1781 – Due vedute della costa di Capraia nelle carte di Van Keulen

Zee-Fakkel copertina

Zee-Fakkel

Nel 1781 Gerard Hulst van Kulen pubblica in Amsterdam una nuova edizione del terzo volume del De Nieuwe Groote Lichtende Zee-Fakkel, un portolano dei mari del mondo. Di questa edizione fa parte la carta che qui presentiamo e che contiene tra gli altri anche due profili di Capraia.

Nella carta sono riportate le seguenti vedute di costa (partendo dall’alto a sinistra):

van-keulen-completa

–        Isola di Gorgona vista da Ovest a 2 ½ miglia dalla costa

–        Isola di Gorgona vista da Ovest-Nord-Ovest – ½Ovest a 4 ½ miglia dalla costa

–        Costa senza nome Ovest- ½ N

–        Isola di Cabrera e Isola la Margherita viste da Nord-Ovest (isole di Lerino?)

–        Isola di Capraja vista da Nord-Ovest a 4 miglia dalla costa

–        Capraja vista da Ovest-Sud-Ovest a 4 miglia dalla costa

–        Isola d’Elba vista da Ovest-Sud a 3 miglia dalla costa

–        Isola d’Elba vista da Nord-Ovest- ½ Ovest a 6-7 miglia dalla costa

–        Montecristo visto da Nord-Ovest-Nord a 3 miglia dalla costa

–        Montecristo visto da Ovest-Sud- ½Sud a 3 miglia dalla costa

–        Capo Mele visto da Nord-Ovest a 5 miglia dalla costa

–        Isola Palmaria e Isola del Tino viste da Ovest-Nord a 1½ miglio dalla costa, con il profilo dei monti che circondano il golfo de La Spezia

Dimensioni della carta: 290x 495 mm (nel portolano la carta era posta verticalmente).

 

I due riquadri con i profili di Capraia:

Isola di Capraja vista da Nord-Ovest a 4 miglia dalla costa

Isola di Capraja vista da Nord-Ovest a 4 miglia dalla costa

La veduta della costa va dalla punta delle Barbici fino alla punta del Trattoio.

Dimensioni del riquadro:46×255 mm.

capraia-2

 Capraja vista da Ovest-Sud-Ovest a 4 miglia dalla costa

 

La veduta della costa va dalla punta delle Barbici fino al promontorio dello Zenobito sul quale è evidenziata la torre. Al centro, in verde, è riportato anche l’isolotto della Praiola.

Dimensioni del riquadro: 47×213 mm.

 I Keulen sono una famosa famiglia olandese di cartografi e di costruttori di strumenti specializzati nella nautica con sede in Amsterdam..

Il fondatore della dinastia è Johannes I van Keulen (1654-1715 che acquista notevole fama con la stampa di carte nautiche alle quali collabora il matematico Claes Jansz Vooght. Pubblica a partire dal 1680 l’atlante nautico De Groote Nieuwe Vermeerderde Zee-Atlas ofte Water-Werelt  e dal 1681 il monumentale portolano De Nieuwe Groote Lichtende Zee-Fakkel che fu ristampato più volte e in più lingue anche dai suoi successori[1]. Il portolano che copre tutti i mari del mondo consiste inizialmente di cinque volumi – il terzo copre il Mediterraneo –  a cui nel 1754 si aggiunge il sesto per coprire le coste dell’Asia alla cui ricognizione danno un contributo notevole i capitani e piloti della VOC (Compagnia Olandese delle Indie Orientali).

Gerard van Keulen (Amsterdam 1678-1726), figlio di Johannes I, incisore matematico e stampatore, sviluppa la società fondata dal padre ed assume grande notorietà per la qualità delle carte nautiche[2]. Nel 1714 è nominato Idrografo della VOC.[3]

Johannes II van Keulen (1704-1755), figlio di Gerard, succede al padre nella società di famiglia e sviluppa molte carte delle Indie Orientali, che divengono una guida per i piloti delle navi.

Gerard Hulst van Kulen (Amsterdam 1733-1803), uno dei due figli di Johannes II van Keulen, continua l’attività di famiglia fino alla fine del Settecento, ristampando parti del Nieuwe Groote Lichtende Zee-Fakkel .[4]

 

Roberto Moresco                                                Agosto 2014

[1] La versione italiana del terzo volume fu stampata nel 1683 con il titolo Della nuova e grande illuminante Face del Mare. Le vedute di costa di Capraia in R. Moresco, L’isola di Capraia, carte e vedute tra cronaca e storia, Secoli XVI-XIX, Livorno 2008, pp. 41 e 149.

[2] Una carta di Gerard van Keulen dal Zee-Atlas è riprodotta in R. Moresco, L’isola di Capraia, carte cit., p. 43.

[3] AA.VV., Tooley’s Dictionary of Mapmakers, Revised edition, K-P, Bath, England 2003, p. 22.

[4] Ibidem.

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