1674 – Un censimento delle sorgenti d’acqua di Capraia

Il 6 aprile 1674, arrivò a Capraia il nuovo Commissario Brancaleone Doria. Alla partenza da Genova aveva ricevuto l’ordine dal Magistrato di Corsica di fare un censimento delle sorgenti  d’acqua di Capraia. Con molta diligenza, subito dopo il suo arrivo, si recò a visitare i luoghi dove i Capraiesi erano soliti approvvigionarsi d’acqua e, quindi, il 10 aprile, così scrisse a Genova:

«Venerdì prossimo passato gionsi in questa Isola, e presi il possesso della carica dalla Benignità di VV.SS. Serenissime confertami.

Ho ritrovato, che il tutto va con buona disposizione. In appresso ho procurato d’esseguire quanto con loro decreto mi comandarono intorno al’aqua, et ho ritrovato tutto ciò che dalla acclusa nota vedrano».

Allegata alla lettera vi è la seguente «nota»:

«Si è ritrovato un’occhio d’aqua viva sopra il molo vicino al porto.

Nel canto della piaggia del porto vi è altro occhio d’aqua viva, che provede a tutti i pescatori, et a tutti vascelli forastieri, che vengono ivi ha far aqua.

Sopra la Madonna del porto vi è altro sorgente d’aqua nominato il Carcenaggio, et il più abondante di tutta l’isola.

Sotto certe olive poco ivi distante vi è una fontanina di grandissima abundanza, che mai manca, et è ….

Nel luogo detto il Tamburo lontano dal Forte quasi un miglio altro occhio d’aqua viva, che scaturisce da una pietra.

Di sopra a questo lontano due terzi di miglio circa altro sorgente d’aqua viva in grande abondanza, e resta sotto un monte dove l’estate si fa la guardia per i corsali.

Dalla parte di ponente di detta montagna vi resta aqua viva in grandissima copia che potria far girare un grosso molino.

In mezzo dell’isola vi resta un lago d’aqua viva che mai manca, di giro di passi cinquecento circa.

Vicino alla Torre del Senopito si è ritrovato altro occhio d’aqua viva.

Per la ponta dell’isola verso tramontana luogo detto la Mortella vi sono diversi occhi d’aqua viva.

Sotto il Convento dei PP. Franciscani fuori del presente Forte ci è aqua viva di quale si serve detto Convento

Sotto la Fortezza per Levante e Sirocho vi è aqua viva vicino alla marina, di quale però non se ne potrebbe servire, quando il mare fusse grosso.

Che è quanto ho potuto hora ritrovare. Venendomi accertato essercene del’altra che doppo d’haver visitato il Luogo ne darò compita relatione a VV.SS. Serenissime».[1]

Nello scrivere questa «nota», il Commissario, poco pratico dell’isola e del suo clima, non si era reso conto che l’abbondanza di acque sorgive da lui descritte era dovuta al particolare periodo dell’anno in cui effettuò il suo sopralluogo. In effetti, è vero che nel mese di aprile l’isola è rigogliosa di acque superficiali, frutto delle piogge dei mesi invernali e della prima primavera, ma, quando la stagione si addentra verso l’estate, è vero anche che la siccità prende il sopravvento, causando la scomparsa della quasi totalità delle polle d’acqua.

 Gavagnolo

 S. Basso e Federici, Piano dell’isola di Capraja, 1843 (particolare)

 Alcune delle fontane o polle d’acqua citate nella «nota» si ritrovano segnalate anche nella carta di Capraia, redatta nella primavera del 1843 dal capitano Basso e dal tenente Federici, della quale riportiamo qui un particolare.[2]

 Di seguito diamo alcune indicazioni sulle località citate e sulla terminologia usata nella «nota»:

– Occhio di acqua viva sta per polla d’acqua.

– L’occhio d’acqua viva sopra il molo vicino al porto probabilmente era una lamina d’acqua che sgorgava tra le rocce nella zona del Frate.

– Il canto della piaggia del porto è di difficile identificazione; la polla d’acqua è stata  probabilmente ricoperta dai detriti alluvionali del Vado del Porto.

 Il porto 1692 part.

 La spiaggia e il molo del porto di Capraia nel 1692

– La sorgente «Carcenaggio» è indicata sulla carta come Fontana del Calcinajo

– La fontanina sotto gli olivi è indicata sulla carta come La Fontana ed è quella che viene ancor’oggi utilizzata.

– L’occhio nel luogo detto il Tamburo è probabilmente quello che ancor’oggi si ritrova nella località Aghiale.

– La sorgente sopra l’Aghiale è indicata sulla carta come Fontana Ajale. Il monte sul quale si faceva la guardia per l’avvistamento dei corsari è il Monte Castello.

–        La sorgente a ponente del Monte Castello è probabilmente quella indicata sulla carta col nome di Fontana del Saracello. La sorgente evidentemente scaricava le sue acque nel Vado del Saracello, che nel mese di aprile doveva essere ricco d’acqua e pertanto il Commissario ritenne che vi si potesse installare «un grosso molino».

–        Il lago in mezzo all’isola è lo Stagnone

–        Il luogo detto la Mortella è la baia della Mortola.

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Lo Stagnone (Foto F. Guidi)

Roberto Moresco                                                                              19 dicembre 2011

[1] Archivio di Stato di Genova, Corsica, n.613, lettera del Commissario Brancaleone Doria ai Magistrati di Corsica del 10 apr. 1674.

[2] R. Moresco, L’isola di Capraia – Carte e vedute tra cronaca e storia, Livorno 2008, pp. 75, 170-173.

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