1756 – Una relazione su Capraia del Brigadiere Antonio Federico Flobert

piano-del-forte-di-capraia-1790

Pianta del Forte di Capraia – ~1790

 

Nel 1755 la Repubblica di Genova decise di riformare e rafforzare il suo Corpo di Ingegneri Militari che aveva il compito di progettare e sovraintendere alla costruzione delle opere militari della Repubblica. A questo scopo, nell’ottobre, l’ambasciatore genovese a Parigi, Ranieri Grimaldi, contattò il colonnello francese Antonio Federico Flobert, ingegnere militare. Questi, benché prossimo alla partenza per la Spagna, fu convinto ad assumere un incarico a termine presso la Repubblica per un periodo di due anni, con il grado di Brigadiere degli ingegneri e delle truppe e uno stipendio mensile di Lire cinquecento.[1]

Il Flobert prese servizio a Genova il 6 aprile 1756. Una delle sue prime missioni fu una visita alle fortificazioni del Regno di Corsica, dove la Repubblica stava fronteggiando la ribellione dei Corsi. Una delle sue prime missioni fu la visita alle fortificazioni della Corsica dove era in corso da diversi anni un sollevamento della popolazione contro il dominio genovese.

Il 13 maggio, verso sera, mentre era in navigazione verso la Corsica in compagnia del capitano degli ingegneri della Repubblica Michele Cordiviola, il forte vento costrinse la sua imbarcazione a fermarsi a Capraia. Su questa visita il Flobert stese la seguente relazione, che seppur concisa, dà una rappresentazione della situazione dell’isola in quel periodo:[2]

“Serenissimi Signori

 havendo mi portato i venti sul fine del giorno tredici al porticino di Caprara, ho stimato che no sarebbe cosa dispiacevole a VV. SS. Serenissime mettere a profitto quella occasione di visitare il forte colle tre torri accessorie di cotesta isola come le sue parti interiori, ed altri accessi maritimi, per prenderne una suficiente cognizione, e farla presente a VV. SS. Serenissime.

La isola di Caprara tiene 5 miglia da levante a ponente, 8 dal norte al mezzogiorno e 15 di circuito. La sua situazione quasi in mezzo della Corsica e dell’isola di Elba è vantaggiosa alla Corsica, a cui potrebbe servire come di antemurale al meno di vedetta col mezzo di un ciabecco armato per osservare ed impedire la navegazione e commercio di contrabande e diserzioni tanto favorite da ribelli e cosi utili a loro come dannose al Ser.mo Servizio.

La isola tutto un scoglio montuoso ed asperissimo no tiene ne puo tener altre abitazioni di quelle che si trovano sottoposte al forte. Si compongono di 400 fuochi, che fanno 2400 anime.[3] la maggior parte è di donne che prendono al suo carico tutti i lavori del poco di campo che hanno, e della casa, essendo le più laboriose che io creda essere nel mondo. Tutti li uomini dedicati alla marina fanno il loro commercio con 34 barche più grandi, 12 mezzane, 10 piccole. le grandi portano 300 cantari, le mezzane 100, le piccole servono per pescare.[4]

A forza di lavoro non lasciano di raccogliere 2000 mine di orzo e 2000 bote di vino.[5]

Benchè distinta dalle mie imcumbenze non ho creduto indifferente a VV. SS. Serenissime questa piccola descrizione di un paese del quale io stimerei si potrebbe cavare non mediocre utilità, per l’assoluto dominio di questo tratto di mare, e costa orientale di questo Regno, armando a poco costo tre ciabecchi con 20 soldati, e quatro piccoli pezzi di cannone, l’uno sempre pronto in Caprara e li altri due in questa capitale alla intiera disposizione di cotesto Ecc.mo Sig.re Comisario.

Rimetto a VV. SS. Serenissimeme le note aggiunte dello stato dell’artiglieria di Caprara, e torri adjacenti come anche delli lavori che ho stimato più indispensabili no per migliorarle si bene perchè non peggiorandosi col tempo, venisse ad esiggere spese assai piu gravi. passato il giorno catordici in quella ricognizione ed esame, son partito ed arrivato il quindici in cotesta Capitale. …

Bastia Maggio 19.1756/ Humilissimo Servitore/ Flobert”

Il 15 maggio il Flobert fu in grado di ripartire per Bastia dove arrivò lo stesso giorno.

Gli allegati alla relazione divennero un utile documento quando nell’ottobre dello stesso anno la Repubblica decise di incrementare il potenziale difensivo dell’isola per timore di un attacco da parte dei Corsi.

Ci sembra interessante dare qui uno stralcio della relazione tecnica, limitata però all’artiglieria di bronzo, preparata dal Capitano Codiviola.

1756 Maggio 14 – Stato delle Monizioni da Guerra che si ritrovano nel Forte della isola di Caprara, e Posti dipendenti 

Forte di Caprara

 1 Mezzo cannone del diametro di oncie 32

1 Coluvrina del diamentro di oncie 30

1 Mezza coluvrina del diametro di  oncie 22

1 Mezza coluvrina del diametro di oncie 18

1 Sagro del diametro di oncie 10

1 Altro sagro del detto diametro più corto

1 Falcone del diametro di oncie 6

1 Falcone del diametro di oncie 5 ½

1 Falcone del detto diametro, più corto

1 Falconeto del diametro di oncie 10

1 Falconeto del diametro di oncie 1

1 Quarto cannone del diametro di oncie 14

 Torre del Porto

 1 Sagro del diametro di oncie 10

1 Falcone del diametro di oncie 5 ½

Petriero di bronzo a braga senza mascolo

 Torre delle Barbici

 Falconetto del diametro di oncie 10

 Torre del Senopito

 1 Sagro del Diametro di oncie 10 crepato nella gioia (inutile)

1 Sagro del Diametro di oncie 7

 

Il capitano Codeviola preparò anche una “Nota dei lavori che si devono fare” sia per il Forte che per la Torre dello Zenobito nella quale in dettaglio vengono indicate le spese stimate, che risultarono di Lire 824 per il Forte e 574 per la Torre dello Zenobito.

Roberto Moresco                                                                 Settembre 2016

Note

[1]P. Pescarmona, Note e documenti sul Corpo degli Ingegneri Militari a Genova alla metà del Settecento, Studi in memoria di T. Ossian De Negri, Genova 1986

[2] ASG, Corsica, n. 427, lettera del Brigadiere Flobert ai Serenissimi Collegi del 19 mag. 1756 da Bastia. Allegati alla lettera vi sono anche lo Stato delle munizioni e le Nota delli Lavori preparati dal capitano ingegnere Michele Codeviola e vistati dal Brigadiere Flobert in data 19 mag. 1756.

[3] Mentre il numero di fuochi corrisponde a quanto indicato in altri documenti coevi, il numero di abitanti sembra essere estrapolato da quello dei fuochi. Documenti coevi indicano il numero degli abitanti tra 1800 e 2000.

[4] Il cantaro equivale a kg 47,6.

[5] La mina di granaglie equivale a kg 90,9, il che per 2000 mine equivarrebbe a una produzione di circa 1800 quintali, mentre fonti coeve parlano di una produzione di 400-700 mine, v. ASG, Corsica, n.640, lettera del Commissario di Capraia del 24 lug. 1707. Lo stesso vale per la produzione di vino: non è chiaro a quale unita di misura si riferisca il Flobert. Sappiamo però che la produzione di vino variava, a seconda degli anni tra i 500 e i 700 ettolitri.

[6]

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