il 5/6/1826 sposa a Bastia, presente la madre, il padre Princivalle Giovanni Leonardo nativo di Capraia è defunto.

  1. Lamberti Maddalena

Nata a Capraia il 14/3/1801 da Lamberti Principio e Solari Caterina. Il 25/7/1819, a Bastia dove abita da molti anni, sposa, presente il padre Lamberti Principio, giornaliere, e la madre Solari Caterina, entrambi abitanti a Bastia, Cermolaccie Mathieu, parrucchiere di anni 23 nativo di Bastia

  1. Lamberti Maria

Nata a Capraia nel 1804 da Lamberti Bernardino e Rinesi Francesca. Muore a Bastia il 13/10/1809. Il padre, marinaio, è defunto. È testimonio Filippi Antonio, marinaio capraiese di anni 31.

  1. Lamberti Maria

Nasce a Capraia nel 1772? Moglie di Monterrain Giacomo, fornaio con il quale risiede a Bastia nel 1794. Muore a Bastia il 24/8/1805 (6 fruttidoro anno XIII).

  1. Lamberti Maria Antonia

Nata a Capraia il 29/8/1778 da Lamberti Francesco di Principio e da Tardi Maria Geronima di Antonio. Sposata con Guerini Cristoforo di Lucca. Il 11/7/1812 muore a Bastia il marito Guerini Cristoforo. Il 15/7/1817 muore a Bastia la figlia Cristine di anni 4, orfana di padre.

  1. Lamberti Maria Antonietta

Nata a Capraia. Sposata con Grimaldi Giovanni. Il 10/7/1819, abitante a Bastia, muore il figlio Grimaldi Jean di mesi 7. Il 9/8/1820 nascono a Bastia i gemelli Domenico e Cristoforo. Il 15/7/1821 muore il figlio Cristofaro di mesi 6. Muore prima del 1850.

  1. Lamberti Maria Francesca

Nata a Capraia il 7/3/1800 da Lamberti Antonio e Suzzini Maria Giuseppina. Il 24/2/1821 sposa a Bastia Cuneo Domenico, presenti i genitori.

  1. Lamberti Maria Giovanna

Nata a Capraia nel 1766. Sposata con Giannardi Antonio di Genova, infermiere presso l’ospizio civile di Bastia. L’8 dicembre 1806 nasce a Bastia la figlia Maria Antoinette. Muore a Bastia il 14/12/1816.

  1. Lamberti Maria Paola

Nata a Capraia il 16/5/1800 da Lamberti Angelo e Sabbatini Maria Giuseppina. Il 7/11/1829, domestica dimorante a Bastia, defunti i genitori, sposa a Bastia Martineau Jean, lavoratore dimorante a Bastia,

  1. Lamberti Paola Maria

Nata a Capraia nel 1785 da Lamberti Domenico e Suzzone Chiara. Il 12/11/1825, orfana di padre, muore a Bastia, testimoni Cuneo Giacomo marinaio di anni 40 abitante in rue du Vieux Marchè, e Raffi Giuseppe Maria marinaio di anni 22 abitante in Saint Charles.

  1. Lamberti Paola Maria

  Nata a Capraia il 22/6/1776 da Lamberti Paolo di Natale e da Sussone Chiara di Giovanni.Sposata con Pontana   Gio Batta. Muore ad Ajaccio, rue du Glacis, il 13/2/1834.

  1. Lamberti Principio

Nato a Capraia. Sposato con Solari Maria Caterina. Il 25/1/1817 muore a Bastia la figlia Marie Louise di anni 4, testimoni Michele e Leonardo Roverano marinai nativi di Capraia. Il 25/7/1849, giornaliero abitante a Bastia, è presente alle nozze della figlia Lamberti Maddalena.

  1. Lamberti Stefano

Nato a Capraia nel 1751. Marinaio, muore all’Ospizio di Bastia il 18/5/1811.

  1. Lamberti Stefano

Nato a Capraia il 6/11/1785 da Lamberti Giovanni e Solari Angela Maria. Il 3/1/1816, commerciante, è testimone a Bastia delle nozze di Biaggini Angelo e Bernardini Elisabetta.

  1. Lucari Angelo

  Nato a Capraia il 18/6/1789 da Luccari Pietro q. Angelo di Sarzana e Lavaschi Maria di Genova. Sposato   con       Agostini Lucia nata a Morsiglia. Il 28/7/1828 nasce a Centuri il figlio Pierre. Il 26/9/1830, pittore abitante a            Bastia, rue des Zephirs, gli muore il figlio Pierre, testimone Danove Domenico marinaio abitante a Bastia   di         anni 25.

  1. Lucari Domenico

  Nasce a Capraia il 26/6/1814 da Luccari Nicola e di Maria Domenica Solari.  Il 20/5/1838 sposa a Rogliano   Dominici Marie Dominique.  Secondo il Censimento di Rogliano del 1848 abita alla Marina di Macinaggio dove   esercita la professione di carpentiere e con lui vivono la moglie, una figlia di anni 6, e due figli di anni 4 e anni   2. Muore a Bastia il 12/3/1870.

  1. Lucari Natale

  Nasce a Capraia il 27/4/1809 da Luccari Nicola e da Solari Maria Domenica. Viene battezzato il 4/5/1809.   Tra il 1815 e il 1818 si trasferisce con la famiglia a Bastia. Nel 1826 emigra a Porto Rico e si stabilisce nella   città di Anasco, dove prende il nome Nadal e si dedica all’agricoltura. Nel 1830 chiede il certificato di domicilio   allegando alla domanda il certificato di battesimo rilasciatogli nel febbraio del 1826 dal parroco di Capraia   Morgana Domenico. Sposa in prima nozze Carrero Gregoria dalla quale ha sette figli. Dopo la morte per colera   della moglie nel 1856, si risposa con Espinet Francisca.

  1. Lucari Nicola (o Nicolò)

  Nato a Capria il 21/2/1783 da Luccari Pietro e Lavaschi Maria entrambi di Genova. Sposa a Capraia Solari   Maria Domenica. Risulta che Luccari Nicola, di Genova, dimorante a Capraia. si imbarca sul nel 1814 sul brick   Incostant della marina elbana di Napoleone, come aiutante calafato di 1a classe. Sbarca dal brick a Tolone la   sera del 30 giugno e viene congedato il 3 luglio 1815. Il 5 luglio dichiara di voler lasciare a suo padre Luccari   Pietro (Pierre) il saldo di quanto ha guadagnato sul brick l’Inconstant come mastro calafato. A Capraia   nascono i figli Lucari Maria (2/7/1805), Lucari Natale (27/4/1809), Lucari Domenico (26/6/1814). Si   trasferisce con la famiglia a Bastia dove nascono i figli Lucari Pierre il 27/2/1818; Lucari Francoise Maria il   18/3/1820 testimone Cuneo Giuseppe Maria di anni 27 commerciante; Lucari Marie Dominique il 7/1/1822,   la denuncia viene fatta da Cuneo Gaspare commerciante in assenza del padre Lucari Nicola di Capraia, è   testimone Gallettini Nicola, commerciante. Tra il 1824 e il 1826 risiede a Tomino dove nascono i figli Jean   Leonard il 8/2/1824 e Nicolas il 27/1/1826.  Il 23/4/1832 muore a Cagnano la moglie Solari Maria Domenica. Il   3/3/1835 sposa a Cagnano Agostini Marie Dominique. Secondo il censimento del 1846 risiede a Cagnano   (Porticciolo marino di Cagnano) dove esercita la professione di calafato. Vive con la moglie Agostini Marie   Dominique di anni 36 e il figlio Jean Baptiste di anni 12, la figlia Marie di anni 10, nata il 1/3/1839, la figlia   Philomene di anni 6 nata il 8/6/1840, e il figlio Antoine di anni 4 nato il 12/10/1842.

  1. Morgana Antonia

  Nata a Capraia circa 1804 da Morgana Giovanni e da Bargone Angela Maria. Il 20/5/1824 sposa ad Aiaccio   Pontana Ascagne Joseph. Il padre è deceduto, la madre è presente al matrimonio, abita ad Aiaccio rue du   Centre.

  1. Morgana Caterina

  Nata a Capraia circa 1766. Sposata con Rogliano Pasquale, viticultore. Muore vedova il 4/10/1831 a Bastia,   rue dite Giulietta.

  1. Morgana Giovanna

  Nata a Capraia il 22/10/1810 da Morgana Giovanni q. Giuseppe e da Bargone Angela Maria q. Stefano. Il   4/8/1822 sposa ad Aiaccio Rossi Joseph Mathieu.

  1. Morgana Giovanni

  Nato a Capraia circa 1810. Sposato con Chiama Maria Domenica. Secondo il Censimento 1846 risiede a Loreto di            Casinca, rivenditore, con la moglie e i figli Morgana Giovanni, Antonio e Giuseppe. Muore a Lano il   15/12/1862

  1. Morgana Giovanni

  Nato a Capraia il 28/12/1837 da Morgana Giovanni e da Chiama Maria Domenica. Il 8/2/1866 sposa a Loreto   di Casinca Cassoli Therese. Muore a Loreto di Casinca il 23/3/1866.

  1. Morgana Giovanni

  Nato a Capraia circa 1825 da Morgana Giovan Battista e da Solari Maria Giuseppa. Muore a Loreto di   Casinca il 18/4/1837

  1. Morgana Giovanni Antonio

  Nato a Multifao il 18/2/1840 da Morgana Giuseppe e da Bargone Francesca. Sposato con Tomei Antonia. Si   trasferisce a Capraia dove per molti anni è segretario comunale. Muore a Capraia il 30/3/1907.

  1. Morgana Giovanni Battista

  Nato a Capraia. Sposato con Solari Maria Giuseppa   Nel 1837 a Loreto di Casinca muoiono i figli Antonio di   mesi 3 e Giovanni nato a Capraia di anni 12.Nel 1854, risiede a Bastia con la moglie Solari Maria Giuseppina   ed ivi lavora come mercante ambulante. Nello stesso anno rifiuta con la moglie il consenso al matrimonio del   figlio Morgana Giuseppe Ambrogio. Nel 1866 risiede a Lano, rivenditore, e nella sua casa muore il fratello   Chiama Giovanni

  1. Morgana Giuseppe

  Nato a Capraia il 15/1/1815 da Morgana Giovanni q. Gio Batta e da Rinesi Maria Giuseppa di Giovanni. Sposato   con Bargone Francesca. Mercante, abitante a Moltifao con la moglie, il 18/2/1840 gli nasce il figlio Morgana   Giovanni Antonio.

  1. Morgana Giuseppe Ambrogio

  Nato a Capraia il 6/12/1827 da Morgana Giovan Battista e da Solari Maria Giuseppina. Il 27/12/1854 sposa   a Bastia Bargone Dorotea Teresa Caterina nata a Tolone il 22/10/1834 da Bargone Maria Giuseppe e da   Bastelica Maria Domenica. I genitori dello sposo, residenti a Bastia non danno il consenso al matrimonio. Gli   sposi hanno un figlio Bargone Giovanni nato a Bastia il 22/9/1852. Sono testimoni Dussol Benedetto, brigadiere   di dogana a riposo e Solari Giacomo commerciante. Morgana Giuseppe Ambrogio e il padre sono entrambi   mercanti ambulanti.

  1. Morgana Maria.

  Nata a Capraia il 23/5/1805 da Morgana Giovanni e da Rinesi Maria Giuseppa di Giovanni. Sposata con Cuneo   Michele. Muore, rivenditrice, a Penta di Casinca il 15/11/1843.

  1. Morgana Maria Caterina

  Nata a Capraia il 27/6/1794 da Morgana Domenico e da —. Il 17/4/1843 sposa a Belgodere Francesco Maria   Lamberti. Muore a Belgodere il 19/7/1846.

  1. Morgana Maria Orsola

  Nata a Capraia il 22/1/1773 da Morgana Gio Batta q. Domenico e da De Filippi Giulia di Filippo. Il 16/10/1786   sposa a Capraia Bernardini Paolo. Il 6/3/1819 è presente a Bastia dove abita con il marito, alle nozze della   figlia Bernardini Maria Maddalena.

  1. Oliveti Giovanni

  Nato a Capraia il 21/4/1792 da Oliveti Giuseppe e Solari Vittoria. Sposa a Bastia il 3/7/1817 Urbani Marie   Antoinette. Macellaio, muore a Bastia, rue Canto dell’Olivo, il 13/2/1843.

  1. Olivieri Antonio

  Nato a Capraia nel 1767 o 1764? figlio di Olivieri Antonio, padrone marittimo, e di Negroso Caterina. Il   20/12/1809, uomo di mare, dichiara al Comune di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in quella città   dove vive con la moglie e 5 figli, il più anziano dei quali si chiama Stefano e ha 12 anni. Sposa in prime nozze   la capraiese Solari Maria Vittoria deceduta a Bastia il 13/4/1813. Il 17/2/1814 commerciante domiciliato a   Bastia dal 1812, sposa in seconde nozze Solari Giovanna, nata a Capraia il 2/5/1782 da Solari Luca e Mara   Futtia? abitante come serva presso il Signor Curiani. Il 29/5 e il 12/6/1816 rinnova la sua dichiarazione di voler   stabilire il suo domicilio politico in Bastia. Il 5/5/1817 scrive al Ministero di Giustizia per ottenere la   naturalizzazione per sé e per il figlio Stefano. Ottiene il permesso di domicilio il 10/12/1817. Marinaio di   professione. Il 30/12/1814, è testimone a Bastia della morte di Santone Chiara Maria. Il 12/7/1815 nasce a   Bastia la figlia Maria. Il padre presente non sa scrivere e firmare. Secondo il Censimento del 1818 risiede a   Bastia (Terra Vecchia), è sposato con Solari Giovanna di anni 30, ha due figli rispettivamente di anni 10 e di   mesi 6, e due figlie rispettivamente di anni 15 e 3. Muore a Bastia il 8/5/1823.[19]

  1. Olivieri Antonio Domenico

  Nato a Capraia il 11/5/1741 da Oliveri Gio di Gio Francesco e da Sesino Maria Giuseppa q. Angelo. Muore   all’ospizio civile di Bastia il 13/8/1808.

  1. Olivieri Antonio Giuseppe

  Nato a Capraia l’8/4/1774 da Olivieri Michele e da Chiama Maria. Sposato con Bargone Maddalena. Il 7/5/1799   nasce a Capraia la figlia Olivieri Maria. Il 4/11/1809 dichiara al Comune di Bastia di voler stabilire per sé e la   sua famiglia il domicilio politico in quella città. Il 23/8/1814 è testimone delle nozze tra Cuneo Simone e Subrero   Maddalena, ha 40 anni, è marinaio abitante a Bastia. Il 26/9/1815 nasce a Bastia il figlio Olivieri Antonio   Giovanni, e alla dichiarazione sono presenti i capraiesi Olivieri Francesco e Colombani Giovanni Tomaso.  Il   1/12/1815 viene iscritto nei ruoli della marina commerciale francese come marinaio a 24 Franchi/mese. Il   18/5/1816 rinnova la sua dichiarazione al comune di Bastia Il 13/8/1816 scrive al Ministero di Giustizia per   chiedere la naturalizzazione. Il 20/11/1816 ottiene il permesso di domicilio in Francia. Il 30/1/1818 a Bastia,   padrone marittimo di 49 anni, è testimone della morte di Cuneo Domenico. Il 10/8/1822 è presente alle nozze   a Bastia della figlia Olivieri Maria. Muore a Bastia, rue Saint Erasme, il 13/2/1846, testimone Olivieri Francesco,   mercante di vestiti di anni 40, dimorante e abitante a Bastia.[20]

  1. Olivieri Caterina

  Nata a Capraia il 1/2/1808 da Olivieri Antonio Giuseppe e Bargone Maddalena. Il 12/1/1830, domiciliata a   Bastia e naturalizzata francese, il padre assente e la madre presente entrambi naturalizzati francesi, sposa   Sussone Giovanni Leonardo nativo di Capraia.

  1. Olivieri Domenico

  Nato a Capraia il 23/12/1788 da Olivieri Antonio e Olivieri Maria Costanza. Il 15/11/1823, commerciante, sposa   a Bastia la capraiese Grimaldi Maria, testimoni Cuneo Giacomo marinaio di anni 40, Cuneo Gaspare   commerciante di anni 40.

  1. Olivieri Elisabetta

  Nata a Capraia nel 1797 da Olivieri Michele. Domestica, abitante(demeurant) nubile a Bastia, muore a   Montpellier, dove era impiegata alla Maison Centrale, il 11/7/1829.

  1. Olivieri Francesco

  Nato a Capraia il 10/2/1761 da Olivieri Gerolamo di Giovanni Francesco e Agostini Maria di Agostino. Il   21/7/1785 sposa a Bastia nella chiesa di San Giovanni Battista in Terra Vecchia la bastiese Rossi Maria di anni   18. L’8/10/1799 viene iscritto nei ruoli di mastro al piccolo cabotaggio di Bastia e passa l’esame il 5/7/1802.Il   5/3/1817 dichiara al Comune di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico e quello dei suoi otto figli,   dichiarazione che ripete il 22 e il 31/3/1817. Presenta domanda di naturalizzazione il 28/3/1817. Il 23/71823 gli   viene accordata la naturalizzazione mentre è capitano comandante il battello di posta l’Assumption. Paga a   Bastia le tasse sul reddito. Capitano mercantile domiciliato a Bastia, muore vedovo a Tolone dove si trova di   passaggio, il 29/9/1831, per dichiarazione fatta dal genero Thay Vincent medico di anni 47.[21]

  1. Olivieri Giovanni Battista

  Nato a Capraia il 29/5/1763 da Olivieri Antonio Domenico e Solari Paola. Il 26/3/1834, marinaio addetto al   servizio di dogana a Bastia dove è domiciliato, vedovo di Stagni Caterina morta il 26/3/1827, sposa Solari Maria   Giuseppina nata a Capraia. Muore a Bastia, rue Giuliette, il 16/12/1841.

  1. Olivieri Lorenzo

  Nato a Capraia nel 1787. Il 15/1/1809, merciaio, è testimone a Bastia della morte di Romaroni Maria   Giuseppina.

  1. Olivieri Maria

  Nata a Capraia il 7/5/1799 da Olivieri Antonio Giuseppe e Bargone Maddalena. Il 10/8/1822 sposa a Bastia   il capraiese Agostini Giuseppe, presenti i genitori naturalizzati francesi. Testimone Cuneo Gasparo   commerciante di anni 38 e parente della sposa. Morto il primo marito il 3/10/1822, il 4/3/1824 sposa a Bastia   Cambiaggio Philippe, marinaio nativo di Bastia.

  1. Olivieri Maria Agostina

  Moglie di Chiama Giuseppe.

  1. Olivieri Maria Agostina

  Nata a Capraia il 25/1/1773 da Olivieri Michele q. Stefano e da Tomei Maria Caterina q. Andrea. Il 9/1/1796   sposa a Capraia Solari Giuseppe q. Giustiniano. Secondo il censimento del 1818 vive a l’Ile Rousse con il   marito, due figli di 16 e 9 anni, quattro figlie di 17, 15, 9, 6 anni. Il 30/4/1831 è presente alle nozze della figlia   maggiore Solari Caterina con Orsoni Dominique a l’Ile Rousse. Secondo il censimento del 1846 vive a l’Ile   Rousse, ha 62 anni, con il marito e una figlia Solari Agostina di anni 33.

  1. Olivieri Maria Antonietta

  Nata a Capraia nel 1741 da Olivieri Simone? e Cuneo Maria. Sposata con Solari Giovanni Ognisanti. Muore a   Bastia il 8/10/1826, testimone Danove Domenico marinaio di anni 22 abitante a Saint Charles.

  1. Olivieri Maria Giuseppa

  Nata a Capraia nel 1771? da Olivieri Antonio Domenico e — Paola. Sposata prima del 1834 con Desanti   Sebastiano. Il 4/4/1835, rivenditrice di 64 anni, sposa ad Aiaccio, dove risiede, il corso Solari Pietro Antonio.

  1. Olivieri Maria Domenica

  Nata a Capraia il 15/3/1801 da Olivieri Antonio q. Stefano e Solari Maria Geronima. Il 30/6/1827, abitante a   Bastia e naturalizzata francese, sposa il capraiese Giovannetti Andrea, I genitori sono defunti. Muore a Bastia   il 15/2/1843.

  1. Olivieri Michele

  Nato a Capraia il 14/10/1804 da Olivieri Antonio Giuseppe q. Michele e Bargone Maria Maddalena di Gio   Leonardo. Il 3/10/1831, marinaio, sposa a Bastia dove è domiciliato, Agostini Assomption di Bastia. Il padre è   presente al matrimonio; sono testimoni Olivieri Francesco, mastro sarto di anni 26 cugino in 3°grado dello   sposo, Cuneo Andrea commerciante di anni 26 parente dello sposo, Danove Domenico marinaio di anni 25   parente dello sposo, tutti dimoranti e domiciliati a Bastia. Muore A Marsiglia il 17/11/1874.

  1. Olivieri Padovano

  Nato a Capraia nel 1759? da Olivieri Giuseppe e Sarzana Bianca Maria. Risiede a Bastia dal 1779. Il 20/1/1784   sposa a Bastia, nella chiesa di San Giovanni Battista in Terra Vecchia, Stagno Angela Maria di Bastia che   muore il 8/6/1801 (19 pratile anno XI). Secondo la dichiarazione di un certo Luigi Cecconi, possedeva con la   moglie una bottega di commestibili al Mercato Nuovo e più tardi fu iscritto nei ruoli come pizzicagnolo, attività   per la quale pagava regolarmente le tasse, finchè mantenne detta attività. L’8/10/1799 ottiene a Bastia il   brevetto di Mastro di piccolo cabotaggio e si imbarca come marinaio su bastimenti francesi fino al 1807. Dal   1807 al 1816 continua a navigare sui bastimenti francesi come Padrone. Dopo aver subito un esame il brevetto   gli viene confermato il 23/11/1800. Il 12/10/1803 (19 vendemmiaio anno XII), padrone di bastimento e dimorante   al Guadello (Bastia) sposa in seconde nozze la vedova Reboul Maria Teresa di Bastia, testimone Rinesi Antonio   commerciante di anni 30. Il 10/12/1817 gli viene accordato il domicilio in Francia. Il 22/3/1817 dichiara al comune   di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in quella città. Rinnova la dichiarazione il 29/3 e il 31/3/1817.   Muore a Bastia il 14/4/1820.[22]

  1. Olivieri Stefano

  Nato a Capraia il 19/1/1798 da Oliveri Antonio q. Stefano e Solari Maria Geronima di Lucca. Il 20/12/1809,   insieme al padre dichiara alla Marie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in quella città, dichiarazione   che rinnova il 29/5/1816. Nel mese di luglio del 1816 scrive con il padre al Ministero di Giustizia per ottenere la   naturalizzazione, necessaria per poter continuare a navigare sui bastimenti francesi. Il 9/4/1817 ottiene la   naturalizzazione. Il 10/10/1829, marinaio domiciliato a Bastia, sposa Deneri Marie di Bastia, testimoni Cuneo   Andrea commerciante di anni 25, Cuneo Giacomo marinaio di anni 44, dimoranti e domiciliati a Bastia. Il   26/6/1831 nasce a Bastia la figlia Assomption che muore Il 3/10/1832 a Bastia, rue de Zephirs. Muore a Bastia   il 26/10/1832.[23]

  1. Paoletti Maria Caterina

  Nata a Capraia il 24/9/1801 da Paoletti Bartolomeo q. Angelo e Olivieri Caterina. Il 15/1/1827 sposa a Capraia   Bargone Agostino marinaio. Nel 1832 abita con il marito a Bastia in rue Saint Charles.

  1. Paoli Chiara Maria

  Nata a Capraia 19/5/1781 da Paoli Stefano e Tardi Francesca Maria. Il 16/7/1828 sposa a Bastia il capraiese   Sussone Pietro Giovanni.

  1. Paoli Francesco

  Nato a Capraia il 3/7/1756 da Paoli Gian Domenico. Sposato con Solari Maria di Capraia. Marinaio messo fuori   servizio dai ruoli di Capraia il 21/5/1803, si trasferice a Bastia. Il 29/6/1816 dichiara alla Marie di Bastia di voler   stabilire il suo domicilio politico in quella città, dichiarazione che ripete il 16/7/1816. Nell’agosto del 1816 scrive   al Ministero di Giustizia per chieder la naturalizzazione dichiarando di risiedere a Bastia da 15 anni. Il   25/12/1816 gli viene concesso di stabilire il proprio domicilio in Francia Il 18/2/1818 muore a Bastia la moglie di   anni 60. Il 8/1/1836 muore all’ospizio di Bastia dove è stato ricoverato il 23/10/1835.[24]

  1. Paoli Giovanni

  Nato a Capraia il 17/10/1754 da Paoli Stefano e Solari Chiara Maria. Sposato con Tardi Maria Francesca.   Marinaio, messo fuori servizio dai ruoli di Capraia il 29/71803. Il 10/10/1811, marinaio dimorante a Bastia,   testimonia la morte di Suzzone Nicola.

  1. Paoli Marcantonio

  Nato a Capraia circa 1751 da Paoli Francesco. Muore il 13/7/1776 a Monticello ed è sepolto nel cimitero di S.   Quirico.

  1. Paoli Paolina Maria

  Nata a Capraia il 15/6/1792 da Paoli Giovanni e Tardi Maria Francesca. Il 15/6/1837, dimorante a Bastia,   sposa Bernardini Agostino, i genitori sono defunti.

  1. Princivalle Agostino

  Nato a Capraia il 26/4/1805 da Princivalle Nicola e Sabatini Francesca di Giuseppe. Il 29/9/1831, di   professione mercivendolo, sposa a Speloncato Salducci Maria Domenica.

  1. Princivalle Angela Maria

  Nata a Capraia da Princivalle Gio Leonardo. Il 28/12/1803 sposa a Capraia Gavrin (a Capraia Gheren) Jean   Pierre, comandante della piazza dell’Isola di Capraia. Il 9/11/1804 nasce a Capraia il figlio Pietro Giovanni   Napoleone. Il 10/1/1812 muore a Bastia il figlio Gavrin Jean Pierre di anni 7, il padre defunto. Testimonianza di   Subrero Giuseppe di anni 60.

  1. Princivalle Francesco

  Nato a Capraia il -/9/1813 da Princivalle Nicola e Sabatini Maria Giuseppa. Il 19/5/1838 sposa a Speloncato,   presenti i genitori ivi domiciliati, Filippi Maria Francesca. Secondo il Censimento del 1846 di Speloncato risulta di   professione giornaliero, sposato con Filippi Marie Francoise di anni 32 di avere una figlia Pasqualine di anni 6   ed un figlio Antoine di anni 4.  Muore, mulattiere, nella sua casa di Speloncato, rue dite Calanche il 30/12/1858.

  1. Princivalle Giacinto

  Nato a Capraia il 12/8/1776 (1772) da Princivalle Giuseppe e Cassinelli Maria Giuseppa. Secondo il Censimento   1818 di Calvi risulta essere marinaio sposato con Rossi Maria Angela e di avere 3 figli maschi di anni 15   (Princivalle Giuseppe nato a Calvi il 2/2/1803), uno di anni 12, di anni 5 (Princivalle Antonio nato a Calvi il   15/5/1813) e una figlia di anni 1 (Princivalle Maria Geronima nata a Calvi il 8/10/1817), e una sorella di anni 26.   Il 10/4/1824, marinaio, vedovo di Rossi Maria Angela di Calvi, sposa a Calvi Santucci Maria Giovanna.

  1. Princivalle Giacomo Filippo

  Nato a Capraia il 28/2/1778 da Princivalle Giacinto e da Sabadini Maria Antonia q. Giuseppe. Il 5/10/1806 sposa   a Capraia Chiama Barbara di Antonio. Iscritto nei ruoli di Capraia nel 1808 è marinaio, nel 1809 comanda la   gondola San Leonardo e nel 1813 comanda la gondola Sant’Antonio. Il 30/6/1810, padrone marittimo, testimonia la morte di De Franceschi Giuseppe a Bastia.

  1. Princivalle Giovanni Leonardo

  Nato a Capraia il 26/10/1790 da Princivalle Giuseppe Maria e Bargone Angela Maria. Il 5/2/1826, marinaio   in Bastia, sposa, presente il padre e la madre defunta, Lamberti Maddalena nativa di Capraia, testimoni Raffo   Giuseppe Maria marinaio di anni 22 cugino in terzo grado dello sposo, Trama Costanzo marinaio di 29 anni,   entrambi dimoranti e domiciliati in Bastia.

  1. Princivalle Giovanni Leonardo

  Nato a Capraia circa 1818 da Princivalle Leonardo e Sabatini Maria Giuseppa. Muore celibe a Speloncato il   19/3/1895.

  1. Princivalle Giovanni Matteo

  Nato a Capraia. Sposato con Giovanna Suzzoni. Il 29/1/1835 nasce a Bastia il figlio Ange Marie, testimoni   Agostini Giuseppe e Morgana Giuseppe.

  1. Princivalle Giuseppe

  Nato a Capraia il 5/2/1771 da Princivalle Giuseppe di Gio Leonardo e Solari Maddalena q. Giuseppe. Il   28/12/1796 sposa a Capraia Sussone Maria Domenica di Antonio. Intorno al 1807, marinaio si stabilisce con   la famiglia nel comune di Sant’Antonino (Balagna) e poi nel 1815 si trasferisce nel comune di Santa Reparata   di Balagna. Il 23/7/1816 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione. Ottiene il permesso di   domicilio in Francia il 2/1//1817. Secondo il censimento del 1818 risiede a Bastia (Terra Vecchia) ha 40 anni, è   sposato con Sussone Maria Domenica di anni 34, ha 3 figli rispettivamente di anni 16 (marinaio), 8 (studente)   e 3, due figlie rispettivamente di anni 13 e 9.[25]

  1. Princivalle Giuseppe

  Nato a Capraia nel 1773 da Princivalle Giuseppe e Solari Maria. Sposato con Solari Maria Domenica.   Marinaio, muore a Bastia, rue Saint Charles, dove dimora, il 15/10/1838, testimone Sabbatini Giuseppe,   calzolaio di anni 30.

  1. Princivalle Giuseppe

  Nato a Capraia il 20/9/1798 da Princivalle Giuseppe e Sussone Maria Domenica. Il 10/3/1830, marinaio   domiciliato a Bastia e naturalizzato francese, sposa, la madre presente, la bastiese Giudici Marie Elise Victoire,   testimone Danove Domenico, marinaio di anni 25 dimorante e domiciliato a Bastia, cognato dello sposo. Il   26/8/1830 nasce a Bastia il figlio Giuseppe.

  1. Princivalle Giuseppe Maria

  Nasce a Capraia nel 1773? Sposato con Nicolaj Jeanne. Marinaio abita a Bastia rue du Pontetto. Muore il   8/8/1833 a Bastia, testimone Raffi Antonio, marinaio capraiese dimorante a Bastia di anni 30.

  1. Princivalle Giuseppe Maria

  Nato a Capraia nel 1769 da Princivalle Salvatore e da Sabadini Caterina. Marinaio. Risiede a Bastia dal 1805   ed è mercante. Il 6/7/1811 rimane vedovo a Bastia di Bargone Angela Maria. Il 6/10/1811 sposa a Bastia   Sussone Giovanna nata a Capraia il 21/4/1783 da Sussone Stefano, padrone marittimo che vive a Bastia da   10 anni, e da Chiama Maria Geronima. Sono testimoni Cuneo Giuseppe Maria proprietario nato a Capraia di   anni 27 dimorante a Bastia, Bargone Antonio Domenico di anni 42 nato a Capraia dimorante a Bastia   marinaio. Il 20/4/1816 nasce il figlio Princivalle Francois, il padre assente, sono testimomi Suzzone Stefano,   marinaio di anni 58 dimorante a Bastia, e Solari Francesco Maria, marinaio di anni 56, e Tardi Gio Domenico,   marinaio di anni 54, tutti dimoranti a Bastia. Il 13/10/1819 muore il figlio Jean Leonard di giorni 3. Il 12/7/1821   muore il figlio Princivalle Etienne di giorni 19, testimone Tardi Domenico marinaio. Il figlio Francois, marinaio,   muore a Bastia il 19/8/1850.

  1. Princivalle Leonardo

  Nato a Capraia nel 1796? da Princivalle Giuseppe Maria e Bargone Angela Maria. Sposato con Sabbatini   Maddalena. Il 16/7/1837, marinaio, muore a Bastia dove dimora in rue du Viex Marché.

  1. Princivalle Maddalena

  Nata a Capraia nel 1745. Vedova Princivalle, muore a Bastia il 13/11/1811. Testimoni Gregory Giovanni,   marinaio di 62 anni, e Sarzana Giuseppe, marinaio di anni 66, entrambi nativi di Capraia e dimoranti a Bastia.

  1. Princivalle (Maria) Maddalena

  Nata a Capraia il 13/6/1815 da Princivalle Nicola e Sabatini Maria Giuseppa q. Giuseppe. Il 22/7/1830 sposa   a Speloncato il corso Abraini Gioan Marie. Il 28/4/1834 residente a Speloncato sposa in seconde nozze Filippi   Giacomo di Speloncato. Muore, vedova, a Speloncato il 19/1/1892.

  1. Princivalle Maria

  Nata a Capraia il 1/3/1802 da Princivalle Michele e Cuneo Maria Domenica. Il 24/1/1824 sposa a Bastia, il   padre defunto e la madre presente, Terascone Jerome marinaio di Bastia. Il 30/11/1829 muore a Bastia, au   Pontetto, il figlio Terascone Jean.

  1. Princivalle Maria Antonia

  Nata a Capraia nel 1788 da Princivalle Giuseppe e — Maria Giuseppa. Il 1/12/1821 muore nubile a Calvi dove   vive con il fratello Princivalle Giacinto.

  1. Princivalle Maria Caterina

  Nata a Capraia. Sposata con Tardi Michele. Il 14/3/1826 muore a Bastia vedova, testimoni Princivalle   Giuseppe Maria, marinaio cugino germano, e Bargone Giuseppe Maria, commerciante di anni 38 e dimorante   in Bastia a Saint Charles.

  1. Princivalle Maria Francesca

  Nata a Capraia il 23/5/1806 da Princivalle Giuseppe e Sussone Maria Domenica. Il 29/8/1831 sposa a Bastia,   presenti i genitori, Tomei Giuseppe nativo di Capraia.

  1. Princivalle Maria Giovanna

  Nata a Capraia nel 1819 da Princivalle Nicola e Sabatini Maria Giuseppa. Il 9/5/1842 sposa a Speloncato   Del Grosso Paolo, presenti i genitori.

  1. Princivalle Maria Maddalena

  Nata a Capraia il 24/2/1803 da Princivalle Giuseppe e Sussone Maria Domenica. Il 9/10/1826, naturalizzata   francese, sposa a Bastia Danove Domenico, presente la madre. Muore a Bastia, rue Funtuine, il 15/2/1848.

  1. Princivalle Nicola (Nicolò)

  Nato a Capraia. Il 28/8/1809 sposa a Capraia Sabatini Maria Giuseppa. A Capraia nascono i figli Francesco   (-/9/1813), Maddalena (13/6/1815), Maria Giovanna (1819). Nel 1834, mercante, risiede a Speloncato dove   assiste al matrimonio della figlia Princivalle Maddalena. Nel 1838 risiede a Speloncato dove assiste al   matrimonio del figlio Princivalle Francesco. Nel 1842 sempre a Speloncato, negoziante ivi domiciliato, assiste   alle nozze della figlia Princivalle Maria Giovanna.

  1. Princivalle Padovano

  Nato a Capraia circa 1735. Nel Censimento di Bastia del 1769 risulta essere sposato con — Maria Benedetta   e di avere tre figli, Giuseppe nato nel 1763, Francesco nel 1766, e Maria Maddalena nel 1768. Padrone di un   postale.

  1. Princivalle Salvatore

  Nato a Capraia il 15/11/1800 da Princivalle Giuseppe Maria e Bargone Angela Maria. Il 24/2/1830, marinaio   domiciliato a Bastia, sposa la capraiese Lai Maria Elisabetta, il padre presente e la madre deceduta, testimoni   Agostini Giuseppe marinaio di anni 25, Tomei Giuseppe marinaio di anni 25, dimoranti e domiciliati a Bastia.   Il 2/5/1834 dichiara alla Marie di Bastia di volere stabilirsi definitivamente in quella città. Il 11/6/1836 scrive   al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione dichiarando che suo padre lo ha portato a Bastia   appena nato, di aver sempre vissuto a Bastia esercitando il mestiere di marinaio sui bastimenti commerciali   francesi e per 4 anni sui bastimenti dello stato. Il 6/8/1836 il prefetto marittimo di Tolone certifica            che   Salvatore ha navigato per molti anni sui bastimenti commerciali godendo di una buona reputazione e poi per   30 mesi sui vascelli di stato come marinaio di 3° classe. Il 28/11/1836 gli viene concessa la naturalizzazione   previo il pagamento della tassa di spedizione della lettera di naturalizzazione. Il 3/1/1837 la Marie di Bastia   attesta che Salvatore, padre di due figli in tenera età è indigente. Il 12/1/1837 chiede che           gli venga accordato           uno sconto sulla tassa essendo indigente e non possedendo alcun immobile. Gli viene accordato uno sconto di      7/8 della tassa e così il 4/4/1837 paga al Tesoro 15 franchi e 25 centesimi.[26]Muore il 18/101846, vedovo di Lai      Maria Elisabetta, all’ospizio di Bastia.

  1. Princivalle Salvatore

  Nato a Capraia circa 1813. Sposato con Raffi Maria Elisabetta. Marinaio. Il 15/4/1831 nasce il figlio Joseph   Marie che muore il 19/4/1831 muore a Bastia, rue Saint Charles. Il 6/4/1837 nasce a Bastia la figlia Angeline   Marie che muore il 5/7/1838 a Bastia, in rue du Pontetto. Il 14/3/1844 muore a Bastia, rue du Pontetto, la figlia   Angeline Marie di giorni 5.

  1. Princivalle Stefano

  Nato a Capraia il 22/10/1780. Figlio di Princivalle Giovan Battista e di Tomei Maria Francesca. Nel 1808 il padre   è defunto e la madre vive a Capraia. L’8/6/1808, padrone marittimo abitante a Bastia, sposa a Bastia Tissot   Louise Jeanne di 17 anni nata a Bastia. Sono testimoni dello sposo Subrero Giuseppe, di 52 anni nativo di   Capraia e residente a Bastia, e Sarzana Padovano, di anni 44 nativo di Capraia e residente al presente a   Bastia. Il 24/2/1811, commerciante, gli muore a Bastia la figlia Marie Antoine di cinque giorni e nello stesso   giorno la figlia Maria di mesi 17.

  1. Raffi Antonio

  Nato a Capraia il 29/3/1804 da Raffi Domenico e Giovannetti Elisabetta. Il 25/8/1831, marinaio, sposa a Bastia   Sisco Anne, donna di casa nata a Bastia; la madre dello sposo è presente. Muore a Bastia rue du Vieux Marches   il 27/1/1834, vedovo.

  1. Raffi Giovanni Battista

  Nato a Capraia nel 1760? da Raffi Antonio e Raffi Maria Felice. Il 4/12/1812, padrone marittimo, dichiara a   Bastia la morte di Colombani Dominique. Il 16/7/1822 come comandante del postale francese L’Assomption   stila il certificato di morte di Tardi Michele. Sposato con Gentili Maria Antonietta. Il 9/8/1823 muore a Bastia,   la madre vivente.

  1. Raffi Maria Caterina

  Nata a Capraia. Sposata con Dominici Pierre, calafato di Sisco. Il 13/7/1815 muore a Bastia dove abita, il figlio   Dominici Jean di anni 8 nato a Bastia. Testimone il capraiese Artisi Giuseppe, marinaio di anni 22.

  1. Raffi Maria Elisabetta

  Nata a Capraia nel 1806 (1810) da Raffi Domenico e Giovannetti Maria Elisabetta. Sposata con Princivalle   Salvatore. Muore a Bastia, rue Saint Charles, il 19/3/1844, madre e sposo viventi.

  1. Raffi Maria Felicita

  Nata a Capraia circa 1800 da Raffi Giovan Battista e da Gentili Maria Antonietta. Sposa a Bastia Gottuso   Giovanni costruttore di bastimenti

  1. Ramarone Antonio Natale

  Nato a Capraia il 1/3/1763 da Ramarone Gregorio q. Antonio e da Tomei Maria Francesca q. Stefano. Sposato   con Cuneo Maria. Il 15/1/1809 muore a Bastia la figlia Ramaroni Maria Giuseppina di anni 4 nata a Capraia.

  1. Ramarone Bartolomeo

Ramarone

Nato a Capraia 12/2/1761. Sposato con Chiama Maria Agostina. Mastro al piccolo cabotaggio, ha servito nella   marina francese per quasi 27 anni. Il 1/1/1844 è messo in pensione dalla marina francese (31.5 franchi/mese).   Il 10/2/1846 per decreto reale è autorizzato a risiedere a Capraia. Muore a Capraia il 14/5/1848 e una lapide in   suo ricordo viene murata nella chiesa di S. Antonio,

  1. Ramarone Bartolomeo

  Nato a Capraia il 31/1/1773 da Ramarone Gregorio q. Gregorio e Sesini Maria Francesca q. Bartolomeo. Il   30/8/1791 sposa a Capraia Cuneo Maria Caterina di Giuseppe. Iscritto nel ruolo marittimo di Capraia, tra il   1808 e il 1813, comanda il leudo l’Annonciation. Il 22/8/1813, padrone marittimo e commerciante, dichiara alla   Mairie di Bastia di voler fissare il suo domicilio politico a Bastia, dichiarazione che rinnova il 29/12/1815. Il   30/12/1812 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione. A seguito di richiesta di informazioni   il prefetto della Corsica dichiara che Ramaroni Bartolomeo e uomo probo e onesto e che commercia in grano.   Il 25/4/1816 viene concesso il domicilio in Francia. Il 12/2/1820 è testimone a Bastia alle nozze di Rinesi   Benedetto con Solari Margherita. [27]

  1. Ramarone Giovanna Caterina

  Nata a Capraia il 3/4/1762 da Ramarone Gregorio e Sesini Francesca Maria. Il 13/8/1782 sposa a Capraia   Cuneo Giuliano. Il 23/8/1814 è presente a Bastia alle nozze del figlio Cuneo Simone.

  1. Ramarone Girolamo

  Nato a Capraia il 10/10/1782 da Ramarone Gregorio e Sesini Francesca Maria q. Bartolomeo. Il 6/4/1809 sposa   a Capraia Solari Maria Caterina. Il 9/5/1815, commerciante, dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il   suo domicilio politico in quella città, dichiarazione che rinnova il 29/12/1815. Il 29/12/1815 scrive al Ministero di   Giustizia per chiedere la naturalizzazione. Il 23/4/1816 gli viene concesso il domicilio in Francia. Il 27/8/1818,   commerciante abitante e domiciliato a Bastia, è testimonio alle nozze di Tomei Maria.[28]Il 1/9/1820 muore a   Bastia il figlio Romaroni Francesco, testimone Solari Giuseppe commerciante di Capraia.

  1. Ramarone Giuseppe

  Nato a Capraia il 2/5/1758 da Ramarone Gregorio q. Gregorio e da Sesini Francesca Maria di Bartolomeo. Il   1/10/1776 entra nella marina francese sul bastimento della posta reale Monteynard come secondo e poi sulla   feluca La Légère fino al 30/9/1782. Dal 1/10/1782 diventa tesoriere (computiste) dell’ospizio dei fanciulli   abbandonati e orfani di Bastia. L’1/11/1789 sposa a Bastia Ruelle Marguerite. Il 1/11/1791 viene nominato   direttore dell’ospizio dei fanciulli abbandonati e orfani di Bastia. Tra il 1792 e il 1793, entrato a far parte   dell’armata di terra in Corsica partecipa a diverse spedizioni contro gli insorti e alla difesa di Bastia contro gli   Inglesi, sempre in prima linea nei combattimenti. Nel 1793 passa sul continente dove partecipa alle campagne   nelle Alpi Marittime e a Garessio e Ormea.  Il 29/5/1794 viene nominato segretario generale della commissione   del governo per i paesi conquistati in Piemonte e della stessa commissione ne diviene membro il 8/2/1796. Tra   il 1795 e il 1796, aggregato all’Armata d’Italia comandata da Napoleone, partecipa ai fatti di Rovereto, Trento,   Lavis, Neumark, Bolzano e all’assedio di Verona contro gli Austriaci. Il 26/10/1797 prende servizio nella   Repubblica Cisalpina come capo ufficio al Ministero della Guerra. Tra il 1798 e il 1799 partecipa ai fatti di   Carmagnola, Cuneo e Mondovi. Il 13/4/1799 viene nominato capo battaglione. Nel 1800 partecipa alle   operazioni della destra dell’Armata d’Italia e alla difesa di Genova assediata da Austriaci e Inglesi: si distingue   il 30 aprile (10 floreale anno VIII) nell’attacco generale contro gli Austriaci in Albaro, dove dopo un   combattimento accanito, avendo riunito le truppe che erano rimaste indietro, le conduce in prima linea; il nemico   viene sconfitto con una perdita di settemila uomini. L’undici maggio (21 floreale anno VIII9 si distingue al   passaggio del ponte dello Sturla e alla presa del monte Ratti. Tra il 1807 e il 1808 partecipa alla spedizione   contro lo Stato Pontificio e Roma.  Il 26/8/1806, col grado di colonello, viene nominato sotto ispettore   all’intendenza di 3° classe e successivamente sottoispettore di 2° classe. Il 16 marzo 1809 è nominato colonello   comandante del reggimento dei veterani e degli invalidi. Si ritira dal servizio attivo il 5/8/1814 e gli viene   assegnata una pensione annua di 1200 franchi e stabilisce la sua residenza a Bastia. Il 18/11/ 1819 gli viene   accordata la naturalizzazione. Muore a Bastia l’11/4/1821. Per un decreto reale del 1823 alla moglie vedova   viene assegnata una pensione annua di 600 franchi.[29]

  1. Ramarone Gregorio

  Nato a Capraia il 5/3/1775 da Romarone Gregorio q. Gregorio e da Sesino Francesca Maria q. Bartolomeo. Il   23/11/1806 sposa a Capraia Paoletti Angela di Bartolomeo. Il 12/4/1810, mercante, è testimone a Bastia della   morte di Cuneo Paola.

  1. Ramarone Maria Giuseppina

  Nata a Capraia nel 1805 figlia di Ramarone Antonio Natale e Cuneo Maria. Il 15/1/1809 muore a Bastia dove   dimora. Il padre è marinaio. Sono testimoni Sobrero Giuseppe, mercante di anni 57, e Olivieri Lorenzo,   merciaio, di anni 22, entrambi nativi di Capraia.

  1. Ramarone Maria Giuseppina

  Nata nel 1807? da Ramaroni Giuseppe e da … Agostina. Sposata con Morgana Giovanni Battista. Il 8/7/1891   muore a Lama all’età di anni 84,

  1. Ramarone (Antonio) Natale

  Nato a Capraia il 1/3/1763 da Ramarone Gregorio q. Antonio Natale e da Tomei Maria Francesca q. Stefano.   Marinaio, muore all’Ospizio Civile di Bastia il 19/11/1812.

  1. Rinesi Antonio

  Nato a Capraia. Sposato con Bernardini Angela Maria. Commerciante, il 20/9/1826 muore a Bastia il figlio   Rinesi Joseph di anni 13, dichiarazione fatta dalla zia Bernardini Benedetta, che non sa scrivere.

  1. Rinesi Antonio Maria

  Nato a Capraia il 7/1/1803 da Rinesi Francesco e Sussoni Benedetta. Il 11/2/1824, commerciante, sposa a   Bastia, il padre defunto e la madre presente e consenziente, Agostini Chiara nativa di Capraia. Sono testimoni   Cuneo Gaspare commerciante di anni 38, Cuneo Giacomo marinaio di anni 40 e Giovannetti Pasquale   padrone marittimo di anni 52, tutti dimoranti a Bastia. Il 25/6/1825 muore il figlio Antoine Francois di anni 1. Il   14/11/1830 muore a Bastia, rue du Vieux Marchè, la figlia Catherine di anni 2 e mesi 2. Muore a Bastia;   marinaio, rue de la Marine, il 24/1/1877.

  1. Rinesi Benedetto

  Nato a Capraia nel 24/3/1765 figlio di Rinesi Giovanni di Francesco e di Berti Maria Luisa q. Antonio. Nel 1820   risiede a Belgodere in Balagna. Il 12/2/1820 sposa per procura a Bastia la capraiese Solari Margherita. Non è   presente al matrimonio e nomina suo procuratore Romaroni Girolamo, capraiese negoziante con dimora a   Bastia, Sono testimoni al matrimonio Romaroni Bartolomeo, di anni 46, Cuneo Gaspare di anni 37, Danove   Giuseppe di anni 47, Gallettini Nicola di anni 37, tutti commercianti abitanti e domiciliati in Bastia.

  1. Rinesi Benedetto

  Nato a Capraia il 21/5/1799 da Rinesi Pasquale di Giuseppe e da Bargone Maria Giuseppa di Nicola. Sposato   con Trama Maria Lucia. A Cagnano dove abita ed esercita la professione di commerciante nascono i figli   Pasquale (16/1/1825) battezzato nella parrocchia di S. Giovanni, e Francesco (2/10/1826) battezzato nella   chiesa di S. Fruttuoso.

  1. Rinesi Giovanna

  Nata a Capraia da Rinese Giuseppe. Il 15/8/1790 sposa a Capraia Tomei Antonio Giuseppe di Anton Giacomo.   Il 29/8/1831 è presente a Bastia alle nozze del figlio Tomei Giuseppe.

  1. Rinesi Giuseppe

  Nato a Capraia nel 1813 da Rinesi Antonio e Bernardini Angela Maria. Muore a Bastia il 20/9/1826.

  1. Rinesi Gregorio

  Nato a Capraia da Rinesi Benedetto e Ramaroni Maria. Marinaio muore a Costantinopoli il 3/1/1826. L’atto di   morte, secondo sentenza del tribunale di Bastia, viene presentato dal padre Rinesi Benedetto il 21/10/1837 alla   Marie di Bastia per la registrazione. Il padre, antico marinaio, è domiciliato a Capraia ma si trova   momentaneamente a Bastia per affari. Testimone alla registrazione Sabbatini Giuseppe calzolaio di anni 29.

  1. Rinesi Maria

  Nata a Capraia. Sposata con Trama Giovan Girolamo. A Cagnano dove risiede con il marito dà alla luce i figli   Francesco (11/9/1825) padrini di battesimo Rinesi Nicola e Trama Maddalena capraiesi residenti a Bastia,   Maria Giuseppa (15/1/1827) e Maria Cattarina (30/1/1830).

  1. Rinesi Maria Francesca

  Nata a Capraia nel 1764 da Rinese Giuseppe. Il 30/7/1786 sposa a Capraia Bernardini Bernardo. Il 21/7/1818,   muore a Cateri il figlio Bernardini Gian Domenico di anni 21, mentre lei è domiciliata a Bastia. Muore a Bastia,   rue du Mole, vedova il 11/9/1846

  1. Rinesi Nicola

  Nato a Capraia il 4/8/1804 da Rinesi Pasquale di Giuseppe e da Bargone Maria Giuseppa di Nicola. Il 11/9/1825   a Cagnano è padrino al battesimo di Trama Francesco, risulta risiedere a Bastia. Il 3/2/1831 sposa a Capraia   Morgana Maria Luisa di Giovanni.

  1. Rinesi Pietro

  Nato a Capraia nel 1772 da Rinesi Giovanni. Il 15/4/1795 sposa a Capraia Morgana Maria Battina di Gio Batta.   L’8 maggio 1815, marinaio commerciante, dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico   in quella città. Rinnova la dichiarazione il 10/6/1816 e il 23/9/1816 aggiungendo che detta dichiarazione vale   anche per sua moglie e i suoi 6 figli di cui due maschi, uno Rinesi Francesco di anni 10 e uno Rinesi Giovanni   Battista di anni 6. Ai primi di luglio del 1816 scrive al Ministero di Giustizia per chieder di essere naturalizzato   dichiarando di aver sempre navigato su bastimenti francesi. La lettera viene registrata a Bastia il 9/7/1816. Il   23/10/1816 gli viene concesso il domicilio in Francia.[30]

  1. Roverano Angela Maria

  Nata a Capraia il 18/4/1796 da Roverano Antonio e Sabatini Maria Giuseppina, Il 24/3/1820 a Bastia dove   dimora, padre, marinaio, e madre viventi, sposa Molfino Antonio, calzolaio, nativo di Camogli di anni 26. Gli   sposi dichiarano di non sapere scrivere. Il padre è marinaio. Muore a Bastia il 13/12/1822 in rue dite Cumpanari.

  1. Roverano Francesca

  Nata a Capraia il 15/1/1792 da Roverano Ventura e Cuneo Paola Maria. Il 7/10/1822 a Bastia dove dimora,   sposa, padre e madre viventi, il bastiese Dellacasa Antoine, pescatore di anni 25. Testimone Cuneo Gaspare   commerciante di anni 35. Muore a Bastia il 1/1/1845, rue des Zéphires.

  1. Roverano Leonardo

  Nato a Capraia il 6/3/1800 da Roverano Antonio e Sabatini Maria Giuseppina. Il 25/1/1817 a Bastia, marinaio   testimonia la morte di Lamberti Marie Louise. Il 2/12/1824, marinaio, sposa a Bastia Bosio Marie Antoinette. Gli   sposi dichiarano di non sapere scrivere. Il 3/11/1832 muore a Bastia, a la Porte du Saveur, la figlia Marie   Dominique di anni 1 e mesi 3.

  1. Roverano Maria

  Nata a Capraia il 18/1/1795 da Roverano Ventura e Cuneo Paola Maria. Il 17/9/1840 sposa a Bastia Il marinaio   Ficarella Francois Marie, i genitori della sposa sono defunti. Alla data del matrimonio gli sposi hanno già una   figlia, Marie Therese nata il 1/9/1823 a Bastia. Muore il 3/12/1855 a Bastia rue St. Charles.

  1. Roverano Michele

  Nato a Capraia il 6/5/1783 da Roverano Ventura di Michele e da Cuneo Paola Maria di Andrea. Il 25/1/1817 a   Bastia, marinaio, testimonia la morte di Lamberti Marie Louise.

  1. Sabatini Angelica Maria

  Nata a Capraia l’8/5/1820 da Sabatini Giuseppe e da Cuneo Maria Caterina. Il 20/4/1844, abitante a Meria   con i genitori, sposa a Bastia il capraiese Giovannetti Andrea.

  1. Sabatini Antonio

  Nato a Capraia circa 1758 da Sabattini Filippo. Il 25/3/1786, marinaio ad Aiaccio sposa Tolla Santa. Il padre è   defunto, testimone Sabatini Leonardo.

  1. Sabatini Antonio

  Nato a Capraia il 25/5/1806 da Sabbatini Giuseppe Maria q. Gian Domenico e da Chiama Cattarina di Antonio.    Il 31/8/1832, marinaio, risiede a Bastia e testimonia la morte di Cuneo Maria Caterina. Il 12/9/1832, marinaio   dimorante a Bastia testimonia la morte di Bargone Agostino. Il 12/9/1832, marinaio dimorante a Bastia,   testimonia la morte di Bargone Agostino. Il 30/9/1838, padrone marittimo, testimonia a Bastia la morte di   Bernardini Marie Jeanne Dominique, figlia di Bernardini Bernardino.

  1. Sabatini Domenico

  Nato a Capraia il 23/4/1775 da Sabatini Gio Domenico e Cunio Maria Agostina. Marinaio, il 20/9/1816 dichiara   alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in quella città, dichiarazione che rinnova il 2/1/ e il   7/1/1817.L’11/1/1817 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione, dichiarando di aver   navigato sui bastimenti mercantili francesi per oltre 15 anni. Il 4/6/1817 gli viene concesso il domicilio in Francia.

  1. Sabatini Elisabetta

  Nata a Capraia nel 1781. Sposata con Sabatini Francesco. L’8/3/1839, vedova, muore a Bastia, dove dimora   in rue de la Citadelle.

  1. Sabatini Francesco

  Nato a Capraia. Sposato con — Elisabetta.

  1. Sabatini Gian Domenico

  Nato a Capraia da Sabatini Giuseppe. Sposa a Capraia il 12/7/1803 Lamberti Giovanna.

  1. Sabatini Giovanni Domenico

  Nato a Capraia il 20/1/1809 da Sabatini Gian Domenico e Lamberti Giovanna. L’8/6/1831, marinaio, è   testimone della morte di Cuneo Dominique. Muore a Franklin (Stati Uniti) il 10/4/1837. L’atto di morte, dopo   sentenza del tribunale civile di Bastia, viene registrato alla Marie di Bastia dalla madre, giornaliera vedova, il   4/9/1838.

  1. Sabatini Giovan Battista

  Nato a Capraia l’8/6/1769 da Sabadini Gio Domenico e da Cunio Maria Agostina. Sposa a Capraia il 5/10/1807   Bargone Maria Girolama. Il 28/5/1816, marinaio, dichiara alla Mairie di Bastia di voler fissare il suo domicilio   politico in quella città, dichiarazione che rinnova il 12/6/1816. Il 23/7/1816 scrive al Ministero di Giustizia per   chiedere la naturalizzazione dichiarando di aver navigato per molti anni su bastimenti francesi. Il 25/12/1816 gli   viene accordato il domicilio in Francia. Il 24/4/1824, marinaio dimorante e domiciliato a Bastia è testimone del   matrimonio di Lai Maria Felicia e Paoli Philippe. Il 12/9/1824 muore a Bastia a Saint Charles, la figlia Marie   Antoinette di anni 2 mesi 3 e giorni 12, testimoni Cuneo Francesco Antonio negoziante abitante alla rue du   Mole di anni 32 e Princivalle Giuseppe marinaio abitante alla rue du Vieux Marchè di anni 52.

  1. Sabatini Giovanni Leonardo

  Nato a Capraia il 19/3/1806 da Sabatini Paolo e Lamberti Lucia. Il 8/7/1826, commerciante e residente a   Bastia, sposa, presenti i genitori, Sanguinetti Maria Caterina di Bastia. Conciatore, abitante e domiciliato a   Bastia, nella Cittadella. Il 31/8/1831 gli muore la figlia Marie Benoite.  Muore a Calvi, rue Saint Charles, il   22/11/1837.

  1. Sabatini Giuseppe

  Nato a Capraia il 21/12/1809 da Sabatini Giovanni Domenico e da Lamberti Giovanna. Il 12/9/1832, calzolaio   dimorante a Bastia, testimonia la morte di Bargone Agostino. Il 29/12/1833, calzolaio domiciliato a Bastia,   sposa, presente la madre e il padre defunto, Vicensini Marie Assomption di Bastia.

  1. Sabatini Giuseppe

  Nato a Capraia Il 5/3/1785 da Sabadini Giuseppe e da Cuneo Giovanna di Andrea. Marinaio, celibe, vive in   località la Parrocchia. Sposato con Cuneo Maria Caterina. Nel 1844 abita a Meria con la moglie e la figlia   Sabatini Angelica Maria. Nel Censimento del 1846 di Meria è registrato come falegname e ha un figlio Giovanni   Domenico di anni 19 e una figlia Giuseppina di anni 17.

  1. Sabatini Giuseppe

  Nato a Capraia. Sposato con Morgana Maria. Il 5/11/1862, ex militare residente a Bastia, è presente alle nozze   della figlia Sabatini Maria Giuseppina.

  1. Sabatini Giuseppe Maria

  Nato a Capraia Il 25/2/1771 da Sabadini Gio Domenico e da Cuneo Maria Agostina. Il 17/10/1800 sposa a   Capraia Chiama Caterina di Antonio. Nel 1803 (anno 11) viene iscritto come mastro al piccolo cabotaggio nei   registri di Capraia.  Tra il 1808 e il 1813, iscritto nei registri di Capraia, comanda la feluca San Leonardo. Il   25/4/1808, dopo aver passato un esame dettagliato sulle sue conoscenze marinare, viene iscritto come mastro   al piccolo cabotaggio nei registri di Bastia. Il 20/3/1812 dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo   domicilio politica in quella città, dichiarazione che rinnova il 6/2/1816.  Nello stesso mese scrive al Ministero di   Giustizia per chiedere la naturalizzazione. Il 15/6/1816 L’intendente di Marina a Tolone scrive al Ministero di   Giustizia dichiarando che Sabatini Giuseppe Maria si è trasferito a Bastia, non appena Capraia ha cessato di   essere francese, con la moglie e i suoi due figli, e che momentaneamente la moglie è rientrata a Capraia per   sbrigare alcuni affari di famiglia.  Il 20/11/1816 riceve il permesso di domicilio in Francia. Il 22/6/1820, padrone   di un postale, gli muore a Bastia il figlio Jean Leonard di mesi 1 e dieci giorni, testimoni Solari Giuseppe   marinaio, e Solari Giuseppe padrone marittimo di Capraia.[31]

  1. Sabatini Leonardo

  Nato a Capraia. Il 12/4/1810, mercante, è testimone della morte di Cuneo Paola.

  1. Sabatini Leonardo

  Nato a Capraia circa 1753 da Sabattini Giuliano. Il 9/6/1778 sposa ad Aiaccio nell’Oratorio di S. Rocco.   Lambroschini Maria Antonia.

  1. Sabatini Maddalena

  Nata a Capraia. Sposata con Princivalle Leonardo. Il 16/7/1837, muore a Bastia il marito marinaio di anni 41.   Dimora in rue du Viex Marché.

  1. Sabatini Maria

  Nata a Capraia il 14/10/1793 da Sabattini Giuseppe q. Giuseppe e da Cuneo Giovanna q. Andrea. Il 16/6/1819   sposa ad Aiaccio Bastianelli Sebastiano. Il padre è defunto la madre è presente al matrimonio. La sposa abita   in località Forcone in Aiaccio.

  1. Sabatini Maria

  Nata a Capraia il 22/8/1809 da Sabatini Paolo e Lamberti Lucia. Il 24/11/1827, naturalizzata francese e   domiciliata a Bastia, sposa a Bastia alla presenza dei genitori, Cuneo Andrea. Muore a Vescovato il 6/4/1875.

  1. Sabatini Maria

  Nata a Capraia il 22/11/1781 da Sabadino Gio Batta q. Domenico e da Sussone Caterina di Agostino. Sposata   con Cassinelli Domenico.  Muore all’Algaiola il 23/8/1843.

  1. Sabatini Maria Francesca

  Nata a Capraia il 2/8/1815 da Sabatini Giuseppe e da Cuneo Caterina. Il 7/5/1835 sposa a Meria Morazzani   Francesco Andrea. Muore a Meria il 28/5/1847

  1. Sabatini Maria Giuseppa

  Nata a Capraia il 13/7/1789 da Sabadini Gio Leonardo q. Domenico e da Ferandi Angela Maria q. Domenico.   Sposata con Sabatini Paolo. Muore a Bastia, rue Saint Charles il 13/11/1855.

  1. Sabatini Maria Giuseppa

  Nata a Capraia. Il 28/8/1809 sposa a Capraia Princivalle Nicola.

  1. Sabatini Maria Giuseppina

  Nata a Capraia il 22/5/1836 da Sabatini Giuseppe e da Morgana Maria. Il 5/11/1862 sposa a Bastia Marcelli   Pasquale, alla presenza del padre, già militare, residente a Bastia, la madre defunta.

  1. Sabatini Paolo

  Nato a Capraia il 9/3/1769 da Sabatini Giovanni Leonardo e Austini Maria. Il 13/8/1799 sposa a Capraia   Lamberti Lucia di Gio Batta. Il 29/5/1816 dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico   in quella città, dichiarazione che rinnova il 12/6/1816 e il 25/7/1816. Il 23/7/1816, marinaio, scrive al Ministero   di Giustizia per richiedere la naturalizzazione dichiarando di aver navigato per molto tempo sui bastimenti   francesi. Il 17/9/1817 riscrive al Ministero di Giustizia lamentando che la sua richiesta non sia stata ancora   considerata mentre altri suoi compatrioti hanno già ricevuto la naturalizzazione, dichiara inoltre di aver navigato   per circa 30 anni sui bastimenti postali francesi tra la Corsica e la Francia e sui bastimenti mercantili francesi.   Ottiene il permesso di domicilio il 25/2/1818. Secondo il censimento del 1818 risiede in Bastia (Terra Nuova)   marinaio di anni 40 con la moglie Lamberti Lucia di anni 45 e ha due figli di anni 12 e 11. Il 24/11/1827   presenzia a Bastia alle nozze della figlia Sabbatini Maria con Cuneo Andrea. Il 27/6/1832, commerciante,   testimonia la morte di Cuneo Barthelemy.[32]Muore, vedovo, a Bastia, rue Saint Charles il 11/4/1856.

  1. Santone Antonio Giuseppe

  Nato a Capraia nel 1787. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, giardiniere testimonia la nascita di Tardi   Silvestre.

  1. Santone Chiara Maria

  Nata a Capraia il 14/9/1776 da Santone Giuseppe di Anton Giuseppe e da Gregorj Angela Maria q. Gio   Leonardo. Il 26/7/1799 sposa a Capraia Colombani Giovanni Tommaso. Muore a Bastia il 29/12/1814, sono   testimoni Osè Andrè marinaio di Bastia di anni 41 e Olivieri Antonio nativo di Capraia marinaio di anni 51   dimorante a Bastia.

  1. Santone Maria Caterina

  Nata a Capraia il 5/5/1791 da Santone Giuseppe di Anton Giuseppe e da Gregorj Angela Maria q. Stefano 1791.   Sposa Gian Tomaso Colombani.

  1. Santone Giuliano

  Nato a Capraia il 15/11/1783 da Santone Giuseppe e Gregorj Angelica Maria. Giornaliero domiciliato a Bastia   dal 1813, il 23/12/1824 sposa a Bastia la capraiese Solari Maria. Testimone Colombani Giovanni Tommaso,   cognato dello sposo, marinaio di anni 50. Il 7/5/1828, rivenditore al Vieux Marchè, gli muore a Bastia, la figlia   Marie Magdalene di un anno e due mesi, testimone Raffi Giuseppe Maria, padrone marittimo di anni 25 abitante   a Saint Charles e Lamberti Giovanni, marinaio di anni 24 abitante a Saint Jean.

  1. Sarzana Giovanna.

  Nata a Capraia il 24/—/1797 da Sarzana Antonio e Sesini Maria Agostina. Il 27/10/1827 sposa a Bastia, dove   risiede, Vincensini Jean, preposto delle Dogane Reali in Corsica, nativo di Aiaccio.

  1. Sarzana Giuseppe

  Nato a Capraia nel 1802. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, venditore ambulante, testimonia la nascita di Tardi      Silvestre.

  1. Sarzana Giuseppe

  Nato a Capraia nel 1745. Sposato con Rogliani Marie Ursule. Il 14/11/1811, marinaio dimorante a Bastia   testimonia la morte di Princivalle Maddalena. Muore a Bastia il 22/4/1825. Il 10/12/1826 muore a Bastia la   figlia Sarzana Maria Devota? di anni 35.

  1. Sarzana Maddalena

  Nata a Capraia nel 1786 da Sarzana Domenico e Chiama Maddalena. Sposata con Solari Giuseppe. Il   14/7/1834, muore a Bastia dove abita in rue Saint Charles, testimone Sabatini Giuseppe, calzolaio di anni 24.

  1. Sarzana Padovano

  Nasce a Capraia il 20/6/1764 da Sarzana Pasquale e di Olivieri Caterina. Il 26/4/1789 sposa a Capraia Cuneo   Caterina q. Domenico. Nel 1809 è marinaio sul leudo Assunzione e nel 1813 sul leudo San Leonardo (base   Capraia). Nel 1808 è testimone a Bastia alle nozze di Princivalle Stefano.

  1. Sesini Andrea

  Nato a Capraia nel 1802 da Susini Guglielmo e Cuneo Maddalena

  1. Sesini Angela Maria

  Nata a Capraia il 15/8/1799 da Sesini Giovanni Gerolamo, e da Cuneo Maddalena q. Andrea. Il 13/8/1825,   naturalizzata francese sposa a Bastia Sesini (Susini) Francesco, marinaio, nato a Capraia il 6/8/1797 figlio di   Sesini Francesco e di Cuneo Maria Caterina.

  1. Sesini Angela Maria

  Nata a Capraia circa 1762. Sposata a Capraia con Sussone Antonio. Nel 1818 risiede a Santa Reparata di   Balagna con 3 figli e una figlia. Muore a Santa Reparata di Balagna il 15/5/1819.

  1. Sesini Bartolomeo

  Nato a Capraia il 12/6/1755. Il 27/4/ 1783 sposa a Bastia, nella chiesa di San Giovanni Battista in Terra Vecchia,   Lombardi Marie Agnese. Il 31/5/1783 il re Luigi XVI scrive al Ministro della Marina che, al seguito di una richiesta   di Susini Bartolomeo pur essendo straniero ma avendo presentato domanda di naturalizzazione di essere   autorizzato a comandare vascelli francesi, gli concede quanto da lui richiesto. Il 1/10/1783 gli viene affidato il   comando della feluca La Rosée, del servizio di Dogana in Corsica, in sostituzione dello zio Susini Gerolamo,   anziano e infermo, con il compito di sorvegliare che non vengano introdotte in Corsica merci proibite e del caso   confiscarle insieme ai bastimenti e di redigere un processo verbale. Il 28/4/1787 gli viene affidato il comando   della tartana La Prudence destinata al trasporto del sale per conto della dogana di Bastia con uno stipendio di   100 Lire/mese. Il 2/4/1800 viene iscritto nei ruoli di marina di Bastia come Capitano di lungo corso e di gran   cabotaggio. Il 25/7/1805 il Ministro della marina gli rinnova l’iscrizione. Il 4/11/1807 capitano marittimo   domiciliato a Bastia, è testimonio delle nozze di Subrero Catherine con Thier Francois. Il 26/6/1817 scrive al   Ministero di Giustizia per chiedere una nuova lettera di naturalizzazione. Lo stesso giorno l’ufficio delle imposte   dirette di Bastia certifica che ha regolarmente pagato le imposte personale e sugli immobili per gli anni 1813-  1816. Il 27/6/1817 la Marie di Bastia certifica che ha sempre avuto una condotta saggia e regolare dimostrando   attaccamento e devozione per il re Luigi XVIII e la casa dei Borboni. Il 22/8/1817 il commissario di marina di   Bastia certifica che è domiciliato a Bastia dal 1772, possiede una importante panetteria. La domanda di rinnovo   della naturalizzazione viene accolta con decreto reale del 29/10/1817.[33]

  1. Sesini Francesco

  Nato a Capraia il 6/8/1797 figlio di Sesini Francesco e di Cuneo Maria Caterina. Il 13/8/1825, marinaio in   Bastia, si sposa a Bastia, il padre defunto la madre presente al matrimonio, con Sesini (Susini) Angela Maria,   naturalizzata francese, nata a Capraia il 15/8/1799 da Sesini Giovanni Gerolamo, presente al matrimonio, e   da Cuneo Maddalena defunta. Testimoni Cuneo Gaspare di anni 41 commerciante e Trama Costanzo di anni   28 marinaio, dimoranti e domiciliati in Bastia. Il 29/8/1831 muore la figlia Magdalene di giorni 1. Il 13/10/1840   muore in rue Saint Charles la figlia Marie Catherine nata il 12/10/1840.

  1. Sesini Giovanni Gerolamo

  Nato a Capraia il 31/8/1761 da Sesini Andrea e Cuneo Caterina. Il 22/7/1788 sposa a Capraia Cuneo   Maddalena di Andrea. Il 23/3/1812 dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il proprio domicilio politico in   quella città. Marinaio di 3° classe, il 13/7/1816 presenta domanda di naturalizzazione dichiarando di essersi   stabilito con la sua numerosa famiglia a Bastia da 20 anni circa e di aver navigato su bastimenti francesi. Il   23/10/1816 ottiene il permesso di domicilio a Bastia. Il 12/4/1832 è imbarcato come marinaio sulla bombarda   francese L’Heureuse Luise che naufraga davanti a Cannes. Avendo perduto nel naufragio tutti i suoi documenti   l’8/3/1834 chiede al Ministro della Giustizia una copia del certificato di naturalizzazione (sic). Muore a Bastia,   rue Saint Charles, vedovo il 4/10/1843.[34]

  1. Sesini Maria

  Nata a Capraia circa 1769 da Andrea. Il 15/6/1793 sposa a Capraia Bargone Antonio Domenico. Il 28/9/1796   nasce a Capraia il figlio Bargone Gio Leonardo. Muore a Bastia il 13/9/1814 in rue Juliette, vedova.

  1. Sesini Maria Giuseppa

  Nata a Capraia nel 1782? da Gio Francesco. Il 15/11/1796 sposa a Capraia Lamberti Antonio q. Andrea. Il   24/2/1821 è presente a Bastia alle nozze della figlia Lamberti Maria Francesca con il capraiese Cuneo   Domenico.Muore, vedova, a Bastia, rue du Vieux Marchè dove abita, il 5/2/1842.

  1. Sesini Maria Lucrezia

  Nata a Capraia il 26/7/1784 da Sesino Francesco q. Lorenzo e Cunio Maria Catterina q. Padovano. Il 22/8/1829   sposa a Bastia in seconde nozze, presente la madre il padre defunto, Righi Francois di Bastia, mulattiero.   Testimoni alle nozze Danove Stefano, marinaio di anni 31, e Cuneo Francesco, commerciante di anni 31   anni, abitanti e domiciliati a Bastia.

  1. Sesini Maria Padovana

  Nata a Capraia nel 1783. Sposata con Filippi Antonio nel 1779. Nel Censimento del 1818 risiede a Cateri con il   marito Filippi Antonio e tre figli, il primo Filippi Paolo nato a Capraia il 29/4/1805, il secondo Filippi Francesco   nato a Capraia il 8/10/1809, il terzo Filippi Filippo nato a Cateri il 4/7/1818. Solari (Maria) Agostina

  Nata a Capraia il 24/10/1809 da Solari Giuseppe e Olivieri Maria Agostina. Si trasferisce con i genitori all’Ile   Rousse

  1. Solari Angelica

  Nata a Capraia il 24/3/1798 da Solari Giovanni q. Bastiano e Subrero Maria Nicoletta q. Agostino, Sposata   con Tristani Francois Sauveur. Muore a Bastia il 20/6/1824. orfana di padre. Denuncia fatta dal fratello Solari   Bastiano.

  1. Solari Antonio

  Nato a Capraia il 3/3/1761 da Solari Giustiniano q. Giacomo e da Grimaldi Maria di Nicola. Sposato con Gregorj   Maria Giuseppa. Iscritto come marinaio nei ruoli di Capraia. È marinaio fino al 1809 e poi nel 1810 comanda la   gondola San Leonardo. Il 20/6/1817 dichiara alla Marie di Bastia di voler stabilire il proprio domicilio in quella   città, dichiarazione che rinnova il 28/6 e il 5/7/1817.Il 23/7/1817 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la   naturalizzazione. Il 10/4/1818 il referendario del Ministero C. De Mery appoggia la richiesta. Il 20/6/1818 il   commissario di marina di Bastia riferisce che abita a Bastia con tre figli e che ha inviato la moglie a Capraia per   disfarsi dei beni che ivi possiede e che commercia in grano. Il 19/8/1818 è autorizzato a stabilire il suo domicilio   in Francia.[35]

  1. Solari Bartolomeo

  Nato a Capraia nel 1755. Muore a Bastia il 7/5/1815, testimoni il cugino Solari Francesco, abitante a Bastia di   anni 48, e Olivieri Antonio, marinaio parente del defunto e abitante in Bastia di anni 60.

  1. Solari Bastiano (Sebastiano)

  Nato a Capraia circa 1808 da Solari Giovanni e Subrero Maria Nicoletta. Il 13/4/1834 sposa a Vescovato Chilini   Maria Caterina, il padre defunto la madre vivente, entrambi residenti a Bastia. Muore a Bastia, calzolaio, il   25/6/1877.

  1. Solari Catterina

  Nata a Capraia il 15/8/1807 da Solari Giuseppe e Olivieri Maria Agostina. Si trasferisce con i genitori all’Ile   Rousse. Il 30/4/1831 sposa all’Ile Rousse Orsoni Dominique marinaio. Muore, vedova, il 2/3/1876 all’Ile Rousse   (Corsica) di professione rivenditrice.

  1. Solari Caterina

  Nata a Capraia. Sposata con Lamberti Principio. Il 25/7/1819, a Bastia dove abita con il marito, è presente   alle nozze della figlia Lamberti Maddalena.

  1. Solari Chiara Maria

  Nata a Capraia circa 1767. Sposata con Solari Domenico Nel 1821, negoziante e residente nel borgo di   Aiaccio, e presente a Sant’Andrea d’Orcino alle nozze della figlia Solari Elisabetta. Muore a Sant’Andrea   d’Orcino il 19/3/1827

  1. Solari Domenico

  Nato a Capraia nel 1749. Il 9/3/1817, marinaio, dichiara la nascita di Rogliano Geronimo figlio di Rogliano   Francesco, marinaio assente, e di Solari Vittoria.

  1. Solari Domenico

  Nasce a Capraia il 7/7/1791 da Solari Francesco Maria e da Princivalle Margherita Il 19/9/1814 sposa a Loreto   di Casinca Antonini Laura Maria. Nel Censimento 1818 è indicato come lavorante di anni 30, la sposa ha 32 anni,   e ha una figlia di 3 anni.

  1. Solari Domenico

  Nato a Capraia circa 1799 da Solari Domenico e da — Chiara Maria. Sposato con Monachetti Caterina. Muore,   carrettiere, ad Ajaccio il 17/5/1844, rue Fesch.

  1. Solari Domenico

  Nato a Capraia il 18/2/1756 da Solari Giovanni e da Subrero Giuseppa Maria. Sposato con Solari Chiara Maria.   Tra il 1802 e il 1809 si trasferice con la famiglia ad Aiaccio. Il 4/1/1821, padrone e negoziante e residente nel   borgo di Aiaccio, è presente a Sant’Andrea d’Orcino alle nozze della figlia Solari Elisabetta. Muore, negoziante,   a Sant’Andrea D’Orcino il 14/10/1826, la moglie vivente.

  1. Solari Domenico

  Nato a Capraia il 25/11/1802 da Solari Domenico e da Solari Chiara Maria. Il 27/10/1830, giornaliero sposa a   Sant’Andrea d’Orcino, dove dimora, Casanova Brigida.

  1. Solari Elisabetta.

  Nata a Capraia il 30/1/1798 da Solari Domenico q. Gio e da Giovannetti Chiara Maria q. Nicola. Il 4/1/1821,   negoziante domiciliata nel borgo di Ajaccio, sposa a Sant’Andrea di Orcino Casanova Francesco Saverio.

  1. Solari Francesco Maria

  Nato a Capraia il 6/12/1757 da Solari Domenico e da Compiano Maria Giuseppa. Nel 1803-1804 è iscritto nel   ruolo dei marinai di Capraia. Sposato con Princivalle Margherita. A Capraia abita in località Lazzareto. Il   24/4/1816, marinaio dimorante a Bastia è testimone della nascita di Princivalle Francois figlio di Princivalle Giuseppe Maria. Muore a Loreto di Casinca il 23/8/1816.

  1. Solari Giovanna

  Nata Capraia il 2/5/1782 da Solari Maria e Austini Mara? Il 17/2/1814 sposa a Bastia Olivieri Antonio, i genitori   sono deceduti e lavora come serva presso Curiani —, che assiste al matrimonio.

  1. Solari Giovanna

  Nata a Capraia il 20/11/1802 da Solari Antonio e da Trama Maria. Il 3/5/1819 sposa a Venzolasca il capraiese   Tardi Silvestro. Muore a Venzolasca il 20/10/1859.

  1. Solari Giovanni

  Nato a Capraia. Sposato con Subrero Maria Nicoletta. Marinaio.

  1. Solari Giovanni Girolamo

  Nato a Capraia il 25/10/1808 da Solari Giuseppe q. Giovanni Girolamo e da Paoletti Francesca Maria. Nel 1846   risiede a Venzolasca, coltivatore, con la moglie Grottiete Margherita e i figli Maria Agostina Maria Domenica,   e Nicola. Muore a Venzolasca nel 1847.

  1. Solari Giovanni Tommaso

  Nato a Capraia da Solari Giustiniano. Il 28/7/1775 sposa a Capraia Tarascone Lucia di Gio Leonardo. Marinaio   già deceduto nel 1812.

  1. Solari Giuseppe

  Nato a Capraia il 12/10/1766 da Solari Giustiniano q. Giacomo e da Grimaldi Maria q. Nicolao. Il 19/6/1817,   capitano marittimo e negoziante, dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico in detta   città insieme alla sua famiglia composta di sette persone, dichiarazione che rinnova il 26/6 e il 4/7/1817. Il   28/5/1818 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione. Il 7/91818 il Syndic della gente di   mare di Bastia certifica che Solari Giuseppe, dopo che Capraia è passata al Regno Sardo, si è trasferito con la   moglie e due figlie a Bastia; le figlie sono a Bastia mentre la moglie è a Capraia per vendere i loro beni e poi   rientrare a Bastia; il suddetto è un antico mastro al piccolo cabotaggio e attualmente si trova a Marsiglia; è un   piccolo commerciante di formaggio ma vorrebbe ritornare a navigare sui bastimenti francesi. Il 4/11/1818 gli   viene concesso di stabilire il suo domicilio in Francia. Il 24/2/1821 commerciante dimorante e domiciliato a   Bastia è testimone delle nozze di Cuneo Domenico.[36]

  1. Solari Giuseppe

Nato a Capraia nel 1780? da Solari Giustiniano. Il 9/1/1796 sposa a Capraia Olivieri Maria Agostina di Michele. Il 10/1/1815, marinaio, dichiara all’Ile Rousse la nascita del figlio Michele. Secondo il censimento del 1818 vive a l’Ile Rousse, marinaio di anni 40, con la moglie Olivieri Maria Agostina di anni 36, due figli di 16 e 9 anni, quattro figlie di 17, 15, 9, 6 anni. Il 20/1/1820 muore all’Isola Rossa il figlio Solari Giustiniano di anni 18. Il 13/4/1823 è presente con la moglie al Matrimonio della figlia Solari Maria con Mancini Pierre. Il 30/4/1831 è presente, all’Ile Rousse, alle nozze della figlia maggiore Solari Caterina con Orsoni Domenico. Secondo il censimento del 1846 vive a L’Ile Rousse, ha 66 anni, ha una moglie Olivieri Maria Agostina (Clara) di anni 62 e una figlia Solari Agostina di anni 33. Muore all’Ile Rousse il 20/1/1853.

  1. Solari Giuseppe

Nato a Capraia circa 1805 da Solari Francesco Maria e da Princivalle Margherita. Il 30/12/1832 sposa a Loreto di Casinca Mattei Maria Caterina. Dal matrimonio nascono la figlia Solari Nunzia Maria, il figlio Solari Francesco Maria, e la figlia Solari Giulia. Muore a Loreto di Casinca il 17/12/1845.

  1. Solari Giuseppina Maria

Nata a Capraia circa 1792 da Solari Giuseppe e da Artisi Maria Domenica. Sposata con Gallettini Carlo. Muore a Loreto di Casinca il 4/8/1867.

  1. Solari Lucia

Nata a Capraia circa 1789 da Solari Antonio e Trama Maria. Muore a Venzolasca il 7/10/1845.

  1. Solari Margherita

Nata a Capraia nel 1765 da Solari Giuseppe e — Maria. Sposata con Bernardini Simone. Muore a Bastia, in rue Pontetto il 12/3/1839, testimonio Sabbatini Giuseppe, calzolaio, di anni 32.

  1. Solari Maria

Nata a Capraia nel 1734. Moglie di Solari Lucca, marinaio. Muore a Bastia il 15/11/1809. Sono testimoni Cuneo Giuseppe di anni 60, marinaio, (di anni 30), e Colombani Angelo marinaio di anni 33.

  1. Solari Maria

Nata a Capraia nel 1767. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, donna di casa, testimonia la data di nascita di Tardi Silvestre. Muore a Venzolasca il 25/11/1831.

  1. Solari Maria

Nata a Capraia circa 1798 da Solari Giuseppe e Olivieri Maria Agostina. Il 13/4/1823, sposa, i genitori presenti, a L’Ile Rousse Mancini Pierre proprietario. Muore a L’Ile Rousse il 29/12/1742, i genitori viventi.

  1. Solari Maria

Nata a Capraia il 16/2/1800 da Solari Antonio di Giustiniano e da Subrero Maddalena q. Agostino. Il 23/12/1824 sposa a Bastia il capraiese Santone Giuliano. La sposa non sa scrivere.

  1. Solari Maria Caterina

Nata a Capraia il 9/5/1773 da Solari Giovanni Girolamo q. Giacomo e Grimaldi Margherita di Nicheroso. Sposata con Lamberti Principio. Muore a Bastia il 23/2/1825, testimone Raffo Giuseppe Maria marinaio di anni 22 abitante a Saint Charles.

  1. Solari Maria Caterina

Nata a Capraia. Sposata con Lamberti Francesco. Il 16/2/1814 nasce a Bastia la figlia Louise Nonce Marie che muore Il 25/1/1817 a Bastia.

  1. Solari Maria Domenica

Nata a Capraia nel 1778. Sposata con Princivalle Giuseppe. Il 15/10/1838 muore a Bastia il marito Princivalle Giuseppe.

  1. Solari Maria Domenica

Nasce a Capraia il 9/3/1783 da Solari Natale q. Giustiniano e Tardi Maria Francesca di Silvestro. Sposa Luccari Nicola. Muore a Cagnano (Corsica) il 23/4/1832.

  1. Solari Maria Giuseppa

Nata a Capraia circa 1792 da Solari Giuseppe e da Artisi Maria Domenica. Sposata con Gallettini Carlo Muore a Loreto di Casinca il 4/8/1867

  1. Solari Maria Giuseppina

Nata a Capraia. Sposata con Morgana Giovanni Battista. Il 6/12/1827 nasce a Capraia il figlio Morgana Giuseppe Ambrogio. Nel 1854 risiede con il marito a Bastia. Muore a Loreto di Casinca il 3/1/1860

  1. Solari Maria Giuseppina

Nata a Capraia il 26/9/1783 da Solari Gio Tommaso e Tarascone Lucia di Gio Leonardo. Il 26/3/1834, domiciliata a Bastia, sposa il vedovo Olivieri Giovanni Battista nativo di Capraia. Muore a Bastia, rue Giulietta, vedova donna di casa, il 12/3/1847.

Nata a Capraia. Sposa a Capraia Grimaldi Stefano q. Girolamo. Il 6/7/1815, vedova, abita a Murato da dove invia il suo consenso alle nozze della figlia Grimaldi Margherita, che abita a Bastia.

  1. Solari Maria Lucrezia

Nata a Capraia il 12/7/1776 da Solari Gio Santo q. Domenico e da Chiama Maria Antonia di Simone. Il 18/-/1827 residente a Venzolasca, testimonia la nascita di Tardi Silvestre nato a Capraia.

  1. Solari Sebastiano

Nato a Capraia circa 1803 da Solari Giuseppe e da Fabreri Maria Nicoletta. Il 13/4/1834 sposa a Vescovato Chilini Marie Catherine.

  1. Solari (Maria) Vittoria

Nata a Capraia nel 1769 da Solari Giuseppe Maria e Subrero Maria Giuseppina. Moglie di Olivieri Antonio. Muore il 5/4/1813 a Bastia in rue du Vieux Marché.

  1. Subrero Giuseppe

Nato a Capraia nel 1756 figlio di Subrero Gerolamo e — Maria Lucia. Sposato con Bonavia Marie Josephine. Il 15/5/1794, mercante abitante in località Fontanavecchia in Bastia, gli nascono due gemelle Maria Vincenza e Mariafiore. Il 4/11/1807 è presente a Bastia con la moglie alle nozze della figlia Catherine di anni venti nata a Bastia, con Thier Francois nativo di Ville Vielle, dipartimento delle Hautes Alpes, domiciliato a Bastia, arrotino di professione, testimone il capraiese Susini Bartolomeo capitano marittimo domiciliato a Bastia di anni 50. Il 15/1/1809, mercante, è testimone della morte di Romaroni Maria Giuseppina. Il 3/1/1816 in Bastia, consente alle nozze di Biaggini Angelo, di cui è zio germano, con Bernardini Elisabetta. Muore a Bastia, località Fontanavecchia, vedovo, il 6/10/1822.

  1. Subrero Giuseppe Maria

Nasce a Capraia il 6/12/1748 da Subrero Nicola. Il 13/10/1773 sposa a Capraia Bargone Maria Giuseppa nata il 27/10/1745. Ebbero quattro figli tutti nati a Capraia: Subrero Nicola (30/11/1776), Subrero Giuseppe Maria (26/3/1784), Subrero Maria Agostina (5/9/1786) e Subrero Maddalena (22/5/1792). Il 8/7/1791 ottiene la naturalizzazione francese e 31/3/1792 viene registrato come capitano o padrone marittimo presso l’Ammiragliato di Bastia. Il 9/11/1792 è imbarcato sul vascello Conception. Probabilmente tra il marzo e il novembre 1792 trasferisce la moglie e le due figlie a Bastia.

  1. Subrero Maddalena

Nata a Capraia il 22/5/1792 (22/5/1788) figlia di Subrero Giuseppe e di Bargone Maria Giuseppa q. Giuseppe Maria. Il 23/8/1814 sposa a Bastia Cuneo Simone, naturalizzata francese, il padre defunto la madre presente e consenziente, sono testimoni Danove Giuseppe di Capraia, padrone marittimo di 39 anni, abitante a Bastia, e Olivieri Antonio Giuseppe di Capraia, di 40 anni, marinaio abitante a Bastia che non sa scrivere e firmare. Muore a Pino il 13/1/1834

  1. Subrero Margherita

Nata a Capraia nel 1752. Sposata con Bernardini Paolo. Il 10/10/1809 sbarca a Rogliano, proveniente da Capraia con il leudo L’Annunciazione, insieme a cinque figli. Il 12/5/1813, vedova, dichiara alla Mairie di Bastia di voler stabilire il suo domicilio politico, insieme ai figli Bernardini Bernardino di anni 14 e Bernardini Giovanni Domenico di anni 11, in quella città, dichiarazione che ribadisce il 17/7/1816. Nel luglio del 1816 scrive al Ministero di Giustizia dichiarando che i suoi due figli hanno sempre navigato su bastimenti francesi e di avere anche due figlie. Il 30/9/1816 il Prefetto della Corsica certifica che essa gode di buona reputazione e che oltre ai due figli suddetti ne ha un terzo, Bernardini Agostino, che è appena arrivato dall’Inghilterra e che gode di buona reputazione. Il 23/10/1816 gli viene concesso il domicilio in Francia assieme ai due figli e Giovanni Domenico Muore a Bastia, rue du Marché, il 30/1/1832, testimone Costa Domenico marinaio di anni 30.[37]

  1. Subrero Maria Agostina

Nata a Capraia il 4/9/1786 figlia di Subrero Giuseppe e di Bargone Maria Giuseppa. Il 19/9/1810 sposa a Bastia Serpentini Pompeo. Al momento del matrimonio è naturalizzata francese, madre presente e consenziente e padre defunto.

  1. Subrero Maria Antonia

Nata a Capraia il 2/10/1791 da Costa Domenico di Emanuelle e da Subrero Maria Rosa di Gio Domenico. Il 23/4/1816, domestica, sposa a Bastia Giannettini Jean Antoine di Bastia, il padre defunto, la madre presente e consenziente.

  1. Subrero Maria Nicoletta

Nata a Capraia nel 1776. Sposata con Solari Giovanni, marinaio. Muore a Bastia, rue Napoleon, giornaliera e vedova il 7/4/1846.

  1. Subrero Maria Rosa

Nata a Capraia nel 1772? da Subrero Nicola e — Lucia. Il 10/9/1788 sposa a Capraia Costa Domenico di Emanuelle marinaio. Il 23/4/1816, vedova, è presente a Bastia al matrimonio della figlia Costa Maria Antonietta con Giannettini Jean Antoine. Muore a Bastia, rue Colonetta, vedova, il 2/10/1842.

  1. Susini Maria Giuseppa

Nata a Capraia nel 1782? da Gio Francesco. Il 15/11/1796 sposa a Capraia Lamberti Antonio q. Andrea. Il 24/2/1821 è presente a Bastia alle nozze della figlia Lamberti Maria Francesca con il capraiese Cuneo Domenico.Muore, vedova, a Bastia, rue du Vieux Marchè dove abita, il 5/2/1842.

  1. Sussone Agostino

Nato a Capraia il 1/9/1775 da Sussone Leonardo e da Federici Maria Luisa di Gasparo. L’8/9/1796 sposa a Capraia Bargone Maria Caterina di Domenico. Il 16/10/1817, capitano di lungo corso e grande cabotaggio si presenta alla Mairie di Calvi dichiarando di voler stabilire il proprio domicilio politico in detta città. Il 30/10 e il 3/11/1817 rinnova la dichiarazione. L’8/12/1817 scrive al Ministero di Giustizia per chiedere la naturalizzazione necessaria per continuare a navigare sui vascelli francesi, dichiarando di abitare a Calvi da circa 12 anni con la sua famiglia e d aver sempre navigato su vascelli francesi e di aver ottenuto il 25/4/1808 il brevetto di capitano di lungo corso e di gran cabotaggio di bastimenti commerciali dal Ministero della Marina, brevetto registrato all’iscrizione Marittima di Aiaccio il 25/5/1808. Ottiene la naturalizzazione il 28/2/1818. Il 13/3/1820, marinaio, gli muore a Bastia il figlio Sussone Antoine Joseph di anni 5, testimone Raffi Giovanni Battista.

  1. Sussone Antonio

Nato a Capraia il 13/5/1748 da Sussone Giovanni e Ferandi Barbara. Sposa a Capraia Sesini Angela Maria. A Capraia nascono i figli Sussone Elisabetta, Sussone Domenico, Sussone Leonardo, e Sussone Barbara Maria. Nel 1818, marinaio, risiede a Santa Reparata di Balagna con moglie e figli. Muore il 5/1/1823 a santa Reparata di Balagna.

  1. Sussone Barbara Maria

Nata a Capraia circa 1806 da Sussone Antonio e Sesini Angela Maria. Il 16/5/1829 sposa a L’Ile Rousse Jean Marie Boiron ex gendarme, presente il fratello Domenico e i genitori entrambi defunti.

  1. Sussone Caterina

Nata a Capraia. Sposa Cuneo Domenico.

  1. Sussone Catterina

Nata a Capraia circa 1783 da Sussone Pasquale. Il 21/11/1803 sposa a Capraia Austini (Agostini) Agostino.  Muore a Bastia il 22/7/1820 all’età di 37 anni.

  1. Sussone Domenico

Nato a Capraia il 14/2/1789 da Sussone Antonio e Sesini Angela Maria. Negoziante, sposa il 5/11/1820 a Santa Reparata di Balagna Olivi Marie Lucia. Muore a Santa Reparata di Balagna il 15/2/1867.

  1. Sussone Elisabetta

Nata a Capraia nel 1785? da Sussone Antonio e da Sesini Angela Maria. Muore il 17/11/1861 a Santa Reparata di Balagna.

  1. Sussone Francesco

Nato a Capraia il 21/3/1795 Sussone Francesco di Stefano e da Chiama Geronima di Giuseppe. Il 4/2/1816 dichiara alla Mairie dell’Isola Rossa che il 8/11/1815 gli è nato il figlio Suzzoni Giovan Battista partorito dalla moglie Subrini (Subrero) Orsola Maria.

  1. Sussone Gasparo Domenico

Nato a Capraia il 12/8/1778 da Sussone Leonardo di Agostino e da Federici Maria Luisa di Gasparo. Naviga come capitano su vascelli mercantili appartenenti alla famiglia. Il 31/7/1803 viene nominato capitano della compagnia franca di Capraia che il 22/4/1805 viene trasformata in compagnia cannonieri guardacoste sedentari. Il 11/2/1806 viene nominato comandante della compagnia 101bis dei cannonieri guardacoste della Corsica. Il 17/1/1808, capitano dei cannonieri guardacoste di Bastia, assente, gli nasce a Bastia, il figlio illegittimo Gaspard da — Anne Felix. Si dimette dal comando della compagnia per motivi personali il 1/6/1808.

  1. Sussone Gerolama

Moglie di Chiama Antonio Giuseppe.

  1. Sussone Giovanna

Nata a Capraia il 21/4/1783 da Sussone Stefano e Chiama Maria Geronima. Il 6/10/1811 sposa a Bastia Princivalle Giuseppe Maria, Il padre presente e la madre vivente.

  1. Sussone Leonardo

Nato a Capraia il 3/5/1794 da Sussone Antonio e Sesini Angela Maria. Il 16/5/1819 a Santa Reparata testimonia, insieme al padre, la morte della madre, ma non sa scrivere. Muore, marinaio, a L’Ile Rousse il 6/2/1741.

  1. Sussone (Giovanni) Leonardo

Nato a Capraia il 30/4/1800 da Sussone Pietro Giovanni e da Ferrandi Maria Stefania. Il 25/12/1816 ottiene il permesso di domicilio a Bastia richiesto per lui dal padre. Il 12/1/1830 marinaio domiciliato a Bastia, sposa, presenti i genitori naturalizzati francesi e domiciliati a Bastia, Olivieri Caterina nativa di Capraia. Sono testimoni Raffi Giuseppe Maria capitano marittimo di anni 25 parente in 3° grado della sposa e Gattuso Giovanni mastro carpentiere di anni 34 parente in 3°grado della sposa, entrambi domiciliati a Bastia.

  1. Sussone Leonardo

Nato a Capraia il 30/4/1800 da Sussone Pietro Giovanni e da Ferrandi Maria Stefania. Il 25/12/1816 ottiene il permesso di domicilio a Bastia richiesto per lui dal padre. Marinaio

  1. Sussone Leonardo

Nato a Capraia il 24/4/1731 da Sussone Pietro Gio q. Leonardo e da Chiama Lucrezia q. Lazzarino. Il 10/10/1811 testimonia a Bastia la morte del nipote Sussone Nicola.

  1. Sussone Leonardo

Nato a Capraia da Sussone Leonardo. Il 2/9/1799 sposa a Capraia Filippi Maria Giuseppa di Antonio. Il 29/7/1804 nasce a Capraia il figlio Sussone Leonardo. Il 18/2/1810 nasce a Capraia il figlio Nicola. Il 9/10/1811, marinaio dimorante a Bastia, gli muore il figlio Sussone Nicola.

  1. Sussone Leonardo

Nato a Capraia il 3/5/1794 da Sussone Antonio di Giuliano e da Sesini Angela Maria q. Domenico. Muore il 6/2/1841 a L’Ile Rousse, marinaio.

  1. Sussone Maria Domenica

Nata a Capraia da Sussone Antonio. Il 28/12/1796 sposa a Capraia Princivalle Giuseppe q. Giuseppe.

Il 9/10/1826 è presente a Bastia al matrimonio della figlia Princivalle Maria Maddalena con il capraiese Danove Domenico. Muore a Bastia, vedova abitante rue Fontaine, il 18/11/1855.

  1. Sussone Maria Francesca

Nata a Capraia. Sposata con Garbano Paolo, pescatore. Il 13/3/1805, a Bastia, con il marito dal consenso al matrimonio del figlio Garbano Anton Giuseppe, marinaro, nato a Capraia e residente a Bastia da molti anni, con Pianelli Maria Domenica

  1. Sussone Maria Stefania

Nata a Capraia il 18/8/1769 da Sussone Pasquale q. Stefano e da Colombano Maria. Sposata con Giovannetti Pasquale. Muore a Bastia il 18/3/1820, testimoni Olivieri Antonio Giuseppe, padrone di anni 43, e Cuneo Giuseppe Maria di anni 38, entrambi di Capraia.

  1. Sussone Nicola (Nicolao)

Nato a Capraia il 18/2/1810 da Sussone Leonardo e Filippi Maria Giuseppa. Muore a Bastia il 9/10/1811 il padre è marinaio dimorante con la moglie a Bastia. Testimoni Sussone Leonardo, marinaio nonno del defunto di anni 80, e Paoli Giovanni marinaio di anni 60, entrambi di Capraia.

  1. Sussone Pasquale

Nato a Capraia il 28/8/1795 da Sussone Stefano di Pasquale, padrone marittimo, e Cunio Giovanna q. Domenico. Il 6/6/1816 dichiara alla Marie di Bastia di avere 19 anni di essere uomo di mare e di voler fissare il domicilio politico in detta città. Rinnova la dichiarazione il 15/7 e il 25/7/181. Il 5/8/1817 scrive al ministro di Giustizia per chiedere la naturalizzazione che gli serve per essere iscritto nei ruoIi della marina e poter così aiutare la madre vedova che ha a suo carico una numerosa famiglia in giovane età. 1/9/1817, marinaio, presenta domanda di naturalizzazione. Il 9/8/1819, marinaio dimorante a Bastia, sposa Cambiaggio Antoinette Marie, nativa di Bastia. La madre dello sposo è presente al matrimonio.[38]

  1. Sussone Pietro

Nato il 17/9/1806 a Capraia da Sussone Pietro Giovanni e da Bargone Maria Stefana. Il 18/7/1849 si presenta al Sindaco di Brest dichiarando di risiedere in Francia dall’età di anni 7, di aver navigato come mozzo e marinaio su vascelli commerciali e di essere stato iscritto nei ruoli marittimi di Bastia fino al 7/2/1830. Dopo quella data si è arruolato come volontario per otto anni nella Divisione degli equipaggi militari a Tolone; arruolamento che ha rinnovato due volte, il secondo per cinque anni il 1/1/1847 a Brest dove tuttora presta servizio come secondo mastro cannoniere di seconda classe. La dichiarazione è fatta per ottenere la naturalizzazione. La dichiarazione viene presentata al Prefetto marittimo a Brest che a sua volta la trasmette, dando parere favorevole al Ministro della Marina. Il 10/9/1849 Il ministro della Marina chiede al Ministro di Giustizia di accordare al Sussone la naturalizzazione con la preghiera di accordargli uno sconto sulle tasse dovute. Il 27/9/1849 il Ministero di Giustizia gli concede la naturalizzazione e l’esenzione dal pagamento dei diritti.[39]

  1. Sussone Pietro Giovanni

Nato a Capraia il 30/5/1771 da Sussone Leonardo e Agostini Maria Giovanna q. Agostino. Il 4/2/1795 sposa a Capraia Ferandi Maria Giuseppa (Stefana) q. Giuseppe. A Capraia nascono i figli Sussone Giuseppe (10/4/1797) e Sussone Leonardo (11/4/1800). Il 29/5/1816 dichiara al Sindaco di Bastia di voler prendere il domicilio politico in detto comune insieme ai figli Giuseppe e Leonardo, dichiarazione che rinnova il 12/6/1816. Il 23/7/1816 scrive al Ministro di Giustizia a Parigi per chiedere la naturalizzazione per sé e i suoi due figli, necessaria per poter navigare sui vascelli francesi, dichiarando di aver navigato per molti anni sui vascelli francesi. Il 25/12/1816 gli viene concesso il permesso di domicilio insieme ai figli Giuseppe e Leonardo, mentre gli viene rifiutata la naturalizzazione in quanto non risiede in Francia da più di dieci anni. Secondo il Censimento del 1818 risiede a Bastia (Terra Vecchia), ha 40 anni, è sposato con Olivetti (sic) Maria Giuseppa di anni 46, ha due figli rispettivamente di anni 20 e 16. Il 24/4/1824, marinaio dimorante e domiciliato a Bastia è testimone del matrimonio di Lai Maria Felicia sua conoscente. Il 16/7/1828, a 57 anni, naturalizzato francese, vedovo di Ferandi Maria Giuseppa, morta a Capraia il 9/3/1828, sposa a Bastia Paoli Chiara Maria, nata a Capraia il 19/5/1781, residente a Bastia, figlia del fu Paoli Stefano e della fu Tardi Francesca Maria, testimone Bargone Giuseppe Maria, marinaio di anni 42. Il 21/4/1829 è testimone alla nascita di Filippi Antoine. Muore a Bastia, rue du Vieux Marché, il 17/4/1841.[40]

  1. Sussone Simone

Nato a Capraia il 30/10/1749 da Sussone Giovanni q. Stefano e da Chiama Maria Girolama q. Simone. Il 3/5/1809 testimonia a Bastia la morte di Chiama Giuseppe.

  1. Sussone Stefano

Nato a Capraia il 7/5/1747 da Sussone Giovanni q. Stefano e da Chiama Maria Girolama q. Simone. Il 13/10/1781 sposa a Capraia Chiama Maria Geronima q. Francesco. Padrone marittimo, risiede a Bastia dal 1801. Il 6/10/1811 si sposa a Bastia la figlia Sussone Giovanna nata a Capraia il 21/4/1783. Il 24/4/1816 è testimone della nascita di Princivalle Francois, figlio di Princivalle Giuseppe Maria.

  1. Sussone Stefano

Nato a Capraia il 19/3/1758 da Sussone Domenico e Chiama Maria. Sposato con Danove Maria Angela. Nel 1808 è marinaio sulla gondola La Pace, nel 1809 comanda la gondola San Leonardo e nel 1811 il brigantino L’Assunzione. Marinaio residente a Bastia, muore nel locale ospizio il 2/6/1817.

  1. Tarascone Maria Francesca

Nata a Capraia nel 1736. Muore miserabile nell’ospizio civile di Bastia il 20/4/1816.

  1. Tarascone Lucia

Nata a Capraia il 3/5/1756 da Tarascone Gio Leonardo e Sesino Maria Giuseppa. Il 28/7/1775 sposa a Capraia Solari Giovanni Tommaso di Giustiniano. Il 27/8/1812 muore vedova a Bastia dove dimora. Dichiarazione di morte fatta da De Franceschi Francesco Maria marinaio capraiese di 36 anni, parente della deceduta.

  1. Tardi Antonio

Nasce a Capraia il 21/5/1773 da Tardi Girolamo di Domenico e da Solari Giovanna q. Domenico. Il 1/1/1796 sposa a Capraia Princivalle Margherita q. Gio Batta. Il 29/4/1835 è presente a Bastia alle nozze del figlio Tardi Giovanni Battista.

  1. Tardi (Gio) Domenico

Nato a Capraia il 24/12/1755 da Tardi Angelo Maria e da Tarascone — Maria di Agostino. Marinaio. Sposato con Suzzoni Caterina. Nel 1811 è testimone a Bastia della morte di Bargone Angela Maria. Il 3/12/1835 muore a Bastia, marinaio e vedovo, abitante in rue Saint Charles, testimoni Princivalle Salvatore, marinaio e parente che non sa scrivere, e Olivieri Antonio Giuseppe, marinaio di anni 61

  1. Tardi Gerolamo

Nato a Capraia il 31/10/1797 da Tardi Antonio e Princivalle Margherita. Il 18/12/1825 sposa a Bastia, dove risiede da diciassette anni, Passalacqua Marie Pierre di Bastia. Il 12/10/1826 muore il figlio Antoine Francois di giorni 8, il padre è panettiere. Il 26/11/1827 nasce a Bastia il figlio Antoine Dominique. Il 28/4/1863 è presente con la moglie alle nozze a Bastia del figlio Antoine Dominique.

  1. Tardi Giovanna

Nata a Capraia il 25/5/1804 da Tardi Antonio di Girolamo e da Princivalle Margherita q. Gio. Muore a Bastia, rue du Fosso, orfana di madre, il 27/6/1831.

  1. Tardi Giovan Battista

Nato a Capraia il 6/6/1807 da Tardi Antonio e Princivalle Margherita. Il 29/4/1835, panettiere domiciliato a Bastia, sposa, presente il padre la madre defunta, Sisco Anne Marie di Bastia.

  1. Tardi Maria Geronima

Nata a Capraia. Sposata con Lamberti Francesco. È deceduta a Bastia prima delle nozze del figlio Lamberti Lorenzo svoltesi a Bastia il 23/4/1818.

  1. Tardi Maria Giuseppa

Nata a Capraia il 27/4/1784 da Tardi Michele di Silvestro e Biagini Maria Caterina q. Paolo. Il 12/5/1807 sposa a Capraia Osé Andrea marinaio. Il 16/2/1814 nasce a Bastia la figlia Marie Catherine che muore il 16/5/1817. Morto il primo marito, il 29/12/1832 sposa a Bastia Giovannucci Pier Paul Francois, pescatore di Bastia.

  1. Tardi Michele

Nato a Capraia nel 1752 da Tardi Bartolomeo e Filippi Caterina. Sposato con Filippi Caterina. Il 16/7/1822, abitante e domiciliato a Bastia, muore a bordo del postale l’Assomption, ancorato in località la Piantarella, dipartimento di Sartene. Stila la dichiarazione di morte il capitano comandante del vascello Raffi Jean Baptiste.

  1. Tardi Silvestro

Nato a Capraia il 14/2/1795 da Tardi Girolamo q. Silvestro e da Sabadini Maria Caterina di Gio Leonardo. Il 3/5/1819 sposa a Venzolasca la capraiese Solari Giovanna. Il 16/2/1827 presenta domanda di naturalizzazione dichiarando di risiedere a Venzolasca come lavoratore giornaliero da oltre 14 anni, secondo tre dichiarazioni successive rilasciate dal Sindaco di Venzolasca, Cantone di Casinca, Dipartimento di Bastia. Per la data di nascita ottiene la testimonianza giurata di Fasci Domenico, venditore ambulante di anni 37, Santone Giuseppe, giardiniere di anni 40, Solari Maria, donna di casa di anni 60, Sarzana Giuseppe, venditore ambulante di anni 25, Solari Lucrezia, di anni 50, Giorgi Lucia, giornaliera di anni 30, e — Maria Giuseppina di anni 30, tutti nativi di Capraia e residenti a Venzolasca. La domanda di naturalizzazione viene rifiutata per mancanza dei requisiti (10 anni in Francia prima della legge 1814) ma viene concesso il permesso di domicilio.[41] Muore a Venzolasca il 8/3/1851.

  1. Tomei Antonio Giuseppe

Nato a Capraia il 20/6/1761 da Tomei Antonio Giacomo q. Stefano e da Colombani Angela q. Antonio. Il 15/8/1790 sposa a Capraia Rinesi Giovanna di Giuseppe.  A Capraia abita in località Poggiolo. Marinaio, nei ruoli di Capraia, il 8/5/1804 imbarca sulla gondola S. Antonio, padrone Artisi Gian Francesco. Marinaio abitante a Bastia, il 27/8/1800 è presente e consenziente alle nozze della figlia Tomei Maria. Muore a Bastia rue du Vieux Marchè il 18/9/1818.

  1. Tomei Giuseppe

Nato a Capraia il 8/8/1805 da Tomei Antonio Giuseppe e Rinesi Giovanna. Il 29/8/1831, marinaio domiciliato a Bastia, sposa, il padre defunto e la madre presente, Princivalle Maria Francesca nativa di Capraia. Testimone Cuneo Giovanni Battista, falegname di anni 29, dimorante e domiciliato a Bastia.

  1. Tomei Maria

Nata a Capraia il 15/5/1800 da Tomei Antonio Giuseppe e Rinesi Giovanna. Il 27/8/1818 sposa a Bastia dove abita ed è domiciliata, presente il padre Tomei Antonio Giuseppe marinaio e la madre Rinesi Giovanna, entrambi abitanti a Bastia, Tavera Francois, nativo di Tavera (Corsica) di anni 38, doganiere a Bastia, testimoni Gallettini Nicola commerciante di anni 34 e Romaroni Girolamo commerciante di anni 35 abitanti e domiciliati a Bastia.

  1. Tomei Maria Caterina

Nata a Capraia il 27/12/1755 da Tomei Anton Giacomo e da Colombani Angela Maria. Il 19/8/1782 sposa a Bastia Bonavita Damiano. Muore vedova a Bastia, a San Rocco, il 16/12/1826.

  1. Trama Costanzo

Nato a Capraia il 26/5/1797 figlio di Trama Francesco e di Solari Maria Francesca.

Nel 1814 si imbarca come marinaio di 3° classe sul brick Incostant della marina elbana di Napoleone. Partecipa quindi al viaggio di ritorno in Francia di Napoleone. Assente il 19 maggio 1815 alla partenza del brick da Bastia. Il 19/11/1817 ottiene il certificato di domicilio in Francia insieme al padre. Marinaio naturalizzato francese abitante in Bastia, il 11/8/1825, presenti i genitori, sposa a Bastia De Filippi Maria Antonietta, nata a Capraia il 3/8/1795 dai fu De Filippi Antonio e Biaggini Maria Giuseppina, domiciliata a Bastia. Sono testimoni Cuneo Gaspare, commerciante di anni 40 e Suzzoni Pietro Giovanni marinaio di anni 53, entrambi con dimora a Bastia.

  1. Trama Francesco

Nato a Capraia il 2/1/1771 da Trama Costanzo, pescatore, di Napoli e da Benedetti Maria Lucia di Antonio di Bastia. Il 1/1/1795 sposa a Capraia Solari Maria Francesca q. Gio Girolamo. Marinaio, vive in località Poggiolo. Il 26/5/1797 nasce a Capraia il figlio Trama Costanzo. Il 28/12/1799 nasce a Capraia il figlio Trama Giovanni Girolamo. Il 22/7/1805 (3 termidoro anno XIII) nasce a Capraia la figlia Trama Maddalena.

Nel 1814 si imbarca come marinaio veterano di 1° classe sul brick Incostant della marina elbana di Napoleone. Viene poi promosso aiutante timoniere di 1a classe. Partecipa quindi al viaggio di ritorno in Francia di Napoleone. Sbarca a Tolone il 1° luglio 1815 e congedato l’8 luglio dal vascello Agamemnone dove era destinato. Il 29 maggio 1817 dichiara al Sindaco di Bastia di voler fissare la sua residenza in città con la famiglia, composta dalla moglie e dai figli Costanzo di anni 19, Giovanni Girolamo di anni 15, e due figlie Luisa e Maddalena. Il 6 giugno e il 20 giugno conferma la sua dichiarazione. Il 23/6/1817 scrive al Ministero di Giustizia per richiedere la naturalizzazione per sé e per i due figli maschi al fine di poter navigare sui vascelli francesi, specificando che risiede a Bastia da dodici anni. Il 16/9/1817 il commissario di marina di Bastia certifica che il Trama non è iscritto nei ruoli di Bastia ma che gode di buona reputazione. Il 19/11/1817 ottiene il certificato di domicilio. Muore il 4/4/1849.

  1. Trama Giovanni Girolamo

Nato a Capraia il 28/12/1799, figlio di Trama Francesco e di Solari Maria Francesca. Sposato con Rinesi Maria. Nel 1814 si imbarca come novizio sul brick incostant della marina elbana di Napoleone. Partecipa quindi al viaggio di ritorno in Francia di Napoleone. Sbarca il 1o luglio a Tolone e passa sul vascello Agamemnone, batteria flottante. Il 19/11/1817 ottiene il certificato di domicilio in Francia insieme al padre.  A Cagnano, dove risiede con la moglie, nascono i figli Francesco (11/9/1825) padrini di battesimo Rinesi Nicola e Trama Maddalena residenti a Bastia, Maria Giuseppa (15/1/1827) e Maria Cattarina (30/1/1830).

  1. Trama Maddalena

Nata a Capraia il 22/7/1805 (3 termidoro anno XIII) da Trama Francesco e Solari Maria Francesca. Il 11/9/1825 a Cagnano è madrina al battesimo del nipote Trama Francesco, risulta risiedere a Bastia.

  1. Trama Maria Lucia

Nata a Capraia da Trama Francesco e Solari Maria Francesca. Sposata con Rinesi Benedetto. A Cagnano dove abita nascono i figli Pasquale (16/1/1825) battezzato nella parrocchia di S. Giovanni, e Francesco (2/10/1826) battezzato nella chiesa di S. Fruttuoso.

  1. Valerj Maria Giovanna Domenica Bernardina

Nata a Capraia il 17/10/1798 da Valery Ambrogio di Brando e Gregory Maria Caterina q. Gio Leonardo. Il 24/2/1817 sposa a Bastia Leonetti Antoine Philippe. Il padre marinaio è assente. La madre è presente e consenziente.

 Roberto Moresco                         Gennaio 2020

 Fonti documentarie

  1. Certificati di Nascita e di matrimonio

Provengono dall’ Archivio Diocesano di Livorno, Parrocchia di Capraia Isola, che partono dal 1720 e dal sito https://www.haute-corse.fr/site/index.php?page=etat-civil per i comuni dell’Alta Corsica e dal sito http://archives.corsedusud.fr/Internet_THOT/FrmSomsindacoFrame.asp per quelli della Corsica del Sud

  1. Certificati di Morte

Provengono quasi esclusivamente dal sito https://www.haute-corse.fr/site/index.php?page=etat-civil.

  1. Censimenti

Si trovano in http://archives.corsedusud.fr/Internet_THOT/FrmSomsindacoFrame.asp.

  1. Genealogie corse e capraiesi

Si possono trovare in https://geneanet.org

  1. Registri del Porto di Capraia

Si trovano nell’Archive Départementale de la Haute Corse a Bastia: fondo Depot de la Marine

Note

[1] Archives National de France (ANF), Nat, 6680 B3

[2] ANF, Nat, 1449 B3 e 6164 B3

[3] ANF, Nat, 2774 B3

[4] ANF, Nat, 3294 B3

[5] ANF, Nat, 1274 B4

[6] ANF, Nat, 2472 B3

[7] ANF, Nat, 8962 X 2

[8] ANF, Nat, 0488 X

[9] ANF, Nat, 5262 B 4

[10]  ANF, Nat, 2183 B3

[11] ANF, Nat, 6165 B3.

[12] ANF, Nat, 7807 B 3

[13] ANF, Nat, 7807 B 3 

[14] ANF, Nat, 7807 B 3

[15] ANF, Nat, 7525 B3

[16] ANF, Nat, 3299 B3

[17] ANF, Nat, 0186 B 3

[18]  ANF, Nat, 9199 B 3

[19] ANF, Nat, 7149 B 3

[20] ANF, Nat, 2473 B 3

[21] ANF, Nat,  7091 B 3

[22] ANF, Nat, 7225 B 3

[23] ANF, Nat, 3298 B 3

[24] ANF, Nat, 3297 B 3

[25] ANF, Nat, 3296 B 3

[26] ANF, Nat, 6909 X 2

[27] ANF, Nat, 425 B3

[28]  ANF, Nat, 424 B3

[29] ANF, Nat, 5129 B 4

[30] ANF, Nat, 2706 B 3

[31] ANF, Nat, 1128 B 3

[32] ANF, Nat, 3306 B 3

[33] ANF, Nat, 8035 B 3

[34] ANF, Nat, 2475 B 3

[35] ANF, Nat, 1275 B 4

[36] ANF, Nat, 1661 B 4

[37] ANF, Nat,  3444 B 3

[38] ANF, Nat, 8582 B3

[39] ANF, Nat, 2735 X5

[40] ANF, Nat, 3301 B3

[41] ANF, Nat, 7076 B6

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Un testamento del 1684: Giuseppe Cunio lascia soldi, case, e palmenti ai suoi nipoti

Palmnnto sotto Tramontana

I palmenti sotto il baluardo di Tramontana del Forte di Capraia

Giuseppe Cunio figlio di Domenico, fa parte di una delle più grandi ed antiche famiglie capraiesi del suo tempo.[1] È un pescatore e probabilmente possiede una imbarcazione da pesca. Con la sua attività ha raccolto una discreta fortuna che gli ha permesso di acquistare diversi immobili nell’isola. Nel 1656 fa parte del consorzio di pescatori locali che partecipa alla gara di appalto per l’assegnazione della riscossione della gabella sui pesci salati, sotto mirto e in scabeccio.[2] Nel 1659 è uno dei Padri del Comune. Sposa in prime nozze una certa Maddalena che gli dà tre figli e una figlia: Pasqualino, Andrea, Paolo, e Angela Maria. Pasqualino e Andrea si sposano ma muoiono presto lasciando entrambi una prole. Paolo, fin dalla sua natività è disubbidiente e dedito a male operazioni.

Morta la prima moglie Giuseppe Cunio decide di sposarsi con con Paolina Tarascone, ma la decisione del padre suscita l’ira del figlio Paolo che proferisce minaccie crudeli contro i promessi sposi. Quando i due promessi sposi celebrano in chiesa la prima promessa di matrimonio, Paolo decide di uccidere la donna: la sorprende e l’ammazza mentre sta cogliendo fichi in sua vigna. Paolo si rifugia in chiesa ma la sera dello stesso giorno esce dalla chiesa e da solo con uno schifo raggiunge Livorno. Qui entra nella famiglia di Anton Paolo Francisci, un mercante, con il quale si mette a trafficare e a guadagnare una discreta fortuna tanto da potersi comprare una grande quantità di spioni e ottenere, pagando, un salvacondotto che lo rende libero di svolgere la sua attività.

Morta la promessa sposa, Giuseppe Cunio sposa in seconde nozze Nicoletta figlia di Domenico Solaro q. Raffellino.

Intanto anche la figlia di Giuseppe, Angela Maria sposa Michele Sussone.

Il 28 marzo 1684 Giuseppe Cunio, realizzando che il giorno della sua scomparsa si stava approssimando decide di stendere il suo testamento in cui nomina suoi esecutori testamentari Damiano Morgana e Bartolomeo Princivalle. Giuseppe muore probabilmente negli ultimi mesi del 1684. Alla notizia della sua morte il figlio Paolo rientra a Capraia con un salvacondotto e quando scopre che il padre lo ha diseredato minaccia pubblicamente di morte i due esecutori testamentari. Questi, il 6 marzo 1685, scrivono al Magistrato di Corsica a Genova perché intervenga contro Paolo Cunio. Il Magistrato ordina al Commissario e capitano di Capraia, Marc’Aurelio Centurione, di mettere in carcere il bandito. Ma, nel settembre 1685, il Magistrato viene a sapere che il Cunio è stato rilasciato e ne chiede i motivi al commissario. Questi evidentemente giustifica il suo operato inviando a Genova i salvacondotti di cui gode il Paolo Cuneo.[3]

Il testamento è un interessante documento che permette di capire il relativo benessere dei capraiesi che all’inizio del XVII si sono dedicati alle attività legate alla pesca, che nel secolo successivo, sempre utilizzando le loro gondole, si estenderà ai trasporti e alla mercatura. E`importante notare che Damiano Morgana e Bartolomeo Princivalle, esecutori testamentari e Domenico Solaro, cognato di Giuseppe, sono dei pescatori che in diverse occasioni partecipano alle aste per l’assegnazione dell’appalto delle ggelle sui pesi salati, sotto mirto e in scabeccio.

Vediamo ora le disposizioni date nel testamento:

  • Il suo corpo dovrà essere seppellito nella Chiesa di S, Antonio del Convento de Frati Minori di S. Francesco in Capraia e il suo funerale sarà accompagnato dal numero di religiosi a piacere degli esecutori testamentari. Questi dovranno pagare le spese con i soldi che troveranno nella sua casa al momento del decesso.
  • Nomina suoi eredi universali tutti i figli maschi e femine, nati, e da nascere di legitimo matrimonio, del q. Pasqualino suo figlio maggiore e del q. Andrea suo secondo figlio, e di Paulo suo figlio vivente
  • Esclude dall’eredità suo figlio Paolo perché gli è stato dissubidiente
  • A Nicoletta, sua moglie, lascia una cassetta con i vestiti che gli ha regalato, una
    FAB_0243- macina per grano

    Macina per grano

    coperta di lana a sua scelta, una botte nuova da tre barili per il vino, una botte vecchia per tenervi la biada, un quarto delle cibarie che si trovano nella sua casa, due lenzuoli nuovi di canapetta, con due sachi da prenedersi a suo modo, con il cerniglio, staccio, coperchio per fare il pane, un paro di macine con suo macinile per macinare, … una zappa, et una meruccia, una rostaglia, et un pinnato che ha ricevuto da suo suocero. Tutto questo lo lascia alla moglie accioche prieghi per l’anima sua, come anche per la bona servitù, e fedeltà usata verso di esso.[4]

  • Di quanto in vita ha dato ai figli maschi, sia denari sia stabili sia spioni ed altre cose non vuole che alcuno degl’heredi possa domandare cosa alcuna l’uno all’altro di debito.
  • Agli eredi di suo figlio Pasqualino, tanto maschi che femmine, lascia il Magazzino con solaio e cantina che si trova dirimpetto la casa del Prete Francesco Morgana, una stanza allo scalo della Grotta, il palmento sotto il baluardo di Tramontana che ha coperto di tegole.
  • Ai figli di Paolo, tanto maschi che femmine, nati e da nascere da legittimo matrimonio, lascia il Magazzino, solario e cantina. Dove lui ha abitato e che rimane sotto la Fortezza confinante con uno che ha dato in dote a sua figlia Angela Maria, la piazza che vi resta dirimpetto, dove sono molti arbori di fichi, e melograni, et il palmento sotto il medesmo Baloardo di Tramontana, a fianco a quello lascito agli eredi di Pasqualino, e la grotta che si trova nel luogo detto.

    067-Anonimo-1769

    Pianta del paese di Capraia del 1769

  • Ai eredi di suo figlio Andrea, tanto maschi che femmine, lascia Il Magazzino con solaio e cantina dove abita Gio Grimaldo insieme il palmento coperto sotto Tramontana, attaccato a quello assegnato agli eredi di Paolo, la stanza (in realtà due stanze), che si trova sotto la Torre salendo dalla Grotta, un altro suo palmento sotto il baluardo di Tramontana insieme a quello lasciato da sua moglie defunta Maddalena, che potranno dividersi e aggiustare.
  • In tre parti dovranno essere divisi i i denari che ha dato ad interesse come documentato gli Instrumenti in sua Cassia di Censi.[5]

Una notevole ricchezza quella di Giuseppe Cunio che prova quanto fosse reddittizia per i pescatori di Capraia la pesca delle acciughe e il loro commercio: i guadagni almeno in questo caso venivano impiegati per l’acquisto di beni immobili, fabbricati e terreni. Di notevole interesse anche il fatto che Giuseppe Cunio possieda quattro palmenti sotto il baluardo di Tramontana della Fortezza: la presenza di questi palmenti è stata appurata dalle ricerche archeologiche degli ultimi decenni, ma solo questo documento ne attesta la natura privata.

Appendice – Il Testamento

Nel nome del Signore sia sempre

Essendo conditione humana il morire, e non essendo cosa più certa della morte ne cosa più incerta dell’hora di essa; e perciò considerando bene Giuseppe Cunio q. Domenico di Capraia sano per la Divina gratia di Infermità corporale, Senso, Loquela et Intelletto, e Volontà, si è disposto voler fare il suo ultimo Testamento nuncupativo, e disposizione dela sua ultima volontà come in appresso.

Quindi è che costituito alla presenza di me Cancelliere e Testimoni infrascritti sponte e per ogni miglior modo primieramente ha raccomandato e racomanda l’anima sua all’altissimo Creatore Giesù Cristo e alla Beatissima sempre V. M. et al Glorioso S. Giuseppe suo Avvocato et a tutta la Corte Celestiale, acciò si degnino intercedere appresso sua D.M. Misericordia per l’anima sua, Dichiara, e vuole, che mentre il suo Corpo sarà fatto cadavere sia sepeli nella Chiesa di S, Antonio del Convento de Frati Minori di S. Francesco in Capraia et il suo Corpo sia accompagnato e fattoli il funerale, come in appresso dirà. Lascia il detto Giuseppe Cunio de suoi Fidecommissarij, o sia Fidecommissi, Damiano Morgana, e Bartolomeo Princivalle ambi di Capraia che doppo la sua morte ad essi sia subito consegnate le sue chiavi tanto della sua Cassa come della casa dove habita detto Testatore, e cantina di sotto, acciò niuno possa pigliare, ne tenere cosa alcuna, e di ciò, che troveranno in sua Cassa debbano, e possano spendere nel suo Funerale tutto quello che a lor due parerà, e chiamare per accompagnar il suo Corpo quanti Religiosi essi vogliono; Dichiara, e di sua propria bocca nomina per suoi heredi universali tutti i figli maschi e femine, nati, e da nascere di legitimo matrimonio, del q. Pasqualino suo figlio maggiore e del q. Andrea suo secondo figlio, e di Paulo suo figlio vivente; Tanto dichiara si come di sopra ha dichiarato tutti li figli, e figlie nate, e da nascere in avvenire di legitimo matrimonio di detto Paulo, heredi nati e da nascere. Item lascia detto Testatore, e proibisce della sua heredità, e beni, niuna cosa esclusa, e di qualsiasi sorte, a Paulo suo figlio vivente d’esserli stato dissubidiente, e quando pretendesse muover lite per la sua legitima debba prenderla (quando però le fusse douta di giustizia) sopra ciò, che detto Testatore ha dato alli figli del medesmo Paulo e non in altro modo. Item lascia il Testatore a Nicoletta sua moglie, e figlia di Domenico q. Raffelllino Solaro una cascietta nuova con tutte le sue robbe di dosso, come vestiti, camicie, et ogn’altra sorte di robba, che a suo detto, detto Giuseppe suo marito le havesse fatto, e nessuno possa pretendere, ne levargliele. Item lascia alla detta Nicoletta una coperta di lana, che fra quelle che esso Giuseppe lascierà, debba prendersi quella che ad essa pare e piacerà. Item di più li lascia una botte nuova di tenuta di barili tre circa da tener vino. Item li lascia un’altra botte vecchia da ponervi biada dentro. Item lascia, che tutte le robbe mangiative di qualsiasi sorte, per uso della casa, e sostegno delle persone che si ritroveranno in sua casa doppo la morte, debba farne quattro parti, una delle quali sia data alla Nicoletta, e tre una per ciascheduno agl’heredi nominati. Item lascia alla detta Nicoletta due lenzuoli nuovi di canapetta, con due sachi da prendersi a suo modo, con il cerniglio, staccio, coperchio per fare il pane, un paro di macine con suo macinile per macinare. Item dice detto Testatore di haver riceuto da suo suocero una zappa, et una meruccia, una rostaglia, et un pinnato per sua moglie, e queste lascia che detta Nicoletta debba prendersile, e che non le siano impedite. Dichiara detto Testatore, che tutto ciò, che ha lassato alla detta Nicoletta sua moglie glielo lassa per l’amor di Dio, et accioche prieghi per l’anima sua, come anche per la bona servitù, e fedeltà usata verso di esso, e non vuole che alcuno gliene dia impedimento ne molestia delle cose da esso fatteli, ma pacificamente le siano date, e consegnate, che così dichiara essere la sua volontà. Item lascia detto Giuseppe Testatore che tutta la robba che si troverà in sua casa e cantina, quale da esso non sia stata data, e partita agl’heredi di detti suoi figli già nominati tanto maschi  come femine, niuna cosa esclusa siasi di mobili, e immobili, et ogni sorte di qualsiasi robba. ne sia fatto tre parti uguali e sia data alli heredi de suoi figli, acciò godino quel poco che li lassa per amor di Dio e per l’anima sua. Item lascia detto Giuseppe Testatore et ordina, che quando si ritrovasse scritture di qualsivoglia sorte niuna esclusa, che qualcheduno de suoi figli li fusse debitore di denari riceuti in qualsivoglia modo, si chiama da tutti e tre Pasqualino, Andrea, e Paulo pagato e sodisfatto e non vuole che alcuno degl’heredi possa domandare cosa alcuna l’uno all’altro di debito. Item dichiara detto Testatore prima di adesso dato, e assegnato, si come al presente conferma detta assignatione a ciascheduna heredita la sua portione delli stabili, e spioni, e altre cose, che da esso prima d’hora hanno hauto, e ricevuto, e godono. Item dichiara detto Testatore di havere assegnati doppo la sua morte si come assegna il Magazino tanto di solaro, come di tutta la Cantina agli heredi del q. Pasqualino suo figlio maggiore nel luoco detto la Cala, confinante da Levante con l’heredi del Sig. Gio Tomeo, e da ponente l’horto del Reverendo Prete Francesco Morgana, con la strada, e di sopra di rimpetto inrecto la casa dove habita detto Reverendo; e di più li ha dato, et assegnato una stanza, o sia Grotta nel scalo detto la Grotta, che confina con gl’heredi di Paulo Morgana, e Gio q. Gregorio, et il Palmento sotto il baluardo di Tramontana, quale godono, che ha coperto di teghe.

Item lascia agl’heredi di Paulo suo figlio minore tanto maschi, come femine, nati, e da nascere di legitimo matrimonio, doppo sua morte il Magazino tanto di solaro, come di sotto la cantina dove habita adesso detto Giuseppe, che resta sotto la Fortezza, confinante con uno che ha dato in dote ad Angela Maria sua figlia e moglie di Michele Sussone assieme con la piazza, che vi resta  di rimpetto, dove sono molti arbori di fichi , e melograni, et il Palmento sotto il medesmo Baloardo di Tramontana attaccato a quello degl’heredi del medesmo Pasqualino, quale il presente godono, assieme con la grotta posta nel luogo detto Fariglione. Item lascia agl’heredi tanto maschi, quanto femine del q. Andrea  suo secondo figlio il Magazino di solaro, e cantina di sotto, quale adesso dentro vi habita Gio Grimaldo confinante da mezzogiorno con quello dato per dote ad Angela Maria sua figlia, e da tramontana con gl’heredi del Sig. Michele Solaro suo cugnato, assieme con il palmento posto sotto Tramontana coperto attaccato di sopra con gl’heredi del Paulo, e confina con la strada publica, quale al presente godono, e di più li ha dato et assegnato a detti heredi quella stanza che resta sotto la Torre , salendo dalla Grotta resta di rimpetto alla strada Commune, quale fa due stanze; e perché detto Testatore sotto il baluardo di Tramontana ni ha ancora un altro Palmento, et uno vene è parimente di sua moglie q. Madalena, quello lascia alli detti heredi, che con quello della  q. sua moglie, potranno spartirlo, et aggiustarlo. Item lascia e dichiara detto Testatore, che mancando alcuno degl’heredi succedino quelli, che restano casata per casata. Item dichiara detto Testatore, che lassa un suo Libro nel quale vi saranno segnati alcuni debitori, e vi sono molte riceute di alcuni suoi censuarij, et altri, che hanno danari di suo ad intersse, li quali per sua negligenza, e trascuraggine non hanno riceute pubbliche, che per ciò dichiara, e lascia, come sopra, che di questo se ne debba tener conto, acciò non si guasti, e coloro che vorranno le loro riceute, che contiene in detto Libro, che se gli dijno, et a queste si li dij fede, come le fosse fatto di attuario publico, e non in altro modo, perché in questo ha segnato, e fatto segnare con fedeltà tanto per esso come per suoi debitori. Item dichiara, e dice detto Testatore, che ha alquanti Instrumenti in sua Cassia di Censi e di altri denari dati ad interesse, e questi ordina che li habbino da prendere i suoi Fidecommissi in mano appresso di se Damiano Morgana e Bartolomeo Princivalle, e partirli in tre parti, e a ciascheduna delle heredità sopranominate dijno, et assegnino la sua parte de conti, e debitori, che li ritroveranno dopo la morte. Tanto dice, che si intendi Instrumenti come se fossero polize, o in altro modo li ritrovasse debitori. Item ha dichiarato e di nuovo dichiara per magior cautela di haver fatto, et eletto Domenico Morgana, e Bartolomeo Princivalle per suoi Fidecommissi, e confidenti, a dividere tutto quello che essi ritroveranno nella Cassia, Casa, e Cantina di esso Giuseppe doppo la morte, et a questi subito le sia consegnato le chiavi della sua Cassia, Casa, e Cantina quando non havesse spatio di tempo consegnargliela da se  e tutto ciò che troveranno, levato il Funerale come di sopra si è detto partiranno in tre parti et a ciascheduna heredità de figlioli suoi tre nominati Pasqualino, Andrea, e Paulo alli loro figli di ciascheduno di essi, diano la sua parte cioè casata per casata e li heredi da spartire poi fra essi dichiara detto Testatore, sicome di sopra ha dichiarato, che siano heredi del suo tanto i maschi quanto le femine, et al suo maritare le femine habbino la sua parte di quello haveranno riceuto da detto Testatore e che gli sarà stato consegnato dalli Fidecommissi; e se alcuno degl’heredi pretendesse overo movesse lite, e non intendesse stare al presente Testamento sia di subito privo di quanto detto Testatore gl’ha dato, et assegnato, e vada a quelli fratelli e sorelle, che stanno fermi, e si contentano, e se fossero concordi alcuni dell’heredità a voler litigare uno control’altro, quella quella sia priva, e vada ogni cosa a quello, e a quella heredità che stanno fermi e che si contentano stare  al presente Testamento, che così vuole dichiara sia osservato per sua ultima volontà, e Testamento. Volendo che solo il presente vagli e non altro Testamento e codicillo, che si ritrovasse, e questo solo vagli e tenga per ogni tempo, che tanto … delle quali cose… . Letto attestato nella Casa, et habitatione dove al presente habita l’anno di Nostra Salute milleseicenti ottanta quattro li ventiotto marzo hora di …. Testimonij Gio Batta Da Nove q. Pietro Batta, Gio Batta q. Andrea, Carlo Morgana q. Bartolomeo, Geronimo Lamberti q. Lorenzo, Gio Sussone q. Leonardo tutti di Capraia chiamati.”[6]

[1] A Capraia il cognome Cunio diventa Cuneo all’inizio dell’Ottocento.

[2] Spioni, reti per la pesca di altura di acciughe e sardine.

[3] ASGe, Corsica, n. 611, lettera del 6 mar. 1685; Ibidem, n. 462, lettere del 26 nov. 1685 e 9 gen. 1686

[4] Cerniglio, potrebbe trattarsi dei resti della setacciatura; staccio o setaccio; macinile, probalmente la parte mobile della macina; meruccia, probabilmente un attrezzo per la coltivazione; rostaglia forse rastrello; pinnato o pennato, attrezzo da boscaiolo a forma di grossa roncola con una cresta (o penna) tagliente sul dorso.

[5] ASGe, Corsica, n. 611, testamento di Giuseppe Cuneo allegato alla lettera di Bartolomeo Princivalle e Damiano Morgana del 6 mar. 1685. Cassia dei Censi è la cassa dove Giuseppe Cunio tiene denari e documenti relativi ai suoi beni e rendite

[6] AGS, Corsica, n. 611, lettera di Bartolomeo Princivalle e Damiano Morgana del 6 mar. 1685.

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Capraia dalla Repubblica di Genova alla Repubblica Francese

  1. Dall’occupazione inglese all’occupazione francese dell’isola 1796-1800

Il 6 ottobre 1796, con il pretesto della violazione del suo territorio da parte degli Inglesi, la Repubblica di Genova abbandona il suo stato di neutralità e firma una convenzione con la Repubblica Francese. Con questa convenzione la Repubblica riconosce lo stato di fatto, in quanto, ormai, tutta la parte di ponente del suo Dominio è occupata dalle truppe francesi fin dal 22 settembre 1794 dopo la battaglia di Dego tra i Francesi e gli Austriaci.[1]

Inizia un periodo di turbolenze per la Repubblica Ligure che sarà sempre più coinvolta nei sommovimenti causati in tutta Europa dalla Rivoluzione Francese e dall’avvento al potere di Napoleone Bonaparte.

Capraia non rimane al margine di questi sommovimenti e si ritrova, suo malgrado, nel pieno della tempesta che sconvolge il Tirreno settentrionale. Passata la breve occupazione inglese, è la Francia che ha un grande impatto sulla vita dei capraiesi, nel mentre si allentano sempre di più i suoi legami con Genova. Come vedremo l’isola diventa il rifugio dei corsari liguri e francesi, che vi depositano le loro prede. La marina capraiese, dopo la grande crescita nella prima metà del secolo, accentua il suo declino iniziato dopo il distacco della Corsica dalla Repubblica di Genova. In questa difficile situazione, venendo meno il principale sostegno economico degli abitanti, si accentuano i motivi di contrasto tra le varie fazioni che si vengono a creare nell’isola. Alcuni, speculando con prestiti o addirittura partecipando alla guerra di corsa, si arricchiscono, mentre la maggior parte della popolazione si impoverisce e incomincia in questa prima fase l’emigrazione verso nuove terre. Si accentua in questo periodo anche l’emigrazione dei Capraiesi verso altri lidi: principalmente la Corsica e la Sardegna con insediamenti, in particolare, nell’isola de La Maddalena.

A Genova

Generale_Bonaparte_in_Italia

E, Detaille – Il generale Bonaparte in Italia

A Genova il partito filofrancese, anche sull’onda delle vittorie dell’armata francese agli ordini di Napoleone Bonaparte e della propaganda rivoluzionaria orchestrata dall’ambasciatore Guillaume-Charles Faypoult, sta prendendo il sopravvento opponendosi al regime oligarchico che accentua la sua vocazione repressiva. Il 21 maggio del 1797 scoppia a Genova un moto insurrezionale che ha scarso successo anche per la reazione del basso popolo e dei contadini delle valli che nei due giorni seguenti, armati dagli aristocratici, compiono una vittoriosa controrivoluzione. Il 29 maggio Lavallette, aiutante di campo di Bonaparte, legge in Senato un duro ultimatum del generale che, prendendo a pretesto l’uccisione di alcuni cittadini francesi durante i tumulti e l’incarcerazione di altri, intima al governo genovese il rilascio dei prigionieri, l’arresto degli inquisitori, e la riforma della costituzione. A questo scopo gli oligarchi decidono di inviare una delegazione a Bonaparte. Il 2 giugno parte per il quartiere generale di Bonaparte, a Mombello, una delegazione con pieni poteri che con una convenzione sancisce la definitiva caduta dell’oligarchia. La convenzione prevede il riconoscimento della sovranità popolare, l’uguaglianza giuridica di tutti i cittadini della Repubblica, l’abolizione di ogni privilegio, la creazione di due consigli rappresentativi, rispettivamente di 300 e150 membri, e di un senato di 12 membri presieduto da un doge, titolare del potere esecutivo, la nomina di una commissione legislativa incaricata di compilare la costituzione, e la formazione di un Governo Provvisorio di 22 membri.[2] Il 14 giugno si insedia il Governo Provvisorio. Il 23 giugno il Governo Provvisorio invita gli abitanti di Capraia a fraternizzare con il giusdicente provvisorio dell’isola e il 26 dello stesso mese stabilisce che Capraia avrà una Municipalità. Il 3 luglio promulga il decreto sulle Municipalità, nel quale vengono stabilite le loro funzioni: Capraia viene considerata una Municipalità e Giulio Cesare Langlade ne viene nominato commissario con il compito di organizzarla.

Il 19 luglio una deputazione dell’isola di Capraia viene ricevuta dal Governo Provvisorio e fa un discorso.

Nella seduta del 21 luglio il Governo Provvisorio considerando l’urgenza di una provvidenza pronta per ristabilire la tranquillità in Capraja, considerando altresì il richiamo, che dimanda il Maggior Comandante Sanguineti, e le ragioni, che non permettono al Commissario Langlad di portarsi colà, se non tra quaranta giorni, dilazione, che potrebbe nuocere anche a di lui giudizio, al buon servigio della Cosa pubblica, decreta: Di sostituire al Commissario Langlad altro Cittadino, a cui come Commissario Organizzatore, si commette la presente vertenza, con incarico di potarvisi senza dilazione, anche per permettere al Comandante Sanguineti di portarsi a Genova secondo i suoi desideri. Il 24 luglio viene eletto commissario organizzatore di Capraia il cittadino Giacinto Stefanini, maggiore del Genio.[3]

A Capraia

Lo Stefanini si reca subito a Capraia e l’otto agosto il maggiore Sanguineti può lasciare l’isola. Non sappiamo come la notizia della caduta della repubblica oligarchica sia stata accolta dai capraiesi. Ma dopo il suo arrivo il Commissario Stefanini nomina i membri della Municipalità che sono: Francesco Cuneo, Giovanni Cuneo, Antonio De Franceschi, Antonio Chiama e Giuseppe Solari. Come giudice civile nomina Domenico Bargone, e come giudici di pace il prete Solari ed un francescano, e come notaio, cancelliere e munizioniere Ottavio Vincenzo Graffigna.[4]

A Capraia rimane una guarnigione di 84 uomini al comando del maggiore Rossi e del tenente Bussolini, e ad essi si devono aggiungere i trenta capraiesi negli scali e i dieci nelle torri, che prestano ogni giorno servizio al soldo pubblico. Una forza che il commissario giudica eccessiva e il Governo Provvisorio, il 22 agosto, autorizza il comitato militare a sopprimere in tutto o in parte i cento scelti fin qui assoldati in Capraia. I cento scelti, che erano stati assoldati dalla Municipalità di Capraia, vengono sciolti il 9 settembre. La Municipalità ha pagato i 100 scelti, mediante un prestito di 2900 lire fattogli da Domenico Cuneo, detto Menichello, prestito che la Municipalità di Capraia chiede al comitato militare di rimborsare al Menichello.[5]

A Genova

In tutta la Liguria vi è un diffuso malcontento tra il clero che fomenta una notevole resistenza del popolo contro il nuovo regime. Il Governo Provvisorio prende delle drastiche misure e la commissione criminale sceglie Capraia per relegarvi il clero e i cittadini più riottosi. Il 27 settembre il Governo Provvisorio decreta che il matricida Stefano Valle venga relegato nella Fortezza di Capraia per dieci anni colla comminazione, in caso di fuga, di 20 anni di galea.

Nel mese di settembre la commissione criminale condanna alla deportazione a perpetuità nell’isola di Capraia il padre Tommaso Assereto domenicano, come calunniatore della Costituzione e fanatizzatore del Popolo, con l’obbligo di inviare ogni anno una fede sulla sua permanenza nell’isola, con una pena di dieci anni di carcere in caso d’inosservanza.[6]

Il 18 ottobre la commissione criminale condanna il prete Domenico Podestà di Chiavari, arciprete di Sestri Ponente, ad otto anni di relegazione nell’isola di Capraia. Nel novembre la stessa commissione condanna a 10 anni di relegazione in Capraia il padre Damaso da Vezzano e fra Angelo di Bolano terziario, ambi del convento di Oregina.[7]

Il 2 dicembre 1797 in un clima di tutta tranquillità la stragrande maggioranza dei cittadini della Repubblica approva la nuova costituzione repubblicana che prevede per il potere legislativo due camere quella dei seniori di 50 membri e quella dei giuniori di 60 membri, mentre il potere esecutivo è affidato al Direttorio Esecutivo di cinque membri eletti dal corpo legislativo.[8]

L’otto dicembre Capraia entra a far parte del cantone di Sarzana nel dipartimento del Golfo di Venere.

Il 13 gennaio 1798 il Governo Provvisorio tiene la sua ultima seduta essendosi ormai costituiti i due collegi, quello dei Seniori e quello dei Giuniori. Nasce così ufficialmente la Repubblica Ligure.

Il 30 aprile 1798 Capraia con la legge n. 77 viene assegnata alla Giurisdizione della Lunigiana, Cantone 1, con capoluogo Sarzana e con un giudice di pace di prima classe.[9]

A Capraia

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Redon de Belleville

Il 7 dicembre 1797 il ministro di Francia a Genova, Godefroy Redon de Belleville, sollecita il comitato delle relazioni estere della Repubblica Ligure a provvedere Capraia di uomini e viveri affinché gli Inglesi non abbiano il desiderio di occupare Capraia.[10]

Il 19 marzo 1798 si ancorano nel porto quattro navigli corsari francesi, comandati rispettivamente dai capitani Pietro Simone Zanzanini, Antonio Berlingeri, Antonio Bonfiglio, e Bartolomeo Giusone, i primi tre iscritti al Dipartimento di Corsica. Questi corsari, prima di entrare in porto, hanno sparato colpi di cannone fino alla sera non rispettando le regole marittime. Una volta attraccati non hanno voluto restare nella zona del porto assegnata alla quarantena ed hanno preteso di scendere a terra scontrandosi con le guardie. Tutte le imbarcazioni provenienti dalla Corsica erano soggette a quarantena a causa di un morbo epidemico scoperto a Fiumorbo. Il giorno dopo l’arrivo, i quattro corsari, avendo scorto un bastimento passare vicino alla costa, escono dal porto senza preavviso e quasi sotto il tiro del cannone lo fermano per ispezionarlo. Poiché i capitani hanno cominciato a protestare per essere stati trattenuti in quarantena, la Municipalità chiede alla sanità di Genova come deve comportarsi. Nel frattempo, arriva dalla sanità di Genova una lettera che comunica che il morbo si è estinto e che la quarantena è stata rimossa: pertanto a Capraia si devono applicare le consuete regole di sanità.[11]

Nella prima metà di maggio un gruppo di sette soldati, tra cui un sergente, rubano degli argenti di proprietà dei frati di San Francesco. I sette vengono catturati dalla Municipalità e processati il 15 maggio dal giudice criminale Ottavio Vincenzo Graffigna, che consegna il verdetto e i rei al comandante Rossi. Lo stesso giorno Il comandante Rossi spedisce i rei a Genova con la scorta di un sergente e di 13 comuni. Il comandante si lamenta che la Municipalità si è rifiutata di fornire la scorta, indebolendo così la già scarsa guarnigione.[12]

Il 9 giugno 1798 Giovanni Solari impresta in totale 3798 Lire al comandante Rossi per il mantenimento della guarnigione; il Rosi rilascia al Solari due cambiali da scontare presso la Tesoreria Nazionale a Genova.

Il 23 giugno 1798 il comandante Rossi comunica che Stefano Valle, condannato a dieci anni di reclusione e che gli era stato consegnato il 16 maggio, ha disceso con una corda le mura del Forte e si è rifugiato su una imbarcazione francese. Però il comandante francese lo ha mandato a terra su richiesta del viceconsole francese.

Il 5 luglio Giuseppe Solari impresta 1080 lire al comandante del Forte che gli rilascia una cambiale.

L’undici luglio la Municipalità chiede al comandante Rossi un piccolo cannone di ferro con due petrieri, polvere e palle per armare due piccole gondole: il comandante decide di accordarle tutto ciò a tenore della loro premura

Il 23 luglio due corsari liguri, al comando dei capitani capraiesi Pietro Luccari e Agostino Sussone catturano un lancione barbaresco algerino che conducono nel porto di Capraia. A bordo del lancione vi sono 5 algerini di cui tre feriti gravemente. I capitani corsari dichiarano di averne uccisi sei e di averli gettati in mare. Il comandante Rossi e la Municipalità ordinano ai corsari di recarsi con la loro preda al Lazzaretto del Varignano per ultimarvi la quarantena. Il 25 luglio il comandante Rossi rilascia una cambiale di 1600 franchi moneta di Francia al generale Casalta, comandante di Bastia.

Il primo agosto il Rossi comunica di aver deciso di licenziare la barchetta che portava soldati e provvigioni alle torri dello Zenobito e Barbici: i soldati d’ora in poi vi si recheranno a piedi; inoltre fa presente che il paese è ridotto alla miseria e poiché c’è bisogno di farina o galletta, olio e sale, ha mandato un caporale a Livorno per vedere se il locale console genovese può procurarli. Intanto invia a Genova con il padrone Simone Chiama le attrezzature del pozzo rotte affinché vengano aggiustate e richiede anche una catena, sempre per il pozzo, lunga 37 palmi, perché quella esistente è stata impiegata per incatenare 10 schiavi; manda anche il rollo della guarnigione che è costituita da 56 uomini.

Il 2 agosto, di notte, Stefano Valle si dà alla fuga scendendo con una corda dal Forte, lato mare, impossessandosi della barchetta di un capraiese.

Il 4 agosto il comandante Rossi riceve l’ordine dal ministro di Guerra e Marina di non far partire da Capraia il lancione barbaresco, che in effetti non si è ancora mosso dall’isola probabilmente per la resistenza dei due capitani capraiesi che temono di perdere la loro preda. L’ordine è ribadito il 18 agosto, e il 23 il notaio e giudice Graffigna intima ai due capitani capraiesi che si astengono di disporre ne far sortire cosa alcuna esistente al bordo del lancione predato alli algerini sino a nuovi ordini del cittadino Ministro.

Il 28 agosto il Rossi informa Genova che ha saputo dal capitano Antonio Simone Simici che intorno all’isola ci sono cinque bastimenti barbareschi tre a vela latina e due con vele quadre.[13]

A Genova

Il 18 settembre 1798 a Genova, il deputato Montesisto fa presente al consiglio dei giuniori che nell’isola di Capraia sussistono le autorità provvisorie per non essere state elette nel comizio di Sarzana le definitive. Questo in quanto gli elettori della Capraia non furono avvertiti a tempo di recarsi al comizio, ed inoltre il mare e i barbareschi lo hanno loro impedito. Il popolo forse malcontento come in tanti altri luoghi, ha obbligato gli elettori a procedere alle elezioni. I deputati sono ora venuti a chiedere conferma al corpo legislativo. Dopo lunga discussione, il consiglio giudica illegale la procedura seguita e autorizza il Direttorio Esecutivo ad eleggere le autorità definitive.[14] A questo fine viene nominato commissario del governo il colonnello del corpo dei veterani Francesco Gaulis.

Il colonello Gaulis parte immediatamente e arriva a Capraia il 20 settembre. Il 23 settembre comunica a Genova di aver trovato il Forte in condizioni deplorevoli e chiede l’invio di un ufficiale del genio per provvedervi; informa di aver chiesto alla Municipalità di organizzare una forza armata per la guardia degli scali e per la pubblica sicurezza. Il primo ottobre aggiunge che anche la truppa è tenuta in condizioni miserevoli e con un armamento che necessita di riparazioni.

Il primo ottobre arrivano in porto tre navigli corsari francesi comandati rispettivamente dai capitani Simone Jurcon, Girolamo Monti, e Cesare Rebufà, che non si sono attenuti agli ordini della Sanità. Il comandante Rossi si reca al porto informando i tre che devono attenersi agli ordini, ma essi dichiarano di essere stati inviati Capraia dal ministro Belleville per fare delle osservazioni . Il Rossi non sapendo come comportarsi chiede istruzioni anche perché teme che i corsari francesi diventino sempre più indisciplinati. A questo proposito cita il caso del capitano Parma entrato in porto al comando di un naviglio, dichiarato mercantile, e due giorni dopo, tirato fuori il suo armamento è uscito in caccia di un bastimento.  Il 6 ottobre viene formata una locale forza armata di cento uomini sulla quale però si può contare poco in quanto gli uomini sono poco presenti, perché in navigazione o per essere malati.  Il 26 ottobre il Gaulis chiede di essere richiamato a Genova non solo per mancanza di medicine e medici per curare i suoi acciacchi ma anche perché gli è stato promesso che l’incarico a Capraia sarebbe stato di soli quindici giorni.

Il 17 ottobre al porto scoppia una lite tra i marinai di ventisei coralline di Calvi, battenti bandiera francese e provenienti da Tunisi, ed un gruppo di capraiesi. È il dopopranzo, quando Simone Cuneo con un ragazzo stanno bagnando l’imbarcazione di Nicolao Roverano e alcuni schizzi d’acqua colpiscono Antonio Subrero, detto Gambicò, capraiese abitante a Calvi e imbarcato su una delle coralline. Il Subrero ritenendo di essere stato colpito intenzionalmente dal getto d’acqua, si scaglia con un coltello contro Simone Cuneo che è disarmato. Simone Biagini che si sta preparando per uscire alla pesca dei totani, accorre per dividerli e agguanta il Subrero per trattenerlo. Due calvesi accorrono in difesa del Subrero: scoppia un tumulto al quale si aggiungono altri calvesi armati di schioppi, bastoni e coltelli e diversi capraiesi tra cui Giuliano Cuneo capitano della forza armata. Il Biagini, che fa parte della forza armata, fugge in paese per prendere uno schioppo.  Intanto arrivano i soldati del corpo di guardia del Porto. Alla loro vista i calvesi si ritirano al riparo delle loro imbarcazioni mentre i capraiesi si nascondono dietro i Magazzeni. Quando il piccolo drappello di soldati, in tutto sette con i fucili spianati, si avvicinano ai capraiesi questi gli si scagliano contro per disarmarli. Il capraiese Anton Giuseppe Santone, armato di un coltello a lama lunga, si scaglia contro il soldato Janson, svizzero, che però riesce a parare il colpo e con la mano spezza la lama del coltello ferendosi però due dita. Aumenta il tumulto al quale accorrono anche Domenico Cuneo, viceconsole francese, e Pietro Luccari, che ha una locanda al porto, ed altri capraiesi. Intanto dal Forte arriva un drappello di soldati: alla loro vista torna la calma e i calvesi si rifugiano sulle coralline mentre i capraiesi si disperdono. Il giorno dopo il giudice di pace Ottavio Vincenzo Graffigna istituisce un processo che si protrae per tre giorni e nel quale vengono interrogati i soldati del porto, di cui tre svizzeri, e diversi capraiesi. Sulla base di questi interrogatori la Municipalità chiede che vengano messi in carcere i capraiesi Simone Cuneo e Anton Giuseppe Santone, più che altro per dare soddisfazione ai soldati. I due carcerati vengono rilasciati dopo 24 ore.  Il capitano Rossi invia il verbale dell’interrogatorio a Genova.[15]

Il 12 novembre il Rossi comunica che il 28 ottobre è stato ucciso il soldato che si trovava di posto al porto, quando la guardia era uscita per sedare dei disordini provocati dai marinai di un corsaro francese. Comunica altresì che la notte del 11 novembre hanno disertato un caporale ed un soldato che si sono imbarcati su un corsaro francese partito nella notte.

Il 26 novembre il Gaulis, poco dopo il suo arrivo, mentre chiede a Genova 30 gendarmi di rinforzo per acquartierarli in paese per tenere e freno i facinorosi e vegliare di notte alla tranquillità interna, fa presente che stante il vitto caro nell’isola ha deciso di aumentare di due soldi la paga ai soldati che ha condotto con sé.

Il 12 dicembre 1798 il comandante Rossi segnala a Genova che di giorno in giorno vanno mancando le provviste.[16]

Il 13 gennaio 1799 la Municipalità invita il comandante del Forte a fare arrestare due capraiesi. Nel tardo pomeriggio il comandante invia in paese un sergente con dieci soldati. Il drappello arresta uno dei due capraiesi, ma il drappello viene circondato da diversi capraiesi armati, circa 25 uomini, ed uno di loro, Angelo Colombani, spara un colpo di pistola contro il sergente, ma non lo colpisce perché la pistola fa cilecca. Il drappello però si spaventa e si ritira nel Forte minacciato dalla folla che lo insegue. Il comandante Rossi fa tirare un colpo di cannone e diverse fucilate per disperdere la folla dei capraiesi che finalmente si ritirano in paese. La Municipalità ordina alla forza armata di arrestare i facinorosi ma questa si rifiuta di ubbidire. Il giorno dopo la Municipalità si ritira nel Forte per paura dei facinorosi e in attesa delle disposizioni del direttorio. Sempre per ordine della Municipalità sono trattenuti nel Forte come ostaggi il cittadino Arciprete con altri due capraiesi padri dei capi dei facinorosi.[17]

In Europa: la Francia e la seconda coalizione

Mentre Napoleone è impegnato nella difficile spedizione in Egitto, ai primi di gennaio del 1799, si forma una seconda coalizione antifrancese, che riunisce Gran Bretagna, Austria, Russia, Regno di Napoli ed Impero ottomano. Le truppe della coalizione iniziano una serie di offensive contro i francesi in Egitto, in Germania, in Svizzera e soprattutto in Italia, dove un grosso esercito austro-russo guidato dal feldmaresciallo Suvorov coglie un successo dopo l’altro, cancellando in pochi mesi tutte le conquiste fatte da Napoleone. Poco alla volta le armate francese si riprendono e ottengono importanti vittorie particolarmente in Svizzera dove il generale Andrea Massena costringe il generale Suvorov ad una disastrosa ritirata. A questo punto la Russia esce dalla coalizione e il generale Bonaparte rientra dall’Egitto e con un colpo di stato viene nominato Primo Console. Bonaparte riorganizza l’esercito e discende in Italia dove, a Marengo (14 giugno), vince la decisiva battaglia che costringe l’Austria a firmare la pace di Luneville (9 febbraio 1801) e poi l’Inghilterra quella di Amiens (25 marzo 1802). È a partire dalla vittoria di Marengo che Bonaparte inizia la riorganizzazione degli stati italiani, riorganizzazione che ha un notevole impatto su la Repubblica Ligure e Capraia.

A Capraia

Il 19 gennaio giunge a Capraia una imbarcazione capraiese, scortata da un corsaro capraiese, che porta provviste e soldati per il cambio della truppa. Il commissario Gaulis decide di non inviare a Genova i soldati del cambio ma di trattenerli, avendone bisogno per le presenti vertenze degli isolani.

Il 10 febbraio la Municipalità informa Genova di non essere più in grado di fornire alla guardia al porto con la sua forza armata con la seguente motivazione:

Se li abitanti l’isola di Caprara fossero un Popolo fermo, e di continua esistenza in Patria sarebbe facile il poter provvedere colla forza armata alla guardia del porto; ma siccome detto popolo, e forza armata ad un tempo esistono nel loro quantitativo, alle volte in qualche parte, ed or in pochissimo numero per esser tutto obbligato alla navigazione e così è cosa impossibile di potervi continuare a provvedere.

 Il giorno dopo il Rossi ripristina la guardia al porto con i suoi soldati.

Il 15 febbraio il comandante Rossi comunica a Genova che la truppa a sua disposizione è composta da 79 uomini, compresa la guardia del commissario Gaulis formata da un sergente e 10 comuni. Nello stesso giorno il commissario Gaulis riceve da Genova una lettera che lo informa dell’arrivo a Capraia di un contingente francese di 100 uomini per rinforzare le difese dell’isola. Il commissario lieto della notizia, risponde facendo presente che il Forte non è in grado di accoglierli e che quindi li farà acquartierare in paese. Chiede inoltre, ancora una volta, di essere richiamato a Genova.[18]

Intorno alla metà di marzo i corsari francesi conducono nel porto di Capraia tre imbarcazioni predate: una nave veneziana, carica di lana, tabacco, e altri generi proveniente da Trieste; due navi ragusee, una proveniente da Smirne con cotoni e l’altra da Ancona con rame, lana, e fagioli. Le prime due vengono inviate al Lazzaretto del Varignano.

Il 29 marzo il commissario Gaulis invia a Genova la lettera ricevuta dal generale francese, comandante la Corsica, che gli comunica che il contingente francese di 100 uomini è pronto e rimane in attesa dell’approvazione del Direttorio Esecutivo, che conta di ricevere tramite il Belleville, ministro francese a Genova. Il commissario chiede che gli venga notificato la quantità di viveri che deve essere messa a disposizione dei francesi, facendo rilevare di avere solo del biscotto, farina, poco orzo, e fagioli.[19]

A Genova

il 29 marzo 1799 il consiglio dei Seniori approva la deliberazione per le nuove elezioni delle autorità costituite di Capraia, Municipalità e Giudice di pace con la seguente motivazione:  Considerando, che la lontananza di quel Comune dalla Giurisdizione della Lunigiana, a cui appartiene, ed il difficile accesso alla medesima reso attualmente maggiore dalle ostilità, che si esercitano in mare da nemici della Repubblica esiggono delle pronte provvidenze, e delle misure proporzionate, onde non restino impuniti i delitti, e non siano inutili in quel Comune i sacri diritti del Cittadini.[20] Ma come vedremo il Commissario Gaulis riesce a far eleggere la Municipalità definitiva solamente nel mese di maggio.

A Capraia

L’undici aprile 1799 il commissario Gaulis segnala che i francesi si sono impadroniti dell’isola d’Elba, eccetto Portoferraio che da più giorni continua a resistere.

Il primo maggio il comandante Rossi riceve un prestito di Lire duemila da Paduano Sarzana, al quale rilascia una cambiale. Il prestito serve per le paghe della guarnigione ed altre spese.[21]

Finalmente tra il 5 e l’8 maggio si tiene il comizio primario per eleggere gli elettori per il comizio elettorale.[22]

Il 7 maggio il commissario Gaulis comunica al ministro di Guerra e Marina di aver sospeso la spedizione in Corsica per il trasporto dei rinforzi francesi stante l’ordine dell’ufficio di sanità di Genova alla Municipalità di inviare al Lazzaretto del Varignano o a Livorno tutti i bastimenti provenienti dalla Corsica. Chiede anche istruzioni sulle razioni giornaliere da somministrare alle truppe francesi presenti nell’isola e informa di aver ricevuto dal console di Livorno farina e biscotto per oltre due mesi. Ma una deputazione della Municipalità inviata a Sarzana, capo cantone, ottiene una deroga sulla quarantena che prevede per i bastimenti provenienti dalla Corsica di fare la quarantena nel porto di Capraia. [23]

La disputa per la costruzione della casa Cuneo sotto il Forte

Casa Cuneo

Casa Cuneo sotto il Forte

Il 21 maggio 1799 Domenico Cuneo, viceconsole della Repubblica Francese a Capraia, scrive al ministro di Guerra e Marina a Genova, la seguente lettera:

La fisica situazione di quest’Isola resa più critica per le presenti circostanze, mi ha spinto a più procurare possibili vantaggi a questo luogo, con stabilire due Magazzini da viveri sotto la Fortezza, situazione adatta per esser garantiti da tentativi di malviventi, ed inoltre stabilire su di essi Magazzini delle abitazioni per comodo dei Repubblicani. E siccome la postazione dei medesimi resta sotto di un Forte, ne addimando la vostra approvazione. Fin ad ora ho presentato al Comandante Rossi la quarta petizione, e di questa a voi ne accludo una copia. Mi lusingo che un si giusto motivo non incontrerà alcuna difficoltà, massime che questi potranno all’occasione fornire dei viveri altresi alla Fortezza.

Il 24 maggio il Cuneo invia una petizione al comandante Rossi in cui rivendica la proprietà del terreno sul quale vuole costruire i magazzeni.

Il 25 maggio il Cuneo si rivolge alla Municipalità chiedendo una risposta alla sua petizione al comandante Rossi per costruire dei magazzini. Li avverte che il sito da lui indicato non deve essere utilizzato per alcuna Fabrica per non creare danno al Forte, perché la costruzione impedirebbe ai cannoni di battere la strada maestra che conduce al Forte e darebbe al nemico la possibilità di battere il portone del ponte levatoio e di impedire la sortita dal Forte. Informa altresì la Municipalità che ha intenzione di mandare in copia la lettera a Belleville, incaricato francese a Genova. Lo stesso giorno la Municipalità decide di nominare due periti Mastro Giovanni capo d’opera e mastro Giuseppe Morgana per quanto riguarda la strada che è di sua competenza. Sempre lo stesso giorno il Cuneo scrive una lettera dello stesso tenore al Commissario Gaulis e al comandante Rossi. Separatamente in una lettera indirizzata al solo comandante Rossi, oltre a ripetere le stesse motivazioni della precedente lettera aggiunge una minaccia non troppo velata: Pensate bene a casi vostri riparate provvedete mentre la presente si invia dal detto viceconsole francese all’incaricato Belleville in Genova, non tanto a riparo del pregiudizio che ne venirebbe a risentire la Repubblica Ligure che la Francese.

Il 26 maggio il Cuneo riscrive al comandante Rossi con tono minaccioso per assicurarsi che le sue missive vengano spedite a Genova in quanto Gio Batta Grimaldi continua a costruire sul sito.

Il 27 maggio, su richiesta del Commissario Gaulis e del comandante Rossi, si reca sul posto il capo d’opera Gio Andrea Mondini, milanese, che sotto giuramento, riferisce

essersi portato nel sito, e giacchè secondo il disegno, la fabbrica verso il Forte non eccede palmi ventisei di altezza, per venire in cognizione, se veramente la stessa fabbrica possa essere del divisato pregiudizio, ha piantato nello stesso sito un palo di legno di detta altezza, con avervi apposta nella sommità di 26 palmi una lenza, che per retta linea apportata, viene ad eguagliarsi un palmo sotto l’ombratura del camino coperto della barriera e perciò riffere, che al detto Forte non può apportare veruno pregiudizio, ciò tanto più, che rimane venti circa palmi addietro all’altre case.

 Lo stesso giorno, ricevuta la perizia dal Mondini, il comandante Rossi la invia, assieme alla lettera del Cuneo, a Genova.[24]

Il 28 anche il commissario Gaulis, con i suoi ufficiali, si reca sul luogo della costruzione e scrive al ministro di Guerra e Marina di aver fatto tirare delle linee coll’assistenza degli ufficiali, e di aver riconosciuto che l’altezza della suddetta casa portante 26 palmi, non domina né l’interno della Barriera, né il Ponte, essendo situata palmi venti dietro le case le più avanzate sotto del Forte.[25]

 Il 6 giugno, il Cuneo, non avendo ancora ricevuto soddisfazione, scrive direttamente al Direttorio Esecutivo:

Il cittadino Domenico Cuneo di Steffano comprò per mezzo degli cittadini Giuseppe Biagini, e compagni nel mese di marzo p.p. dal cittadino Gian Leonardo Bargone una Piazzola, ossia pezzo di terra situata in faccia alla Barriera della Fortezza colla condizione però, che non avesse effetto detta vendita se non otteneva detto Cuneo la permissione dal Governo Ligure per poter fabbricare in essa due magazeni.

Scrisse egli subito a voi cittadini Direttori, ed al vostro cittadino Ministro di Guerra e Marina, anche di consenso delli cittadini Gaulis vostro commissario e capitano Rossi comandante di detta Fortezza, che non stimavano permetterle un tal lavoro, affine di ottenere da chi spetta per la finale ultimazione del contratto la permissione indetta, come porta il dovere di un onesto, e vero cittadino che rispetta le leggi, e le autorità constituite.

Ma nel frattempo, che egli stava attendendo detta permissione vede portare in detto pezzo di terra dei materiali di calcina, pietre, ed altro, e vede contemporaneamente incominciarsi dal cittadino Gio Batta Grimaldi una fabbrica, che rende indiffesa la Fortezza da quella parte.

Ricorse subito con una sua petizione al comandante della Fortezza capitano Rossi, perché impedisse un tale lavoro, e le fece presente il grave danno che ne veniva a soffrire la Fortezza, ma nulla fu deliberato: Replicò nuovamente le sue proteste, come zelante Patriota, e vero cittadino non solo al sudetto comandante Rossi, ma ancora al vostro commissario Gaulis, ed alla nuova Municipalità, coll’intelligenza della quale il Grimaldi aveva sottomano fatto detto acquisto, anche con una …. al venditore, acciò fossero prese quelle preste deliberazioni, che erono troppo necessarie, ma ebbe la confusione di vedere, che sopra l’istessa sua petizione di protesta per il pubblico bene la stessa Municipalità invece di decretarsi in inibizione, vi decretò un ampia facoltà a favore del Grimaldo di poter fabbricare a suo talento, come da copia di detta petizione da esso trasmessa a voi Cittadini Direttori, ed al vostro ministro di Guerra e Marina, ed accettarlo presso di voi, come perturbatore della pubblica quiete.

In questo stato di cose non può a meno d’invitarvi a prendere sopra dell’esposto quelle giuste provvidenze, che meglio apprenderete per il bene della cosa pubblica, che è la difesa della Fortezza, e per far sentire a quella Municipalità di Capraja il poco attaccamento, che ha dimostrato alla Nazione per favorire un privato.

Il 6 giugno il Direttorio Esecutivo chiede al ministro di Guerra e Marina di informarsi e di fare un rapporto. Il 15 il ministro risponde che ha fatto chiamare il capitano del genio Stefanini, che era stato mandato a Capraia come commissario dal Governo Provvisorio perché riferisca quanto era a sua conoscenza. Dal rapporto dello Stefanini il ministro deduce che è necessario fare cessare i lavori per non pregiudicare la difesa del Forte. Infatti, lo Stefanini, riferisce che a suo tempo aveva già negato il permesso di costruire al Cuneo, come aveva fatto in precedenza il commissario Brignole ad una analoga richiesta, in quanto una costruzione in quella piazzola sarebbe pregiudizievole per la difesa del Forte.

Il 17 giugno il Direttorio Esecutivo decreta che il Ministro di Guerra e Marina è incaricato di dare gli ordini opportuni per impedire la fabrica, e far immediatamente demolire ciò che già fosse stato fabbricato.

Il 24 giugno il Grimaldi da inizio ai lavori di demolizione della casa oggetto della disputa. Nello stesso giorno mentre il colonello Gaulis, commissario, lascia Capraia, il Grimaldi presenta alla Municipalità una petizione contro l‘ordine di demolire la casa ricevuto da Genova e al quale ha prontamente ubbidito, ma nello stesso tempo, dopo aver riassunto quanto accaduto, ne chiede l’intervento presso il ministro affinché esponga la verità dei fatti.

La Municipalità scrive al ministro Botto per comunicare di aver preso atto della decisione di far demolire la casa del Grimaldi. Pur la cosa non essendo di competenza della Municipalità, per pura giustizia, ritiene la decisione ingiusta in quanto su quel sito il Cuneo aveva tramato per costruirvi la casa della sua abitazione con più magnificenza ed altezza.

Il 26 giugno il Grimaldi ottiene che Gio Leonardo Bargone, il proprietario originale della piazzola, si rechi a fare una testimonianza giurata davanti al notaio Graffigna. In essa Il Bargone attesta che Domenico Cuneo voleva carpirgli il sito per fabbricarvi una casa di abitazione con stratagemmi e ingiusti pretesti ad un minimo prezzo, ma in realtà senza mai concludere l’affare. Il Grimaldi gli chiese se volesse vendergli la piazzola, e alla richiesta di centoventi scudi, accettò. Prima di concludere il Bargone informò per ben due volte Domenico Cuneo tramite Agostino Dussol. Ma Domenico Cuneo non volle offrire più di pezzi cento duri. Allora il Bargone cedette la piazzola con regolare contratto al Grimaldi.

Lo stesso giorno ad istanza del Grimaldi 102 cittadini si presentano davanti ai municipali e al giudice di pace delegato Anton Giuseppe Artisi al quale rilasciano la seguente dichiarazione:

Primo che la fabrica stata demolita per ordine del Ministro di Guerra e Marina trasmesso a codesto comandante Rossi, ad istanza del cittadino Domenico Cuneo di Stefano non era altrimente di pregiudizio al Presidio prima per esser indietro palmi 40 circa all’altre case più prossime al detto Presidio.

Secondo dichiarano li sottoscritti segnati, che la pianta di detta demolita Fabrica oltre non dare alcun pregiudizio a detto Forte, ma bensì resta più al scoperto la strada, megliore assai quando vi era la demolita Fabrica, perché nella passata piazza o sia situazione vera più grande della pianta di detta demolita Fabrica, e restano più ample le strade tanto sia per tramontana come per mezzogiorno, come per tutte le altre strade del paese.[26]

Il 29 giugno il comandante Rossi comunica al ministro di Guerra e Marina che la casa è stata demolita, anche se la Municipalità gli aveva chiesto di avere qualche riguardo.

Il primo luglio Domenico Cuneo comunica al Ministro di Guerra e Marina di essere stato incaricato dal ministro plenipotenziario francese Belleville di distribuire una partita di grano di mille sacchi alla popolazione in base al numero dei componenti della famiglia e al prezzo di lire 36 alla mina. Invita il ministro a non prestare ascolto alle maldicenze sul suo conto fomentate dalla Municipalità e dal direttore delle poste del Regno di Sardegna e da Gio Batta Grimaldi per avergli fatto demolire la casa. Anzi ricorda gli aiuti in denaro e mercanzie per la guarnigione e la possibilità che ha il comandante Rossi di acquistare da lui 80 fucili nuovi che si è procacciato. Lo stesso giorno pubblica un proclama alla popolazione nel quale afferma che la partita di grano messa all’asta è stata predata dal corsaro Bargone padrone del Buonaparte e in accordo con lui 200 sacchi di grano vengono distribuiti tra i suoi marinai. La vendita verrà fatta il 2 luglio nella piazza della Libertà al prezzo di scudi tre grossi di Francia al sacco equivalenti a Lire 36 la mina, prezzo determinato dai periti Chiama e Danove.[27]

La casa, che si può vedere anora oggi fu infine costruita secondo il progetto di Domenico Cuneo, probabilmente quando Capraia divenne francese.

La nuova Municipalità

Il Comizio Elettorale, intanto, elegge i nuovi Municipali: Stefano Artisi, Giuseppe Andrea Danove, Pauolo Salese, Rinese, e Cuneo. Mentre si sta preparando l’insediamento della nuova Municipalità nella sera tra il 21 e il 22 maggio viene appeso sul portone della chiesa di S. Nicola il seguente manifesto:

“Avviso ai buoni patrioti

Un branco di nemici della libertà e dell’uguaglianza esistono in Capraia quali tremano sordamente sulla prospettiva di quella felicità e quiete che si procura di preparare ad un Popolo libero. Son molti sono i cani maligni che son nemici del Democratico sistema, e non possono soffrire in pace, che si faccino conoscere i Diritti del Popolo. Evidentemente fra questi ci sono compresi quelli che la mattina del 7 corrente maggio fecero comparire de cartelli, imitando il cartello trovato all’albero della libertà in Livorno ne seguenti termini albero senza radiche beretta senza testa la Municipalità non resta e con altri termini infamatorij. Non ignorate quali siano coloro che abboriscono i più veri Repubblicani, sichè vorebbero orgogliosamente soggettarli al suo Dispotismo, la prepotenza e l’orgoglio figlio dell’usurpazione si è fatta vedere a faccia scoperta.

Oh quante volte la calunnia ha denigrato l’onore che era il portaggio dell’innocenza? Quante volte si cangi ‘il nome di quei Cittadini, che coll’accortezza del consiglio accelerar voleano la commune felicità! Se i poveri cittadini riclamavano i loro diritti, se biasimavano le azzioni di chi aveva violata la Legge ben presto si scriveva al Direttorio nella Centrale e si diceva, che erano sussuratori, capi rivoluzionarij, e aristogratici, ed essi cedevano all’urto imperioso delle circostanze. Cittadini voi che avete sofferte tante persecuzioni, — all’osservanza della Legge. No cittadini, non mi saziero giamai di ripetervi, ciò che più volte a viva voce io ho declamato. Ma come convivere mai con questi tali, non svente il vostro zelo per la commune quiete, non deponete lo sdegno con persone, che non rispettano alcun dovere, che non riconoscono alcuna legge e che tutti hanno infranto e calpestato i più santi Diritti.

Questi non si vergognano di comparire macchiati in fronte, in faccia a tutto il creato, e che altra via non prescrivevano a loro passi che quella dell’inganno, che quelli della rapacità, e prepotenza, e siavi d’avviso non convenite mai con questi tali, che ci dissonorano nanti del mondo tutto.”

Il 22 maggio alle 9 di mattina si installa la nuova Municipalità che decide di recarsi, verso sera, alla spiaggia del porto per vedere in quale stato siano gli affari di pubblica sanità e di alcuni liuti in contumacia: Li nuovi municipali seguiti da quasi un intero popolo di sesso mascolino, che cantavano inni e canzoni patriottiche, arrivati nella spiaggia del porto trovarono che colà da alcuni buoni patriotti era stato eretto un nuovo albero di libertà, e colà fu da una dei municipali fatto un discorso pubblicamente sull’osservanza della Legge, sulla fedeltà e sulla quiete e democrazia.

Qui i nuovi municipali decidono, alla presenza del popolo, su chi deve o non deve essere ammesso a libera pratica.

 Il 24 maggio 1799 il Gaulis decide di ritornare a Genova anche se gli è stato imposto di attendere le truppe francesi prima di partire. Le truppe Francesi non possono arrivare in quanto la Sanità di Genova ha imposto la quarantena a Genova sulle imbarcazioni corse concedendo però che se il trasporto verrà effettuato con navigli capraiesi, i francesi possano scontare la quarantena a Capraia.[28]

Nel mese di maggio il liuto di Domenico Cuneo q. Andrea che si trova alla fonda vicino alla Punta di Casa – golfo di Alghero – viene scorto dalla feluca corsara francese La Coraggiosa comandata dal capitano Antonio Scasso che si trova a sottovento di Porto Conte. Il corsaro si avvicina al liuto e lo costringe a seguirlo fino a Porto Galera. Qui dato fondo il corsaro scende nel liuto e preleva una balla di panni turchini, delle pezze di mussolina e fazzoletti fini. Il povero Cuneo chiede di rilasciargli una ricevuta per quanto prelevato in modo da potersi giustificare con i mercanti che gli avevano affidato il carico. Cosa che il corsaro fece.[29]

Il 15 giugno il ministro di Guerra e Marina comunica al comandante Rossi che riceverà un rinforzo di 100 volontari francesi dalla Corsica.

Finalmente il 24 giugno il commissario Gaulis lascia Capraia.[30]

A Genova

Il 30 giugno il consiglio dei Giuniori riceve gli abitanti dell’Isola di Capraia che chiedono di essere staccati dalla Giurisdizione della Lunigiana, e riuniti alla Centrale ove più frequentemente li traggono gli oggetti del loro Commercio.[31]

Il 9 luglio il Consiglio dei Sessanta, a Genova, a seguito di una petizione dei deputati di Capraia decide di istituirvi un Tribunale del Commercio.[32]

A Capraia

Il 4 luglio la Municipalità segnala a Genova la presenza, da qualche giorno, nelle acque di Capraia di tre fregate, supposte inglesi, e numerosi altri legni che il giorno precedente sono comparsi provenienti da Piombino e diretti in Corsica. La Municipalità assicura che con guardie giornalieri sorvegliano per evitare una sorpresa.[33]

Il 17 luglio il comandante Rossi chiede alla Municipalità un prestito di lire 2000 per i bisogni della guarnigione.[34]

Il 19 luglio viene convocata una seduta straordinaria della Municipalità:

 Seduta straordinaria del giorno di venerdì

Radunata la Municipalità in quarto numero essendoci stata tramandata dal cittadino comandante Rossi il giorno 18 un messaggio il giorno 19 avendone fatta lettura e dichiara il sudetto Rossi di essere urgenza per la guarnigione atteso che non potendo venire nessuna occasione per via di mare per li nemici della nostra Repubblica la Municipalità avendo preso in considerazione su di questa urgenza prende la deliberazione seguente

Decreta

di tramandare messaggio alli cittadini Stefano Cunio q. Gio Leonardo, Leonardo Sussone q. Agostino, Domenico Cunio di Giuseppe, Gio Battista Grimaldi q. Bartolomeo, Agostino Sussone di Leonardo, Gio Olivieri q. Gio Lorenzo q. Lorenzo, Gio Leonardo Princivalle q. Giuseppe, Gio Grimaldi q. Bartolomeo come essendo per la somma di L. due mille moneta F.B. per il giorno 20 luglio e così fu sciolta la seduta alle ore 12 di mezzo giorno.[35]

Nel pomeriggio la Municipalità convoca nel Burò municipale i cittadini Giovanni Olivieri, Gio Leonardo Princivalle, Domenico Cuneo, Agostino Sussone, Stefano Cuneo, e Leonardo Sussone, ed impone loro di pagare Lire 250 a testa per il mantenimento della Fortezza, e così soddisfare in parte alla richiesta del comandante.[36] Tutti rifiutano di pagare. Il giorno dopo scoppia un putiferio. Ecco la versione ufficiale della Municipalità:

 Seduta del 20 luglio

Radunata la Municipalità in quarto numero accordò di già veduto l’urgenza della dietro scritta numerazione di Lire 250 per ogni cittadino

Decreta

La Municipalità sul momento seguente L. 250 F.B. per la ridietro urgenza di codesta guarnigione di questa Fortezza altrimenti voleste qualche torbido di non pagare la sudetta partita si piglierà in considerazione di quello e quanto.

Essendo stato chiamato il cittadino Gio Olivieri e con una impudenza corrispose che non vole pagare niente e con una tale superbia di volere le mane adosso al cittadino Presidente Pietro Rinese. Furiosamente sortindo fuori dalla Tribuna e gridando ad alta voce fuori fuori  ed in tratto si vede comparire il cittadino Gio Leonardo Princivalle, Francesco Cunio Domenico Cunio fratelli e figli di Giuseppe, Stefano Princivalle di Giacinto, Antonio Princivalle di Giacinto, Giuseppe Princivalle q. Giuseppe, Nicroso Princivalle q. Giuseppe, Gio batta Cuneo q. Nicolao dove il detto Gio Battista Cuneo a percosso con una pietra in faccia la cittadina Angela Maria di Benedetto Chiama mentre stando al suo Balcone fu percossa dal sudetto cittadino Cuneo di un colpo smisurato. In seguito, vi era d’altri cittadini di attruppamento Leonardo Sussone e Agostino figlio Sussone, Gio Battista Cunio di Giuseppe et altri che verranno noto a noi, ed altri cittadini parimente Gio Leonardo Sabadino di Francesco e Francesco Sabatino fratelli tutti questi sono comparsi formati come un attruppamento con arme cioè schioppi pistole sciable e bastoni con stocco per trucidare la detta Municipalità. Essendo stato sempre li dietro scritti un branco di … di superbi, di sediziosi, e al fine disturbatori contro la publica tranquillità che con prove evidentemente si vedono.[37]

 Chiusa la seduta la Municipalità chiede al comandante Rossi di accordargli 10 soldati ben armati per arrestare i sei. Il comandante si reca al Buro Municipale per fare presente che se accordasse i dieci soldati c’è il pericolo di qualche disordine tra la popolazione e ne approfitta per fare presente che diversi cittadini gli hanno offerto del denaro e non è più necessario che la Municipalità provveda alla sua richiesta. Mentre sta ritornando al Forte, il comandante sente un gran rumoreggiare nel paese. Dopo essere rientrato al Forte lo raggiungono quattro municipali che gli fanno presente che diversi cittadini hanno perso il rispetto della Municipalità e che vogliono che siano catturati i ribelli. Il comandante fa presente ai quattro municipali che essi hanno i mezzi per arrestare i dissidenti senza aver bisogno della forza armata. Il giorno seguente domenica, di prima mattina, la Municipalità chiede al comandante Rossi il servizio del tamburino per le ore otto per organizzare al Popolo le nostre Incombenze.[38]

Di quanto successe in quella giornata abbiamo tre diverse versioni. La versione ufficiale della Municipalità:

 Seduta straordinaria del giorno 21 luglio

Radunata la Municipalità in pieno numero avendo preso in considerazione di venire la forza armata per assicurare i Capi rivoluzionari che sono li seguenti Agostino Sussone, Gio Olivieri. Domenico Cuneo, Gio Leonardo Princivalle, e Nicroso Princivalle, Gio Leonardo Sabatino di Francesco prima si mandò messaggio che si costituissero in arresto per ore 24 poi la Municipalità prenderà in considerazione a tenor della legge. Mentre la forza armata era in piazza nazionale si vede sparare un colpo di fucile dal balcone di Nicroso Princivalle contro la forza armata mentre era in quieta. Che questo è stato il cittadino Giacomo Princivalle e altro cittadino essendo stato impostato per tirare alla forza armata, che questo fa il cittadino Francesco Sabatino di Francesco ed in seguito Antonio Princivalle. La forza armata si corse appresso di questo e non potendolo pigliare ma la Municipalità prenderà quelli opportuni risentimenti. La mattina del giorno 22 corrente luglio radunata la Municipalità in quarto numero si è mandato lo … del suo arresto alli cittadini qui sotto segnati.[39]

Il comandante racconta che al termine della messa nella parrocchiale scoppia un gran vociare di donne e cittadini sulla piazza antistante la chiesa, la piazza della Libertà, dove si trovano anche i municipali. Questi poco dopo si presentano al Forte dichiarando al comandante che il popolo gridava che era ben contento della loro condotta e poi chiedono di nuovo dieci soldati con un sergente. Il comandante rifiuta e li invita a convincere gli arrestati a portarsi spontaneamente al Forte, come poi avviene. Dopo che i sette si sono consegnati si odono dei colpi di fucile provenienti dalla piazza della Libertà: il comandante fa chiudere il Forte e poi fa sparare un colpo di cannone a vuoto. I colpi di fucile cessano. Il comandante invia quindi il sergente Storaci al Buro municipale per sapere cosa fosse successo. I municipali dichiarano che la sparatoria ha avuto inizio quando è stato sparato un colpo di fucile da una casa vicina alla piazza contro la forza armata che ha risposto al tiro.[40]

Un nutrito gruppo di cittadini – ben 142 che firmano il documento – dà invece la seguente versione dei fatti:

 Il giorno di domenica 21 corrente la Municipalità affisò publico editto alla Piazza della Libertà ove invitava tutto il popolo ad udire quanto pensava di disordine.

Il Cittadino Andrea Rossi Comandante del Forte pervenuta a sua notizia il risultato di tale invito esebito dalla Municipalità, si opose con … intesa il non potere conseguire tale congresso previo il decreto stato publicato, e ordinato dal Generale Franciese Comandante in Genova, il quale le toglie il diritto di poter formare adunanze e cose consimili, sotto il peso eser puniti militarmente.

Ma la Municipalità intenta a suoi caprici di nulla si cura l’oservazione del medemo, intesa tale aviso fa al momento rapelare a sono di tamburo non curando di quanto gli è stato rapresentato dal Cittadino Comandante.

Apena finita la messa parochiale unito il partito adirente alla Municipalità al Arbero della Libertà la major parte armatj si posero a solevare in una rivoluzione tutto il popolo. Indi radunata la Forza Armata di ragazzi adirenti a loro partito missero sotto fugilate la casa del Cittadino Giuseppe Sabatino q. Giuseppe istigando ed inpugiando le armi per le strade contro  i veri Cittadini Liguri faciendo altre si lo sparo di venti o trenta tiri di fugile ed alora il popolo era ridotto alla magior confusione per l’ ordini esibiti da una Municipalità tutta intenta e propensa a far stragie de veri cittadini col ritiro nascosto alle loro case asartando ed impugniando le armi per aterale a sera le porte de Cittadini j quali sierano ritirati per sua quiete nel Forte …. a loro riusciva eseguire ogni inconveniente nelle rispettive loro abitazioni.

Seguite tali cose la Fortezza fecie tirare un colpo di canone con balla a voto per sedare quanto era seguito j disordini.[41]

 Sempre nella mattinata, verso le 11, si presenta al Forte Bartolomeo Solari, capitano della Forza Armata che dice che per ordine della Municipalità il comandante deve tenere in arresto sino a nuovi ordini della Municipalità i cittadini Giovanni Olivieri, Gio Leonardo Princivalle, Domenico Cuneo, Agostino Sussone, Francesco Sabatini, Gio Leonardo Sabattini, Nicroso Princivalle, Giacomo Princivalle, Antonio Princivalle, che pacificamente si sono presentati alla barriera del Forte. Più tardi nella giornata si presentano anche Luigi Sesini e Giuseppe Princivalle.

Il 22 luglio si riunisce ancora una volta la Municipalità:

La mattina del giorno 22 corrente luglio radunata la Municipalità in quarto numero si è mandato lo … del suo arresto alli cittadini qui sotto segnati.

E così fu fatto messaggio al cittadino Rossi comandante per metterli in prigione e il detto Rossi eseguì nostri ordini. Stante mezza ora circa ricevendo la Municipalità dal cittadino Rossi altro messaggio a nome dei arrestati e fanno intendere che in quella carcere non era luogo per questi arrestati e che li mettessero in altra situazione. La Municipalità tramandò altro messaggio al cittadino Rossi che siano tenuti e siino messi nel luogo dove fu in istagio l’arciprete Sabatini, Domenico Colombano, Giuseppe Sabatino e Stefano Sussone ben chiusi e col suo custode.

Medemamente si mandò messaggio al cittadino Luigi Sesini e Giuseppe Princivalle per costituirsi in arresto in Fortezza essendo anche questi stati dichiarati in stato di accusa e di essere stati anche in seguito dei capi rivoluzionari e contro della tranquillità pubblicha.

Il 23 luglio si riunisce nuovamente la Municipalità:

 Seduta straordinaria del giorno 23 corrente luglio

Radunata la Municipalità in quarto numero si è fatto il Presidente definitivo del Burro Municipale e fattone due bollettino al cittadino Pauolo Salese e Giuseppe Antonio da Nove e sono estratti la sorte ed è stato eletto in qualità di Presidente definitivo Pauolo Salese di Domenico.

Seduta straordinaria del giorno 23 luglio alle ore 2 pomeridiane.

Radunata la Municipalità in quarto numero è stato presentato nanti di noi un messaggio del cittadino Rossi comandante a nome dei carcerati che vogliono li sudetti carcerati il vitto giornale. La Municipalità risponde che se vogliono il vitto giornale fa di bisogno che si costituiscono nelle carceri a tenor di legge.

Il giorno detto 23 corrente luglio alle ore 6 pomeridiane statoci presentata una petizione delli cittadini carcerati ma questa petizione di nessun valore che piuttosto era a noi contraria ed alla legge con invitandoci noi e obbligare a sottoscrivere alla detta petizione la Municipalità rispose che facessero in migliori termini e maniera. Allora li cittadini Gregorio Ramarone e Giuseppe Sabatino si ne sono andati altra volta in Fortezza per parlamento di detta petizione come se fosse un parlamento di pace. Ritornati stante mezzora eccoli altra volta nanti di noi li sudetti cittadini e risposero verbalmente che aspettassero la matina del giorno seguente che li 24 luglio avrebbero fatto una petizione in trattamento di pace e domandare scusa al popolo ed alla Municipalità dell’errore comesso e di non ritornare più a questo eccesso seguito. E così si tralasciò di inviare il nostro espresso di già pronto per partire. Allora si fece altra riflessione di aspettare la mattina seguente.

Lo stesso giorno l’arciprete Sabbatini, richiesto dal comandante di fornire notizie su quanto accaduto nel paese, così risponde:

Mi è stato presentato in un cittadino Municipale un suo biglietto, e sul fine dice che ha ordine dal Governo Ligure, che il Cittadino Arciprete debba riferirvi quanto accade nel Paese.

Vi risponde, che quello accade per il Paese lo sapete meglio di me, il quale vivo ritirato sapendo che mi vanno insidiando la vita. E tanto è vero, che il giorno 21 corrente non vedendomi li Capi partiti, di rabbia, e dispetto hanno … la mia nepote alla sua fenestra. ed hanno colpito gravemente la sua figlia in fronte che si trovava in letto sotto cura.

 Intanto continuano le negoziazioni tra la Municipalità e gli arrestati. Il 24 luglio si riunisce di nuovo la Municipalità:

 Seduta ordinaria del giorno 24 luglio

Radunata la Municipalità in quarto numero essendoci stato presentato un messaggio dei cittadini carcerati a mezzo del cittadino Rossi comandante rispondono li sudetti carcerati non possono sofrire un tale carcere e rispondono che la legge non lo vole e di più che vogliono il vitto giornale. La Municipalità per andare alla quiete e tranquillità li abbiamo mandato messaggio che se vogliono essere fuori di prigione non volle passare nessun mantenimento e si attende risposta. Stante mezz’ora di tempo ricevuto messaggio e sono stati risoluti di … fuori di prigione e che non vogliono mantenimento alcuno. Essendoci stato nanti di noi presentato li cittadini frate Assereto Domenicano di nazione ligure e il cittadino frate Gregorio di Capraja ed il cittadino giudice di pace che qui attende come mandatari di pace questi arrestati corrispondono che non vogliono riconoscere autorità costituita ne popolo.

Seduta del sudetto giorno alle ore 2 pomeridiane.

È stata presentata una petizione delli sudetti carcerati del tenor seguente

Cittadini Municipali

Li fatti occorsi li 20 e 21 del corrente luglio per li quali li sottoscritti cittadini volontariamente si sono costituiti in arresto in questo presidio non hanno mai preteso che fossero un vero attentato contro la legge, contro voi, e contro il popolo. Questi sono accaduti inconsideratamente e per sinistra intelligenza. Colla presente dichiarazione però noi qui sotto scritti concordemente ci protestiamo di non avere ne contro voi, ne contro il popolo Livore alcuno e semmaj cola nostra condotta vi chiamate offesi ve ne dimandiamo scusa e ci rimettiamo al vostro amore e fratellanza, promettendovi di vivere pacificamente in vera unione con voi e riconoscendovi vera Autorità costituita legittimamente eletta dal popolo al quale vi preghiamo di far presente questi nostri sentimenti, sperando si da voi, che da esso la nostra libertà. Ed inoltre intendiamo essere nullo e insusistente qualunque esposto che fosse fatto al Governo Ligure tanto contro di voi che di qualunque individuo, pregandovi di mettere in noi un grazioso silenzio … l’accordo, e vi preghiamo salute e fratellanza. Firme e firma Giudice di pace

 Il giorno seguente si raggiunge un accordo:

 Seduta straordinaria del giorno 25 luglio 1799

Radunata la Municipalità in quarto numero è stata presentata nanti di noi li sottoscritti a nome del Popolo a tenore della petizione sottoscritta dalli cittadini arrestati che domandano scusa alla Municipalità a ed il Popolo di tutte quelle mancanze … ed il popolo l’accorda della pace

Il popolo di Caprara

letta la retroscritta petizione firmata dalli nominati arrestati dal popolo nel Presidio, e inteso chiaramente il tenore della medesima dal detto Popolo nella piazza nazionale ha risposto a viva voce che li retroscritti arrestati siano messi in libertà sotto le condizioni in detta petizione espressa.

Ciò inteso da noi Municipali e fatta seria riflessione a tutti abbiamo accordato e contentato il popolo.

La Municipalità per la seguente urgenza prende la presente deliberazione di mandare un messaggio a nome del popolo al cittadino Rossi comandante del tenor seguente:

La Municipalità di Caprara al cittadino Rossi comandante

la Municipalità … della pace fatta e ottenuta dal Popolo ordina che sijno rilasciati li cittadini arrestati in numero di undici.

 Lo stesso giorno anche il viceconsole francese Domenico Cuneo che si è rifugiato nel Forte decide di ritornare in paese senza spiegare il motivo per il quale vi si è rifugiato fin dal giorno 22.

Il 27 luglio la Municipalità invia le sentenze, emanate il giorno 22, al ministro di Guerra e Marina a seguito di una petizione della popolazione, per giustificare il proprio operato e forse anche per essersi resa conto di aver provocato una mezza rivolta in paese.[42]

Il 28 luglio, a Genova, Francesco Gaulis, comandante del corpo dei Veterani, scrive al ministro di Guerra e Marina di essersi costituito agli arresti secondo l’ordine ricevuto.[43]

Il primo agosto il comandante Rossi chiede di essere richiamato a Genova.[44]

Il 12 agosto la Municipalità nomina provvisoriamente in qualità di giudici di commercio: Stefano Cuneo, Giuseppe Sabbatini e Stefano Sussone.[45]

Il 15 agosto alle nove di sera, alla luce della luna, viene scorta all’altezza della punta della Fica, una polacca. Questa scorta dal presidio e dalla popolazione viene obbligata con due tiri di cannone a spedire la lancia in terra. Detta polacca era stata catturata da un corsaro francese ma era stata trascinata dalla corrente verso terra. Arrivata in porto la lancia, sono stati catturati quattro dei suoi marinai e al loro posto sono imbarcati due locali con l’ordina di condurre in porto la polacca. La polacca si chiama Maria Favorita ed è comandata dal capitano Vincenzo Politica raguseo, è carica di grano e proviene da Salonicco per conto di mercanti liguri.

Il 17 agosto nella sua seduta giornaliera la Municipalità decide quanto segue:

La Municipalità in quarto numero radunata in coerenza alla Costituzione all’articolo 191 considerando trovarsi mancante di un membro municipale spirato il termine permesso dalla Costituzione a Decretato e Decreta avere rimpiazzato il sudetto municipale nominato Stefano Artisi dal Cittadino Pietro Antonio Sabatini Parrocho di questa parochia. Sul momento il detto Sabatini fatto il solito civico giuramento annunzia di effondere tutte le sue forze per servire la Patria e prega i municipali suoi colleghi a secondare in norma della Costituzione con tutta la sua intelligenza quanto essa li fa presente e di vivere in perfetta unione.

 Il 18 due dei municipali, Giuseppe Andrea Da Nove e Pauolo Salese rinunciano volontariamente alla loro carica. Mentre i restanti municipali si apprestano a scegliere i sostituti dei due dimissionari, si sparge la voce che questi siano stati seddotti dal partito delli provisori passati e non ad altro fine, che per mettere discordia disordini e risse

Il 20 agosto il padre domenicano Gian Tomaso Assereto relegato a Capraia chiede che gli venga pagata la pensione annua di lire 400 che il Governo ha accordato ai religiosi degli ordini soppressi.

Il 26 agosto il capitano Rossi comunica a Genova che il generale di Corsica lo ha invitato a inviare la polacca a Bastia e nello stesso tempo informa il ministro di aver ricevuto in prestito dal viceconsole francese 200 scudi grossi per la guarnigione.

Il 27 agosto la Municipalità scrive al Ministro di Guerra e Marina che il capitano francese chiede che gli sia restituita la polacca ma, la Municipalità dichiara, che in attesa di ordini da Genova, si oppone alla richiesta del capitano francese perché la polacca era stata smarrita dal capitano, perché era stata condotta in porto dai marinai capraiesi e perché la merce è stata commissionata da dei liguri. Inoltre, la popolazione si trova a corto di vettovaglie.

Il primo settembre i veri Repubblicani così scrivono al comandante Rossi:[46]

Cittadino le premure, e le stravaganze, che hanno usato le autorità esistenti in questa Isola, e per avere anche per così dire promosso in questo comune un spirito di partito, ed anche tentato l’impegno, per ottenere nomina in qualità di essere eletti Municipali sodisfate col premio di qualche interesse; non curando, e ponendo in oblio l’adempimento di quanto ordina una costituzione Sacrosanta in ciò che riguarda a tale Elezione.

Ad unta si sono posti in autorità; che vedute tali cose su riferite da cotesti Cittadini, favano pensare che ardessero di uno zelo, onde sacrificar si volessero per la pace, Giustizia, e vantaggio di questo comune; ma purtroppo i Cittadinj Caprajesi ponderar dovrà il caratere di chi è posto in autorità, che tale beneficenze erano al caso compartirle; perchè tali prerogative nelle respetive persone non anno mai avuto origine.

E invece si scorge a cognizione di tutti; che l’autorità di Municipale, e Giudice di Pace, da essi procoratesi sotto finte colorite finzioni ad altro non serve che dar appoggio non alla Giustizia e Buon ordine, ed al vantagio Comune: ma anzi tutto all’opposto li serve di mezzo per raguardare, e piuttosto prucurare il suo interesse … chi può capire capisca, vendicarsi contro questo e contro quello, usare delle prepotenze senza ritegno, delle parzialità, ed ingiustizia affidati alla loro autorità; e difatti tali cose non si ponno ignorare per esser vere e da loro medesimi notificate presso questo comune.

Quello però, che il Popolo soffre con dispiacere aver inteso che il suo pastore posto alla cura delle anime si sia ascritto per se medesimo Municipale, non per altro, ma però per esser contro la costituzione. Si può tradire con ragione secondo parla la scritura essere uno di quelli posto in ruina, e non in resurrezione. Quanto sarebbe di magior esempio in vece di andare assistere al Buro Municipale ad occuparsi in interessi ed affari che tutt’ora il suo stato li ricusa; ma invece andare alla sua Chiesa ad assistere con magior attenzione alla cura a cuj è apposto, e pregare Iddio per il suo gregge.

Ma si comprende bene, che il vizio di far male reprime far del bene.

In oltre Cittadino siamo in obligo notificarvi di quanto accade: sopponiamo che in questa Isola vi sia una gran parte di questi abitanti che desiderosi della venuta della truppa Francese in questa Isola in oggi si vede quanto su estende il Republicanismo dell’Autorità esistente; perchè in occorenzia anno dovuto ordinare la Municipalità al provedimento di letto e denaro, per mantenere la truppa: tutto da detta autorità sono state incombenzate, e ordinate a tal adempimento quelle persone da loro prese a parte e che dimostrano un spirito di vero Repubblicano dicendo con quelli che l’anno mandati a chiamare, e così li mantenghino.

Ed in tal caso l’autorità e la forza a loro serve di privata vendetta ed oppressione ai veri Republicanj, Loro meritevoli uniti a suoi aderenti complici di tante infrazioni alla legge, origine di tanti disordini vengono ad essere preservati da qualunque interesse, in seguito de suoj così detti partitanti.

Cittadino Comandante per esser vere tali cose e presi da noi a sospetto per giusti motivi le autorità Attuali e per andare anche al riparo di quanto possa essere di disordine per le violenze, prepotenze, ed ingiustizie usateci da dette autorità

Dichiariamo noi sottoscritti non volere aderire ne a consentire, come se non fosse a quanto ordinerà la Municipalità e Giudice

Ma bensì aggreghiamo a voi Cittadino Comandante del Forte tutta la cura di qualunque aministrazione da eseguirsi in questa Isola, sia politica che civile ed esecutiva; rendendoci con animo pacifico ubbidienti a vostri ordini; con rendere sospesa l’aministrazione di qualsivoglia autorità esistente in questa Isola con renderla dichiarata in stato sedizioso perché le circostanze attuali per giusti motivi così esigono per esser voi responsabile quanto al contrario accadesse.

Il 10 settembre per ordine della Commissione militare imperiale è stato spedito un bastimento armato parlamentario, con bandiera genovese ed imperiale, all’Isola di Capraja, coll’intimazione della resa per togliere un asilo ai Corsari Francesi.[47]

 L’undici settembre il generale Jean-Jacques Ambert, comandante in capo della Corsica comunica al capitano Rossi che su richiesta del Direttorio Esecutivo della Repubblica Ligure invierà a Capraia 40 soldati con i sottufficiali. Questo con due bastimenti scortati dalla feluca La Dangereuse. Il contingente, guidato da un ufficiale, rimarrà di guarnigione e sarà comandato dallo stesso Rossi. Il generale aggiunge che, per venire incontro alle richieste dei Capraiesi, gli venga inviato la metà del grano catturato sulla polacca.

Il 12 settembre arrivano a Capraia 40 volontari francesi comandati da un sottotenente: è il contingente promesso dal generale Ambert.

Il 24 settembre il capitano Rossi si rivolge direttamente al Popolo di Capraia:

“Il comandante del Forte di Capraia al Popolo

Pienamente informato sudetto Comandante dalli spiriti di partito, che regnano in questa Isola, che meritano un troppo necessario riparo, per evitare le triste conseguenze;

Viste le replicate instanze che le vengono fatte in nome di questa Popolazione, in n° di 171

sudetto Comandante passerebbe a dichiarare questa isola in grado di Assedio, ma non stimando di ciò fare senza l’approvazione del Governo Ligure; ciò non ostante rende inteso il Popolo che da oggi in appresso tutte le deliberazioni e autorità tutte constituite non saranno valide, senza che prima non siano concertate con esso, e senza la sua approvazione; e ciò sino a nuovi inviti del Direttorio Esecutivo”.

Il comandante Rossi invia copia del proclama a Genova e il 30 settembre il Direttorio Esecutivo emette il seguente Decreto:

1° L’isola, e la Comune di Caprara è in istato d’assedio

2° Il cittadino Rossi capitano comandante nella medesima Isola è autorizzato a prendere tutte le misure che crederà convenienti per assicurare la tranquillità, e per provvedere alla difesa dell’isola medesima

3° Il Ministro di Guerra e Marina è incaricato di procurare l’esecuzione del presente decreto.[48]

Il 19 ottobre il cittadino D. Goury comandante del distaccamento di truppa francese inviato a Capraia dal generale Ambert, comunica al comandante Rossi quanto è dovuto alla truppa francese in termini di razioni e di paghe. Il distaccamento è formato da 2 sergenti, 4 caporali, un tamburino, e 33 fucilieri. Il distaccamento è agli ordini del comandante Rossi.

Il 20 ottobre il comandante Rossi si reca nella piazza della Libertà con un picchetto di truppa e legge la dichiarazione dello stato d’assedio, che viene accolto con gioia dalla popolazione.

Il 24 ottobre il Direttorio Esecutivo decreta che il ministro di Guerra e Marina è incaricato di proporre al D.E. una persona militare atta a coprire la carica di comandante dell’Isola di Capraia.[49]

Il 2 novembre il comandante Rossi comunica a Genova i gravi danni subiti dalla torre dello Zenobito:

la furia de gagliardissimi venti, che dominano in quest’isola hanno fatto dirocare sette merli alla torre dello Zenopito e una gran parte del parapetto, di modo che è stato necessario di far ritirare li cannoni addietro e assicurarli con fune, perché non dirochino anch’essi. [50]

Il 30 novembre il Direttorio Esecutivo decreta di richiamare a Genova il comandante Rossi e di nominare al suo posto il cittadino Mariotti, capo del battaglione di linea N° 3, come comandante del Forte e dell’Isola di Capraia e commissario del Governo presso quella Autorità costituita.

Il 3 dicembre il ministro di Guerra e Marina Botto comunica al capitano Francesco Antonio Mariotti capo di battaglione la nomina a comandante e commissario straordinario di Capraia all’effetto di riunire gli animi e rimettervi l’ordine e la tranquillità. Nelle istruzioni per il Mariotti viene anche specificato: [51]

Si previene che esiste in quel Forte un distaccamento di truppa francese speditavi dal generale Ambert dalla Bastia. Al vostro arrivo saprete decidervi se colla nuova guarnigione che vi si spedisce vi sia una forza sufficiente a ben garantire e difendere il Forte medesimo indipendentemente dallo stesso distaccamento. In questo caso dovrete informarne il Ministro onde possa passare a quegli Uffizi, che stimerà presso gli Agenti Francesi per farlo ritirare, quando non riesca a voi medesimo di ottenerlo entrando in trattativa direttamente collo stesso Generale.

Il 3 dicembre il capitano Mariotti è a Capraia, ancor prima di ricevere le istruzioni scritte, e subito comunica al ministro che: il comandante Rossi ritorna a Genova conducendo con sé Angelo Colombani che già aveva sotto processo per farlo giudicare dai tribunali. Il Colombani incute non poco timore nei sussuroni, dei quali egli era il capo. Aggiunge che:

 tutti gli affari qui sono in un perfetto cahos, e gli abitanti sono talmente divisi fra loro che ci vorrebbe un Angelo del cielo per fare il prodigio di riunirli. La Municipalità è cattiva e la sospenderei, ma converrebbe eleggere un’altra, e non so se nelle facoltà accordatemi dal Direttorio è compresa. …. Vi prego a farmi conoscere, se posso in qualità di Commissario assistito dal mio aggiunto che è notaro giurato, giudicare le prese fatte dai liguri armatori, i quali conducendole qui devono poi correre il pericolo di perderle nel ricondurle alla Centrale. …Qui si godrebbe somma tranquillità, e si potrebbe andare a pesca e a caccia, ma per chi comanda è un vero purgatorio.

Il 5 dicembre ritorna sullo stesso argomento:

Tutto è in una tale confusione, che sembra un paese di selvaggi, dove mai non sia stato Governo.

La Municipalità è composta d’uomini a partito, e finché non è cambiata non se ne può cavare i piedi. … Alla partenza della guarnigione passata si è sentita al solito l’armonia dei corni, ma ho già fatto un piccolo processetto contro questi musici, e penso mandarli a suonare altrove, tanto più, che sono sempre gli stessi che l’hanno fatta al maggiore Sanguineti, Gaulis etc.[52]

In questo periodo si accentua l’arrivo nell’isola l’arrivo di navigli predati da corsari liguri e francesi.

Un nuovo cambio di governo a Genova. La città sotto assedio.

Negli ultimi mesi del 1799 la Repubblica Ligure è in uno stato di profonda crisi, derivante dalla crisi economica per il forte dispendio di risorse per mantenere i reparti militari francesi stazionati in Liguria e per lo sgretolamento degli apparati politici e amministrativi dello stato. Il 7 dicembre, con un atto di forza del generale Championet e dell’ambasciatore francese Belleville le istituzioni democratiche della Repubblica Ligure vengono formalmente sospese e in pratica soppresse.

Il 7 dicembre, abolito il Direttorio Esecutivo e aggiornato il Corpo legislativo al giugno 1800, tutti i poteri vennero concentrati in una Commissione di governo composta da uomini ritenuti abbastanza fidati e arrendevoli alle direttive francesi. Causa prima del mutamento di governo è stata la delicatissima posizione nella quale si è venuta a trovare la Liguria sul finire del 1799. Estremo caposaldo francese in Italia, accerchiata e già occupata fin quasi alle porte di Genova dagli Austriaci, la Repubblica Ligure riveste per la Francia un’importanza strategica tale da rendere indispensabile il più stretto controllo su di essa.[53]

Il 10 dicembre la Commissione di Governo incarica il ministro di Guerra e Marina di spedire un filucone armato per l’Isola della Capraia.

Sui problemi di Capraia, l’11 dicembre, la nuova Commissione di Governo, in uno dei suoi primi atti, dà le seguenti istruzioni al Ministro della Guerra:

Rispetto alla Municipalità e giudizi da farsi per le prede ivi condotte, e che potessero essere condotte in appresso da corsari liguri, incarichi in nome della Commissione quel commissario ad unirsi col giudice di pace, ed inviare alla Commissione due liste di quindeci per ognuna dei più probi, ed abili individui del paese dalle quali detta Commissione previe le opportune informazioni elleggerà la Municipalità ed il Tribunale di Commercio, avvertendo di distinguere la lista per la Municipalità da quella del Tribunale. [54]

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F. Renault – Andrea Massena

Il 10 Febbraio 1800 giunge a Genova il generale Massena inviatovi da Napoleone con l’incarico di riorganizzare l’esercito e di dirigere la difesa della città a tutti i costi, essendo l’ultimo baluardo in mano ai francesi in Italia.

Tra il 5 e il 6 aprile 1800 gli austriaci sferrano l’offensiva e con l’appoggio della flotta inglese isolano Massena con le sue truppe in Genova. La città piomba in una situazione deplorevole e la popolazione è ridotta allo stremo per mancanza di cibo e per l’insorgere di epidemie. Il 4 giugno il generale Massena è costretto a firmare la resa della città agli Austrici. Dopo la sconfitta di Marengo (14 giugno 1800) gli austriaci restituiscono la città ai francesi e al governo ligure il 24 giugno. Le sorti della Liguria, almeno per l’immediato, erano state però decise sin dal 23 giugno con tre decreti che Bonaparte aveva emanato a Milano. Il primo di essi istituiva una nuova Commissione Straordinaria di Governo di sette membri con pieni poteri esecutivi; il secondo stabiliva una Consulta legislativa di trenta membri incaricata di riorganizzare lo Stato; il terzo nominava un «ministro straordinario del governo francese» a Genova nella persona del generale Jean-François Dejean, lo poneva a capo della Consulta stessa e gli dava in primo luogo il compito di vegliare agl’interessi della Repubblica.

A Capraia intanto

Il 14 dicembre il Mariotti ritorna sulle disfunzioni trovate a Capraia e ribadisce la cattiva gestione della Municipalità:

La Municipalità eleggeva nella commissione di sanità o qualche parente o fidato individuo e percepiva tutti i proventi. in somma questa infelice popolazione era guidata da pochi intriganti diretti dall’Arciprete, che non è degno di avere una cura di anime, e che è il primo scandalo del paese, mentre assicurano che non si sia confessato da venti anni a questa parte,

Io non sono bigotto, ma so che un popolo se perde il freno della religione, non ha più morale, e non vi è legge che possa contenerlo nei termini dell’onesto.

Informa di aver creato un ufficio di Sanità composto da Domenico Bargone, Gio Olivieri, il prete De Franceschi, Gaspare Sussone e Gregorio Romarone e di aver nominato Giuseppe Maria Sussone ricevitore nazionale per la riscossione dei diritti di ancoraggio, alici e pesce in aceto e che anche il giudice di pace è da cambiare perché non sa quello che fa.

Il 26 dicembre il Mariotti, ottenuta la facoltà di scogliere la Municipalità, ne decreta lo scioglimento, a causa della poca cura tenuta nella conservazione dei libri previsti dalla costituzione, e nomina una Municipalità provvisoria formata da: Bartolomeo Paoletti, Antonio Sabadini q. Giuseppe, Gio Gerolamo Sesini q. Francesco, Giuseppe Andrea Danove, e Stefano Sussone di Domenico. Alla nuova Municipalità vengono affidati tutti i compiti previsti dalla costituzione eccetto quelli della commissione di Sanità. La Municipalità provvisoria deve anche, ogni settimana, nominare un censore tra i suoi membri con il compito di vigilare sui prezzi ed evitare ogni speculazione.[55]

Le comunicazioni con Genova si fanno sempre più difficili a causa del blocco degli inglesi e per la difficile situazione in cui si trova il nuovo governo ligure.

Il 3 gennaio 1800 un’azione di guerra nelle parole del commissario Mariotti:

Ieri all’ore undici abbiamo avuto alla vista un grosso bastimento giudicato da tutti per una preda. Un corsaro francese ed uno ligure sono tosto usciti per andarlo a riconoscere. Egli allora si è avvicinato sempre più all’isola al favore di poco vento, ha chiuso e ritirato i cannoni, e gran parte del suo equipaggio in modo che i corsari gli sono andati incontro sempre persuasi che fosse mercantile. Noi però nel Forte ci siamo preparati a difenderli in caso che fosse da guerra, e per invitarlo a spiegar bandiera, e dichiararsi gli abbiamo fatto fumata, e tirato un colpo a volo. A questo segnale la creduta preda ha tirato a mitraglia sopra i Corsari, e noi tosto abbiamo tirato a palla sopra di lei, che abbiamo giudicata bastimento nemico. Allora ha alberato bandiera inglese, e lasciando i corsari salvarsi ha scaricato per due volte la sua batteria contro di noi e forzando le vele ha procurato di allontanarsi. Di sessanta colpi circa che ha tirato contro il Forte, una sola palla è entrata senza far male ad alcuno. Le altre hanno passato fischiando sopra le nostre batterie, e sono andate a cadere nel paese, nei scogli, e nel Porto, dove una ha cagionato qualche guasto nel magazzino che serve di corpo di guardia alla truppa. Noi abbiamo tirato meno ma con più profitto, poiché le abbiamo fitto a bordo tre palle, e forzata così a correre verso Livorno per riattarsi.

Il 5 gennaio il commissario Mariotti comunica che nei giorni precedenti era arrivata una gondola sarda con bandiera sarda ed equipaggio sardo diretta a Livorno che trasportava 5 botticine d’olio di proprietà toscana. Il commissario la giudica buona preda ma sull’insistenza del padrone dell’imbarcazione decide di lasciarla partire contro il pagamento di 1000 lire, che divide tra sé stesso il capitano della guarnigione Torretti, il suo aiutante, e il preposto alla Sanità. Il commissario chiede a Genova se sia giusta la sua decisione visto che la somma appartiene alla Nazione.

Il 18 gennaio giunge a Capraia un battello imperiale con bandiera bianca che porta 10 prigionieri di guerra francesi e il ben noto Padre Solari ligure, professore di matematiche e membro dell’Istituto Nazionale di Roma. Il comandante dell’imbarcazione gli rivela che il capitano della fregata inglese che ha bombardato il 3 gennaio Forte, era il nipote di Nelson e che la fregata era rientrata a Livorno con tre marinai morti ed era malconcia per esser stata colpita da tre palle Negli stessi giorni arrivano alcune prede fatto dai corsari liguri e francesi: la più importante è un bastimento svedese carico di barzane, cotoni filati, galla nera e telerie da stampare. Questa preda, che viene da Tripoli di Barberia, possiede patente e passaporto netto. Ciò nonostante il commissario decide di porla in quarantena e vi pone delle guardie di Sanità a bordo, affinché gli armatori capraiesi e il capitano del corsaro non facendo scendere a terra alcuna mercanzia, in attesa delle deliberazioni di Genova. Nello stesso tempo chiede a Genova cosa deve fare della imbarcazione ragusea catturata da un corsaro francese. Non osa farla partire per Genova per paura di perderla, visto che nei canali di mare intorno all’isola vi sono numerose imbarcazioni nemiche. Fa presente che vorrebbe utilizzare il convento dei frati come lazzaretto con guardie, ma attende il parere di Genova. Il viceconsole francese e gli armatori chiedono spesso di poter inviare un parlamentare a Livorno per trattare di prede e ritirare del denaro. Il commissario chiede lumi a Genova, poiché fino allora ha negato il permesso. Comunica di aver saputo che il capitano della fregata inglese che ha bombardato il Forte il, era il nipote di Nelson (sic), e che la fregata era rientrata a Livorno.  Nella settimana precedente è arrivata una preda di un corsaro francese carica di grano. I Commissario Ordinatore di Bastia invia un suo delegato per requisire il grano, ma questi scopre che era già stato venduto a dei negozianti liguri e destinato a Genova eccettuati 400 sacchi che sono stati venduti alla popolazione al prezzo trenta lire alla mina. Aggiunge anche il commissario: Siccome poi i Monopolisti sono qui come altrove, ho proibito l’estrazione del grano per tutt’altri paesi, che la Liguria, mentre so che dei capraiesi ricchi lo comprano dai poveri per mandarlo a rivendere nel Capocorso, e sprovvedono in tal maniera questo paese, e non provvedono ai bisogni della Madre Patria. Non tutti sono contenti di queste disposizioni ma salus publica suprema lex est.

Il 27 gennaio il commissario Mariotti giudica come buona preda il navicello toscano S. Ranieri del padrone toscano Gio Batta De Santi, catturato dal capitano Giovanni Raffetti sulla costa romana a tre miglia da Montalto e carico di merci varie, partito da Livorno e diretto a Roma. La sentenza è basata sul fatto che il capitano e l’equipaggio erano toscani e le merci venivano trasportate da Livorno a Roma, due stati occupati dalle potenze coalizzate nemiche della Repubblica Ligure.

Il 31 gennaio il commissario informa Genova che sta partendo per la capitale una preda napoletana, carica di vino, fatta dal corsaro Raffetti, che non ha giudicato in quanto desidera lasciarla partire pe soccorrere di viveri la città. Comunica altresì che non avendo ricevuto istruzioni da Genova ed essendo difficoltosa la navigazione a causa dei vascelli nemici, ha deciso di giudicare le prese fatte dai corsari liguri, seguendo rigorosamente le regole e dando un resoconto degli incassi a beneficio delle casse della Nazione. La preda svedese è ancora in porto e ha una piccola falla. Il commissario vorrebbe scaricarla e immagazzinare le merci nel convento. Gli armatori capraiesi del corsaro sperano di fare un accordo con i mercanti proprietari delle merci e così poter versare i diritti alla cassa nazionale. Si sta scaricando una preda ragusea carica di grano da mandare a Genova. Due bastimenti, uno carico di grano e uno di granone sono pronti per partire per Genova, ma attendono un miglioramento del tempo.[56]

Le comunicazioni con Genova si fanno sempre più difficili per la presenza della flotta inglese che sta stringendo un blocco sulla città: mentre i corsari e qualche naviglio capraiese riescono a raggiungere Genova, dalla città non partono navigli per Capraia e il commissario Mariotti si sente sempre più isolato.

Il 13 febbraio il Mariotti scrive al Comitato di Guerra e Marina una lettera dove da voce alla sua frustrazione per non ricevere istruzioni da Genova:

… Vedendomi privo di ulteriori istruzioni ha giudicato due prede qui condotte dai nostri corsari, e si stà terminando la vendita dei generi per ritirare i diritti della Repubblica….

Intanto faccio partire per Genova alcuni legni capraiesi carichi di grano e spero arriveranno a salvamento. Se qualche bastimento da guerra, galera, o altro, potesse venire e star qui per scortarli, se ne manderebbe degli altri, e se io fossi autorizzato a comprare dei commestibili per conto pubblico, lo farei quando arrivano delle prede….

Cittadini io sono oppresso veramente dalle occupazioni in questo scoglio, e non so ancora, se ho la sorte d’incontrare la vostra approvazione. Qual’ora il Governo volesse conferire la mia carica in Capraia a qualche cittadino più idoneo, vi prego a secondare le sue intenzioni, mentre io ritornerei troppo volontieri al mio battaglione.

Vi ho fatto in gennaio delle nuove tratte per tremila e qualche lire, che ho dovuto prendere qui per la truppa. Adesso credo che non ve ne farò più, restando a mie mani i diritti che percepirò dalle prede, e di cui mi darò debito in seguito.

Il 19 febbraio arriva a Capraia il cittadino Drouin, aiutante di campo del generale Massena, con il compito di requisire il grano predato dai corsari liguri e francesi affinché venga inviato a Genova. Il Mariotti fa presente che ha già pronti su dei navigli seimila sacchi di grano che a causa delle continue cattive condizioni del mare non sono ancora potuti partire. Il Drouin prima di partire per Bastia lascia al commissario un plico da inviare con urgenza a Massena a Genova. Il commissario decide di requisire il vascello Il Vendicatore del corsaro ligure Raffetti, per il trasporto del plico a Genova[57]

  1. Il periodo di transizione dalla Repubblica Ligure a quella Francese (1800-1802)

Tra l’aprile e il maggio del 1800 da Bastia viene inviato a Capraia un ulteriore distaccamento di truppe francesi, per rafforzare la guarnigione del forte.[58]

Con l’arrivo di questo nuovo distaccamento, di fatto l’isola passa nelle mani francesi e il 21 aprile, Mariotti viene reintegrato nei ranghi dell’esercito francese con il grado di capo brigata mantenendo il comando della piazza di Capraia.[59] Per qualche mese ancora il Mariotti continua a giocare nel doppio ruolo di Commissario straordinario della Repubblica Ligure e di ufficiale francese della 23a Divisione Militare col grado di aiutante-generale comandante dell’Isola di Capraia in stato d’assedio.

L’undici giugno il commissario Mariotti comunica a Geneva la lista delle cambiali da lui emesse a favore di cittadini capraiesi che a varie riprese gli hanno imprestato un totale di lire 6337 e fa presente che passati sei mesi da quando è a Capraia non ha ricevuto un soldo da Genova e ha mantenuto la guarnigione, ormai di 200 uomini tra liguri e francesi, con il ricavato dei diritti sulla vendita delle prede.

Il 26 luglio 1800 viene istituita dai francesi la carica di commissario di marina a Capraia, affidata a un certo Arrighi (bastiese?) con il compito di giudicare le prede fatte dai corsari liguri e francesi. Gio Olivieri viene nominato cassiere provvisorio degli invalidi della marina.[60]

L’undici novembre 1800 (20 brumaio anno IX) Napoleone raccomanda al ministro della guerra di far sapere al comandante della 23a divisione che il governo annette grande importanza al possesso dell’isola di Capraia.[61]

Il 12 gennaio 1801 il generale Ambert ordina che il cassiere della marina a Capraia deve mettere a disposizione del commissario ordinatore di Capraia, Gaspard Louis Langeron, la somma di 1600 franchi per i bisogni della guarnigione francese nell’isola.[62]

Il 28 marzo 1801 Napoleone Bonaparte e il re di Napoli Ferdinando IV firmano la cosiddetta pace di Firenze.

L’accordo prevede la restaurazione dei regni di Napoli e di Sicilia sotto l’autorità dei Borboni, a condizione che l’esercito francese possa occupare per un anno le città di Pescara e la Terra d’Otranto, mantenuta economicamente dal regno di Napoli, e che il re indica l’amnistia e la grazia per i prigionieri politici giacobini. Il re di Napoli cede inoltre al Regno d’Etruria i territori che erano appartenuti allo Stato dei Presidii e alla FranciaPorto Longone e l’isola d’Elba.

Il 6 aprile Napoleone scrive al generale Berthier, ministro della guerra. per delineare il piano di occupazione dell’isola d’Elba, nel quale definisce l’isola di Capraia come un buon punto di partenza per le truppe che devono essere inviate da Bastia per occupare l’isola. Il primo maggio, un contingente di truppe francesi, 600 uomini, al comando dell’aiutante comandante Francesco Antonio Mariotti sbarca a Marciana proveniente da Bastia da dove era partito di prima mattina.[63]

Napoleone vuole Capraia

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A-L. Girodet Triosson – Ritratto di Giuseppe Fravega

Il 31 agosto 1801 i legati della Repubblica Ligure a Parigi, Giuseppe Fravega e Gian Carlo Serra, hanno un colloquio con Talleyrand, dove tra gli altri argomenti si tratta del destino di Capraia:

 Si domandò da lui la cessione della Capraja con straordinaria insistenza, eguale fù la resistenza nostra onde accordarla. Si fecero valere le ragioni della garanzia, che offre cotesta isoletta al Commercio Ligure si citò il trattato di Versailles, che ne garantisce il possesso alla Liguria, si disse apertamente, che un così gran sacrifizio non si sarebbe potuto ottenere dal nostro Governo senza compensi proporzionati alla sua importanza. Si fece sentire che solo compensi territoriali non basterebbero a determinare il Governo Ligure a spossessarsi d’un prezioso stabilimento, e che la libertà della bandiera potrebbe in qualche parte dar l’impulso a consentir alla cessione. Il ministro tentò di farci sentire, che quanto la Francia voleva ottener per mezzo d’un trattato poteva col fatto conservarlo, mentre n’era attualmente in possesso che la Capraja essendo una dipendenza della Corsica doveva ragionevolmente appartenere ai possessori di quell’isola, che d’altronde ora che l’isola dell’Elba era ceduta alla Francia, non era conveniente, che uno scoglio in mezzo a tanti stabilimenti francesi appartenesse ad un’altra nazione, che dovevasi dal Governo Ligure avere una qualche condiscendenza ai desideri d’un potente alleato, dal quale la Liguria poteva aspettarsi prove d’interesse, e delle quali ne aveva già avuto il saggio nell’incorporazione di Loano e di Oneglia, e che la cessione della Capraja era un punto sul quale il primo Console non avrebbe ammesso ripulse, o rifiuti. La Legazione non mancò di replicare che il Governo Ligure era troppo persuaso dell’equità che presiedeva alle operazioni del Governo francese per temere, che questo volesse profittare del diritto del più forte, per strappar ad un fedele alleato una parte importante del suo territorio, che i sacrifizj fatti dalla nazione Ligure a favor della Francia le davano un dritto alla riconoscenza del Governo francese, e che il primo Console personalmente conosceva troppo l’importanza della Capraja per il commercio Ligure per esigerne il sacrifizio senza prometter solennemente di riparar l’inevitabile danno che ne sarebbe la conseguenza col far dalle potenze barbaresche consentire alla pace, che da tanto tempo forma il voto più ardente del Governo e della Ligure nazione. L’ora estremamente avanzata non permise di proseguir più oltre la discussione intavolata quindi si riserbò il Ministro a farlo entro il termine della decade corrente, promettendoci, che nello stesso tempo ci comunicherebbe il risultato dell’esame del primo Console sul piano di Costituzione.  Dal sin qui riferto dovete aver chiaramente veduto l’importanza che si mette dal Governo francese alla conservazione della Capraja, mai vostri ministri a nulla autorizzati, niente possono combinare, ne profittare di quelle disposizioni che sembrano poter somministrare compensi vantaggiosi per codesta inevitabile cessione. Nella vostra saviezza prenderete le necessarie deliberazioni onde prescriver loro il contegno, e la condotta che debbono avere nella prosecuzione dell’intavolata discussione. …[64]

Le discussioni sulla sorte di Capraia riprendono nel maggio dell’anno successivo e il 22 maggio 1802 il Fravega comunica a Genova che

“… Finalmente è stato alla legazione officialmente comunicato dal Ministro Talleyrand, che lo stesso Gen. Dejean sarà munito de necessarj poteri per trattar della permuta della Capraja con Carosio, Serravalle, e i feudi di Val d’Orba, e Val di Scrivia. Essendo noi muniti delle vostre credenziali ad hoc ce ne occuperemo colla maggiore sollecitudine. …[65]

Intanto con una legge consolare del 26 maggio 1802 il porto di Capraia viene incluso tra quelli della Corsica dove si potevano riscuotere i diritti di importazione ed esportazione.[66]

Chateau de malmaison

La Malmaison

Dopo pochi giorni, i due legati liguri vengono ricevuti alla Malmaison da Napoleone, alla presenza di Talleyrand e di Dejean. Egli rivolge ai presenti un lungo discorso, che così viene riportato dal Fravega in una lettera al governo ligure:

Cominciò egli in quella memorabile sessione alla quale non intervennero che i Ministri Talleyrand, Dejean, il mio collega Serra ed io, a rinnovarci l’espressione del suo vero interesse per la Liguria alla quale disse legarlo e antica affezione di origine procedendo la sua famiglia da Sarzana, e … relazione di parentela con la famiglia Lomellini. Si compiacque mostrarsi si a noi che ai Ministri Dejean e Talleyrand pienamente istruito della Storia di Genova, e di far risaltare le occasioni nelle quali i nostri Padri hanno dato prove di saviezza ne consiglj e di valore nelle armi, ed aggiunse che la Repubblica sarebbe ancora uno stato considerabile, e considerato se l’antico Governo avesse saputo, con prestarsi alle giuste richieste de’ Corsi, conservare un un territorio cotanto importante sotto tutti i rapporti. Passò quindi a svilupparci i principj sui quali credeva egli doversi appoggiare ogni Governo, e ci espresse assai chiaramente che riguardava i proprietarj come i soli interessati alla conservazione dello stato. Disse che non può avere interesse a difendere i beni altrui, aver anzi un interesse diametralmente contrario colui che nulla possedendo si trova per legge costituito alla difesa delle proprietà. Nascere da cio le leggi spoliatrici, e tutti i disordini che le accompagnano, nei Governi affidati alle mani dei non possidenti. Fece un rapido ma profondo quadro della rivoluzione. Mostrò quanto aveva oltrepassato i limiti che si sarebbero dovuti porre alle riforme di Governi abusivi e degenerati, e concluse che per fissare uno stato permanente di cose, era assolutamente necessario che la proprietà o fondiaria o d’industria fosse la base sulla quale si doveva elevar l’edifizio di una buona Costituzione. … Parlò della Capraja, e ci propose di farne la cessione legale contro Loano, Oneglia, Carosio, e Serravalle, i primi due da noi non occupati che in seguito d’una misura militare, i due secondi incastrati e aderenti al nostro stato, perciò d’una immediata convenienza. … Vi trasmetto la Convenzione passata fra di essa [legazione] e il plenipotenziario Dejan per le rispettive cessioni che vi compiacerete ratificare.

Nella convenzione stipulata iersera appena, nulla si è parlato dell’artiglieria esistente nei forti di Capraja, e ciò ha dato luogo ad una nota che la legazione ha consegnato a Dejean, reclamandone la restituzione, e all’immediata risposta dello stesso. Qui unite troverete le carte tutte relative a quest’oggetto importante e che ha fatto differire la spedizione di Reta di alcuni giorni. Sarà cura della Commissione di mandar la ratifica della sudetta convenzione al più presto per mezzo di un corriere.[67]

Il 10 giugno 1802 (21 Prairial an X) viene firmata a Parigi la Convenzione tra la Repubblica Francese e la Repubblica Ligure, che così recita:

Art.1- La Repubblica Francese cede e garantisce alla Repubblica Ligure, Oneglia, il suo territorio e le sue dipendenze di cui la Repubblica Ligure è in possesso dal mese di Prairial dell’anno IX ( giugno 1801); Loano e il suo territorio; il territorio e borgo di Carosio; Serravalle e il suo territorio sulla riva sinistra dello Scrivia; e gli trasmette tutti i diritti che essa ha ottenuto su questi territori, sia per atti di guerra, sia per la rinuncia del Re di Sardegna.

Art. 2- La Repubblica Ligure cede alla Repubblica Francese l’isola di Capraia.[68]

Rimane soltanto in sospeso la sorte dei cannoni di Capraia, che diviene oggetto di uno scambio di lettere tra la legazione e Dejean:

« Au Citoyen Dejean Directeur de l’Administration de la guerre

Nella convenzione stipulata tra di noi oggi in nome dei rispettivi Governi e relativa alla cessione della Capraja, poiché non si fa menzione dell’artiglieria Ligure che si trovava nei forti di detta isola al momento dell’occupazione che ne è stata fatta nel 1800 per le truppe francesi, vogliate , cittadino generale, reclamarne in nome del nostro Governo al vostro, o la restituzione, o un numero di pezzi di artiglieria francese che si trovi attualmente sul territorio ligure, uguale a quello che si trova nei forti di Capraja, di proprietà del  Governo Ligure. Questa richiesta, che si basa su un principio di stretta equità, sarà senz’altro accolta dal Primo Console e non dubitiamo che egli darà gli ordini necessari per corrispondere alle nostre attese.”[69]

“Il Direttore dell’amministrazione della guerra al cittadino Fravega

Mi faccio premura, cittadino, di accusare recezione dela lettera che mi avete fatto l’onore di scrivere, in data odierna, a proposito dell’artiglieria ligure che si trovava nell’isola di Capraja, quando i francesi ne presero il possesso nel 1800, della quale non si è potuto far menzione nel trattato odierno. Sottoporrò il vostro reclamo al Primo Console, e vi prometto di fare tutto quello che dipenderà da me, affinché prenda in considerazione la vostra richiesta che mi sembra giusta.  …”[70]

Non sappiamo se la restituzione o lo scambio dei cannoni sia poi avvenuto.

Per Capraia e i suoi abitanti comincia una nuova vita.

Roberto Moresco                                                  27, giugno 2019

[1]  M. De Clercq, Recueil des Traités de la France, Tomo I, Parigi, 1864, pp.300-303; P. Nurra, La Coalizione Europea contro la Repubblica di Genova (1793 – 1796), Atti della Società Ligure di Storia Patria, LXII, 1933, p.103.

[2]G. Assereto, La Repubblica Ligure, Lotte politiche e problemi finanziari (1797-1799), Torino 1975, pp. 46-67

[3]Registro delle sessioni del Governo Provvisorio della Repubblica di Genova dal giorno della sua installazione 14 giugno 1797, Genova, Stamperia Nazionale, s. a. [1797].

[4]Il Tirannico Dispotismo le Prepotenze, Ingiustizie, e Concussioni della Municipalità ed Autorità Provvisorie Di Caprara del Notaro Graffigna, Commissario Gaulis esposte al Popolo Sovrano, ed al Corpo Legislativo, Genova 1799? Questi sono i nomi che vengono citati nel libello quali componenti della prima Municipalità, nominati dal commissario Stefanini. Dalle lettere inviate a Genova dalla Municipalità risulta che il primo presidente sia stato Gio Batta Grimaldi.

[5]ASGe (Archivio di Stato di Genova), Guerra e Marina, n. 89, lettera del commissario Stefanini del 5 ago. e lettera del presidente della Municipalità di Capraia Gio Batta Grimaldi del 10 set. 1797.

[6]Gazzetta Nazionale Genovese, n.15, 30 sett. 1797, pp. 138-139 e p. 142.

[7]Ibidem, n. 19, 21 ott. 1797, p. 165.

[8]A. Lanzellotti, Progetto di Costituzione per il Popolo Ligure del 1797, Napoli 1820.

[9]Raccolta delle leggi ed Atti del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, vol. I, Genova 1798, pp. 142-158.

[10]ASGe, Guerra e Marina, n. 89, lettera del ministro di Francia Belleville del 7 dic. 1797.

[11]ASGe, Guerra e Marina, n. 93, lettere della Municipalità di Capraia del 14 e 15 mar. 1798; lettera di risposta della Sanità n. d.

[12]Ibidem, lettere del comandante Rossi e del notaio Graffigna del 15 mag. 1798.

[13]Ibidem, n. 90, lettere del comandante di Capraia del 1, 3, 17, 23,25 lug. e 28 ago.; lettera del notaio Graffigna del 23 ago. 1798.

[14]Gazzetta Nazionale della Liguria, n. 15, del 22 set 1798, p. 117; Raccolta delle Leggi, e Atti del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, Vol. II, p. 123, Genova 1798.

[15]ASGe, Guerra e Marina, n. 91, lettere di Francesco Gaulis del 23 sett.; del 1, 6, 19, 26 ott. 1798; lettere di Rossi del 4 e 22 ott.  1798.

[16]Ibidem, n. 92, lettere di Francesco Gaulis del 26 nov. e 1 dic. 1798; lettere del comandante Rossi del 12 nov. e 19 dic. 1798.

[17]Ibidem, n. 95, lettera del comandante Rossi del 20 gen. 1799.

[18]Ibidem, lettere del Gaulis del 11 e 15 feb. 1799; lettera della Municipalità del 10 feb. 1799; lettere del comandante Rossi del 15 feb. 1799.

[19]Ibidem, n.  95/2, lettere del commissario Gaulis del 14 e 27 mar. 1799.

[20]Raccolta delle Leggi, e Atti del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, Vol. III, Genova 1798, pp. 129-130.

[21]ASGe, Guerra e Marina, n. 96, lettere del commissario Gaulis del 7 e 11 mag.  e del comandante Rossi del 1 mag. 1799.

[22]Ibidem, n. 99 lettera della Municipalità del 20 ago. 1799. Progetto di Costituzione, cit.: secondo la costituzione del 1797 potevano partecipare ai comizi primari tutti gli uomini attivi domiciliati nel comune di almeno venti anni. I comizi primari a loro volta eleggevano gli elettori del comizio elettorale, uno ogni 30 cittadini. Gli elettori dovevano avere almeno 25 anni e non vivere solamente di una mercede giornaliera.

[23]Ibidem, 96, lettere del commissario Gaulis del 7 e 11 mag.  e del comandante Rossi del 1 mag. 1799.

[24]Ibidem, n. 409, lettere di Domenico Cuneo del 21, 25, 26, mag. 1799; relazione Mondini del 227 mag. 1799.

[25]Ibidem, n. 97, lettera del commissario Gaulis del 28 mag. 1799.

[26]Ibidem, n. 409, lettera di Domenico Cuneo del 6 giu.; decisione del ministro di Guerra e Marina del 17 giu.; lettera della Municipalità del 24 giu.; dichiarazione di 102 cittadini del 26 giu.; dichiarazione di Gio Leonardo Bargone del 26 giu. 1799.

[27]Ibidem, n. 98, lettera del comandante Rossi del 29 giu.; lettere di Domenico Cuneo del 1 lug. 1799.

[28] Ibidem, manifesto anonimo del 22 e verbale Municipalità del 22 mag. lettera del commissario Gaulis del 24 mag. 1799

[29]Ibidem, n. 98, verbale di interrogatorio di due marinai del corsaro, steso a Genova presso il notaio Giuseppe Morchio del 17 lug. 1799.

[30]Ibidem, n. 98, verbale di interrogatorio di due marinai del corsaro, steso a Genova presso il notaio Giuseppe Morchio del 17 lug. 1799; lettera del notaio Graffigna del 24 giu. 1799.

[31]Gazzetta Nazionale della Liguria, n. 4, del 6 lug. 1799.

[32]Raccolta delle Leggi, e Atti del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, Vol. IV, Genova 1799, p. 23.

[33] ASGe, Guerra e Marina, n. 99, lettera della Municipalità del 4 lug. 1799.

[34]Ibidem, n. 98, lettera del Comandante Rossi alla Municipalità di Capraia del 17 lug. 1799.

[35]Ibidem, n. 100/1, verbale della seduta della Municipalità.

[36]Ibidem, n. 99, lettera della Municipalità del 19 lug. 1799

[37]Ibidem, n. 100/1, verbale della seduta della Municipalità.

[38]Ibidem, n. 98, lettera della Municipalità al comandante Rossi del 21 lug. 1799; relazione del comandante Rossi al Ministro di Guerra e Marina del 23 lug. 1799.

[39]Ibidem, n. 100/1, verbale della seduta della Municipalità.

[40]Ibidem, n, 98, relazione del comandante Rossi al Ministro di Guerra e Marina del 23 lug. 1799.

[41]Ibidem, n. 99, lettera di 142 capraiesi al Ministro di Guerra e Marina del 22 lug. 1799

[42]Ibidem, n. 100/1, verbali della seduta della Municipalità. Gli avisi di arresto sono: Gio Olivieri reo di lesa nazione perché si è appostato per due volte nel tribunale nel Buro per minacciare e dar di mano ai municipali; Domenico Cuneo viene dichiarato torbido, susteratore e rivoluzionario contro i municipali; Francesco Sabatino è dichiarato reo per esser stato impostato per tirare alla forza armata e per essere uno dei capi rivoluzionari; Antonio Princivalle reo di essere stato impostato per tirare colpi di fucile alla forza armata; Giacomo Princivalle reo di lesa nazione per essere stato il primo a tirare col fucile alla forza armata nella piazza nazionale; Gio Leonardo Princivalle reo  e capo di partito sedizioso e di natura discolo contro i municipali e il Popolo; Nicroso Princivalle per essersi fatto seguace del partito contro i municipali e il Popolo; Agostino Sussone reo di lesa nazione e capo di partito; il cannoniere  Sesini  per aver detto che l’imperatore non regnava ancora e che non dessero udienza alla Municipalità e tutto questo per aver veduto la Bandiera all’Albero della Libertà. verbale della seduta della Municipalità.

[43]Ibidem, n. 101, lettera di Francesco Gaulis del 28 lug. 1799. Probabilmente l’ex commissario Gaulis viene arrestato a causa delle pesanti accuse contro di lui contenute nel libello Il Tirannico Dispotismo cit.

[44]Ibidem, n. 100/2, lettera del comandante Rossi al ministro di Guerra e Marina del 1 ago. 1799

[45]Ibidem, n. 100/1, verbale della seduta della Municipalità.

[46]Ibidem, n. 99, lettere della Municipalità del 20 e 27 ago. 1799; lettera dei veri Repubblicani del 1 sett. 1799.

[47]Gazzetta Nazionale della Liguria, n. 16, 28 set. 1799

[48]ASGe, Guerra e Marina, n. 99, lettere del generale Ambert del 11 set, del comandante Rossi del 12 sett., proclama del Comandante Rossi del 24 sett., decreto del Direttorio Esecutivo del 30 sett. 1799.

[49]Ibidem, n. 100/2, lettera di Goury del 19 ott. 1799; lettera del comandante Rossi del 20 ott. 1799.

[50]Ibidem, n. 103, lettera del comandante Rossi del 2 nov. 1799.

[51]Ibidem, n. 100/2, decreto del Direttorio Esecutivi del 30 nov. 1799, Istruzioni per Francesco Antonio Mariotti del 3 dic. 1799. Francesco Antonio Mariotti era un corso nato a Venzolasca, circondario di Bastia, il 24 ottobre 1753. Aveva iniziato la carriera militare come tenente nel Reggimento Provinciale Corso nell’esercito francese. Nel 1790 emigrò a Genova e fu arruolato nelle truppe della Repubblica. Durante la Repubblica Ligure divenne capo di battaglione, finché nel 1800 rientrò nell’esercito francese. Nel 1814 fu nominato console francese a Livorno dove morì nel 1827. Nel 1804 fu nominato Ufficiale della Legione d’onore. Sui suoi incarichi sotto la Repubblica Ligure v. P. Palumbo, Al fianco della Francia …, cit.

[52]Ibidem, n. 100, lettera del commissario Mariotti del 3 e 5 dic. 1799.

[53]G. Assereto, La seconda Repubblica Ligure (1800-1805), Dal “18 brumaio genovese” all’annessione alla Francia, Milano 2000, pp. 9-25.

[54]Gazzetta Nazionale della Liguria, n. 27, del 14 dic. 1799, pp. 214-215; ASGe, Guerra e Marina, n. 100, decreto della Commissione di Governo del 11, dic. 1799.

[55]ASGe, Guerra e Marina, n. 100, lettera del commissario Mariotti del 14 dic. 1799.

[56]Ibidem, 102/2, lettere di Mariotti del 4, 5, 19, 30, 31 gen.  e 19 feb. 1800; Gazzetta Nazionale della Liguria, n. 37, del 1 mar. 1800; A. Amic, Histoire de Masséna, in Revue Contemporaine, II serie, 43, 1865, p. 753.

[57]ASGe, Guerra e Marina, n. 102/1, lettere di Francesco Antonio Mariotti del 13 e 19 feb. 1800;

[58]A. Petracchi, Istoria del Blocco di Genova del 1800, Genova 1800, p. 147. Sull’invio del distaccamento francese da Bastia vedi anche https://storiaisoladicapraia.com/2015/01/30/1806-lisola-di-capraia-sotto-la-francia-una-statistica-del-prefetto-del-golo/

[59]ANF, LH/1745/24. Etat de service de M. Mariotti; F. Beaucour, Un fidele de l’Empereur en son epoque : Jean Mathieu Alexandre Sari (1792-1862), Tomo III, Parte 2, Parigi 1973, pp. 481-482

[60]ADHC (Archives Départemental de la Haute Corse), Dépôt de la Marine, n. P3-24, Papiers relatifs à la gestion du commissaire Arrighi.

[61]Correspondance de Napoléon Ier, Tomo VI, Parigi 1861, pp. 505-506. La 23a divisione presidiava la Corsica.

[62]ADHC, Dépôt de la Marine, n. P3-24, Papiers relatifs à la gestion du commissaire Arrighi.

Gaspard Louis Langeron è un ufficiale francese della 23° divisione. Il 12 settembre 1801 sposa a Capraia Innocenza Graziosa Graffigna, figlia del notaio Graffigna.

[63]Correspondance de Napoléon Ier Tomo VII, Parigi 1861, p. 108.

[64]ASGe, Segreto, n. 2271, lettera di Giuseppe Fravega, da Parigi, alla Commissione Straordinaria di Governo della Repubblica Ligure del 2 set. 1801. Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord era in questo periodo ministro degli esteri della Repubblica francese.

[65]Ibidem, lettera di Giuseppe Fravega, da Parigi, alla Commissione Straordinaria di Governo della Repubblica Ligure del 22 mag. 1802.

[66] M. Lepec, Bulletin annoté des lois, décrets et ordonnances, Tomo 9, Parigi 1836, p. 343.

[67] Ibidem, lettera di Giuseppe Fravega, da Parigi, alla Commissione Straordinaria di Governo della Repubblica Ligure del 11 giu. 1802. Jean-François Aimé, Count of Dejean, in questo periodo, è incaricato da Napoleone di organizzare un nuovo governo della Repubblica Ligure, di fatto è il suo plenipotenziario a Genova.

[68] M. De Clercq, Recueil des Traitès de la France, Tomo I, p. 587, Parigi 1880.

[69] Ibidem, lettera (copia) di Giuseppe Fravega al generale Dejean del 21 Prairial an 10.

[70] Ibidem, risposta (copia) del Generale Dejean a Giuseppe Fravega del 21 Prairial an 10.

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